Bentornati cari FollowHz,

state pronti per esplorare l’ignoto!

Netflix ha pubblicato una lunga serie di trasposizioni videoludiche originali protagoniste della nostra rubrica Cinema da GameHz.

La vostra mente non si è ancora ripresa dalla meraviglia di grandi versioni cinematografiche di brand videoludici come Detective Pikachu e Sonic il Film? Avete una bruciante voglia di nuovi approfondimenti dei vostri universi preferiti? Volete dimostrare una conoscenza sconfinata di ogni minimo frammento della storia dei titoli che amate spaziando per ogni medium? Allora siete nel posto giusto! Prendete un biglietto, mettetevi comodi con pop-corn, patatine ed altro cibo spazzatura e state pronti per il Cinema da GameHz.

Lo zampino di Netflix nel mondo dei videogiochi è ormai un fatto assodato, non solo per gli svariati esperimenti legati alle serie e film interattivi, ma anche per quanto concerne veri e propri lungometraggi tutti incentrati su franchise di successo, approfonditi con cura maniacale e qualche modifica di troppo. I grandi cult per ora trasposti hanno visto grandi lotte tra Vampiri ed Umani alternarsi a scaltri cacciatori di mostri, fino ad arrivare a misteriose epidemie. Tutto caratterizzato da ampi alti e bassi, che andremo a chiarire analizzando le singole produzioni.

Prima di addentrarci oltre in questo viaggio delle interpretazioni di geniali creatori in estranei medium, è bene ricordare che abbiamo curato spesso in passato le occasioni in cui grandi serie possono vedere una ribalta, quegli eventi in cui nuove Ip e grandi ritorni si presentano sullo showfloor di colossi del medium. In particolare questa sera, alle ore 21:30, seguiremo sul nostro canale Twitch il PlayStation Showcase, da cui potrebbero fuoriuscire nuove grandi saghe, punto di partenza per far nascere degli universi esplorabili e da apprezzare in tutte le loro declinazioni.

Castlevania: Spettacolare ma cafone. (Netflix)

Netflix

Il figlio di una Konami dei tempi d’oro non poteva che rappresentare uno degli spunti più appassionanti per le serie animate Netflix. Il mondo del Conte Dracula non è solo protagonista di un Worldbuilding stellare, ma ha tutte le carte in regola per creare una longeva saga cinematografica composta da tante epoche differenti. Purtroppo dobbiamo accontentarci di un’anime da 4 stagioni, la cui anima si discosta completamente dall’opera originale, ma la cui identità risulta fresca e divertente.

La storia s’incentra su Trevor Belmont, ultimo discendente di una casata di ammazzavampiri che si trova a dover esplorare le regioni di una Valacchia del tutto devastata dalle truppe del Conte. Inizialmente menefreghista nei confronti della situazione, l’incontro con Sypha, bellissima maga, e con Alucard, misterioso vampiro con un odio nei confronti dell’illustre padre, lo porterà a compiere un viaggio di redenzione che da Anti-eroe lo trasformerà nel salvatore della leggenda.

Un cast di personaggi stellare e alcune delle scene di combattimento meglio animate che abbia mai visto rendono quest’opera un grande capolavoro tra gli originali Netflix, che seppur venga in parte corrotto da una sceneggiatura davvero troppo pop, ricca di volgarità e ignoranza, non perde occasione di tornare sui suoi passi per giustificare errori compiuti, e renderli punti di forza di una narrativa commovente e sfaccetata. Dedito forse a troppi sprechi in termini di trame chiuse sul finale, in realtà non potrete non innamorarvi di un mondo così crudo e malvagio, ma reso dolce e romantico dai vari comprimari.

Monster Hunter: Legends of The Guild: Immaturo ma Romantico. (Netflix)

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Il film della Jovovich su Monster Hunter della Capcom è stato croce e sofferenza di tutti i fan della saga. Sarà stato il setting militarizzato, o la bella attrice che si mette a sparare con una gatling su un Diablos, possiamo quasi definire il Monster Hunter della Warner Bros e Sony come il peggior adattamento di un grande pezzo di storia dell’industria. Necessario dunque riportare la nomea dei Cacciatori in alto, con qualcosa che solo l’animazione giapponese è in grado di donare.

Netflix dunque pubblica un film dimenticato da anni, che senza mai trovare un proprio finanziatore si è ritagliato un posto nel dimenticatoio. Infatti Monster Hunter Legends of The Guild doveva essere il grande film anime di Monster Hunter 4 Ultimate, concentrato per questo sul Cadetto iconico del gioco, che poi prenderà il nome di Aiden. Riproposto invece nel 2021, non si può che fare i complimenti alla piattaforma per l’incredibile coraggio.

