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Vi ricordate della presentazione di State of Decay 3 nello showcase di Xbox a luglio 2020? Stranamente, Dead Labs non ha più condiviso novità sul gioco: scopriamo insieme cosa succede.

State of Decay 3: problemi nel team di sviluppo

Sembrerebbe che il team di sviluppo si sia sentito sotto pressione da parte di Philip Holt, capo del team, nel presentare qualcosa su State of Decay 3 come nuovo membro degli Xbox Game Studios nonostante Microsoft avesse precisato a tutti i team partecipanti che rivelare qualcosa dei propri giochi era del tutto opzionale.

Il team era così poco pronto da non aver neanche deciso un concept ben preciso, indecisi se far assumere al terzo capitolo i connotati del genere MMO di zombie simile al primo episodio, un seguito più survival come voleva Jeff Strain prima di abbandonare il team, o qualcosa di più originale. In questo modo, con una direzione così confusa, il team ha dovuto creare alcune demo interne del gioco entro la fine del 2021 ma senza una visione ben delineata, così lo staff si è ribellato e il gioco è rimasto in pre-produzione.

state of decay 3

Ma la cosa peggiore è che, a seguito di un’intervista, alcuni sviluppatori di Dead Labs hanno persino dichiarato di aver abbandonato il team a causa di casi di discriminazione di genere e bullismo all’interno della software house:

“Lo studio metteva su una bella faccia per Microsoft, ma all’interno la situazione era ben diversa: Le nostre opinioni venivano rifiutate, anche per compiti semplici come la scrittura di un codice. Nessuno ascoltava le donne, anche quelle in posizioni più importanti, venivano letteralmente ignorate e accusate di creare problemi.”

Sembra che i problemi siano cominciati dall’abbandono del fondatore Jeff Strain, sostituito da Philip Holt, che secondo le testimonianze ha spesso favorito i suoi “amici” e ha chiuso un occhio sui problemi di gestione delle risorse umane. Per fortuna, la situazione è cominciata a migliorare grazie all’intervento della divisione delle risorse umane di Microsoft facendo successivamente uscire dal team Anne Schlosser, responsabile delle risorse umane di Dead Labs.

State of Decay 3: Phil Spencer entusiasta dei nuovi risultati del team

Per fortuna, questi gravi problemi sembrano essere superati, a detta anche di Phil Spencer che, in un podcast, si è dimostrato entusiasta nei confronti dei risultati del team:

“Questa probabilmente non è una sorpresa per le persone che mi hanno visto giocarci, ma sono stato un grande fan di State of Decay 2; guardando a State of Decay 3, sono incredibilmente entusiasta di alcuni dei progressi che faranno. anche se non abbiamo mostrato molto di State of Decay 3, hanno parlato di cosa vogliono fare, l’hanno fatto dal primo al secondo capitolo e dal secondo al terzo. È un gioco che mi piace molto giocare, sono un grande giocatore cooperativo, adoro costruire, reperire risorse… e sono davvero entusiasta di dove sta andando questa squadra.”

Inoltre, il team ha anche confermato l’uso del nuovo Unreal Engine 5 per lo sviluppo del gioco, proprio come il nuovo capitolo di Tomb Raider.

E voi, come lo vorreste questo terzo capitolo della saga? Ditecelo qua sotto!

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