La storia è degna di far parte del canone dell’invenzione di Murata, Endo e Nagayama. Soffermandosi sulle azioni dei mostri nei confronti della natura, tutto si fonda su un equilibrio da rispettare, che per tornare alla normalità necessita dell’uccisione di un drago anziano. In quella che appare esattamente come una Quest Videoludica, il film è un calderone con ogni possibile riferimento fatto per i veri conoscitori del brand. Mostri semisconosciuti si affiancano a docili Felyne, sfruttando uno stile tecnico molto antiquato e una struttura generale profondamente immatura. Gli appasionati non possono che giorne, per quello che risulta uno dei tributi più romantici dell’ultimo periodo, mentre risulta troppo acerbo per chi non si è ancora approcciato alla saga.

Resident Evil Infinite Darkness: Fanservice a profusione. (Netflix)

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Una volta annunciata ai vari Resident Evil Showcase la produzione di una nuova serie animata su Leon Kennedy e Claire Redfield, i fan sono andati in visibilio. Almeno fin quando non è comparso il grande logo di Netflix. Sfortunatamente la piattaforma streaming non è vista di buon occhio per quanto concerne i suoi originali, spesso visti come troppo irrispettosi e poco attenti all’anima vera del materiale di partenza. Le citazioni agli altri prodotti in CGI della saga zombie, però, facevano ben sperare per quanto riguarda la qualità dell’opera, magari un grande ritorno che poteva espandere ulteriormente un universo che ora più che mai ha bisogno di uno spin-off.

L’oscurità infinita di Resident Evil Infinite Darkness non si trova purtroppo solo nel titolo, in quanto la serie animata di 4 scarsi episodi è anonima e ricca di fanservice, studiata male nei minimi dettagli e poco coerente nei confronti di tutto il retaggio dell’universo narrativo. Nuova minaccia per Leon e Claire che stavolta devono affrontare nuovi esperimenti virali che poco hanno a che fare con l’Umbrella, mettendoci in mezzo enti governativi corrotti e guerre in cui la presidenza statunitense non vuole metter mano.

Alcuni misteri, però, fanno scoppiare il pandemonio, andando a definire una storia matura ma molto banale, in cui il ruolo dei comprimari è inutile e la risoluzione delle vicende non ha senso compiuto. Si vanno così a costruire scene dimenticabili ed esagerazioni, lontanissime dalle splendide idee degli originali e troppo relegate al voler far tornare grande l’ambito seriale di Resident Evil.

The Witcher Nightmare of the Wolf: Epico ma Irrispettoso. (Netflix)

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La serie di The Witcher tratta dai romanzi di Andrzej Sapkowski è stata oggetto di pareri discordanti. Alcuni la ritengono splendida e meritevole, paragonabile al sequel della saga letteraria creato da CD Projeckt RED. Altri invece la considerano di natura discutibile, con fin troppe libertà interpretative e con un’eccessivo Politically Correct. A fugare ogni dubbio c’ha pensato il prequel animato originale The Witcher Nightmare of the Wolf, che nel suo voler espandere questo mondo non fa altro che confermare le preoccupazioni degli scettici.

Questo enorme flashback si sofferma sulla figura di Vesemir, leggendario Witcher e grande maestro del celebre Geralt di Rivia. La trama del lungometraggio ha l’intenzione di raccontare uno dei capitoli più oscuri del retaggio degli strighi, ovvero la creazione del Monstrum, o Ritratto di un Witcher, scritto da aizzatori di folle nelle città del continente contro i cacciatori di mostri, e il conseguente assalto a Kaer Morhen, roccaforte in cui i mutanti prima citati vengono creati. Tralasciando il patetico approfondimento sulla prova delle erbe e sulla selezione dei fanciulli, assolutamente irrealistico rispetto alle idee originali dello scrittore polacco, si può subito capire come non ci sia nulla che funzioni ad eccezione delle splendide animazioni.

Vesemir non è il ragazzo plagiato dal tempo e dalle sofferenze che abbiamo imparato a conoscere, ma sembra un nobile e ironco guerriero pronto a sbagliare alla prima occasione. Tutti i personaggi sono piatti, mancano di un’evoluzione effettiva e i colpi di scena che li riguardano non hanno peso, conoscendo già i risultati della vicenda e sopratutto andando a non considerare le innumerevoli castronerie ideate (tra mostri creati dai Witcher stessi ed una evocatrice degna dei migliori meme). Certo le scene di combattimento non possono che essere davvero entusiasmanti, nonché l’epicità pura dell’immaginario scelto non fa crollare del tutto un progetto che risulta quanto meno godibile ed intrattenente. In mancanza di questi contenuti, però, ci si sarebbe ritrovati di fronte ad un’opera che nel voler mostrare magie, esplosioni e segni prolungati all’inverosimile non poteva che risultare una tremenda roccaforte di incoerenza.

Allora vedrete qualcuno dei film qui sopra analizzati? Fatecelo sapere nello spazio riservato ai commenti!

 

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