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Uncharted è un lungometraggio originale che setta un nuovo universo sull’IP PlayStation scegliendo la via della freschezza ed innovazione.

Le trasposizioni videoludiche hanno il difficilissimo compito di donare al medium cinematografico un assaggio delle grande potenzialità del brand d’appartenenza, creando pur sempre un nuovo universo e bilanciando attentamente nuovi contenuti e citazioni al passato. Esempio lampante quello rappresentato da Resident Evil Welcome to Raccoon City, divertente e scanzonato ma chiarificatore della time line dei primi tre capitoli.

I PlayStation Studios avevano già annunciato l’intenzione di muoversi in questo campo, con la conferma legata alla produzione di un travagliato film di Uncharted, una serie su The Last of Us e un adattamento di Ghost of Tsushima. Proprio l’opera del prode Nathan Drake è stata protagonista del botteghino degli scorsi weekend, e da grandi appassionati non potevamo sottrarci alla visione di un progetto di questa portata.

Lo sviluppo di questo Uncharted è stato convogliato da cambi di regia e sceneggiatura improvvisi, senza dare una direzione precisa presa solo in ultime battute con l’annuncio di Tom Holland nei panni di un giovanissimo protagonista. Queste news, almeno sulla carta, sembravano preannunciare un tremendo flop, per colpa di contenuti rushati e scarni. In verità, quello che ci siamo ritrovati davanti è stato un gran film d’avventura, che strizza l’occhio al retaggio di Nathan nella storia del videogioco.

Uncharted: Vecchie glorie e nuovi personaggi.

Uncharted

Il cast di comprimari che ha da sempre caratterizzato il franchise di Uncharted ha messo spesso in mostra le grandi doti narrative della prode Naughty Dog. In questa versione live action, di conseguenza, non potevano mancare tantissimi personaggi sopra le righe, spaziando tra vecchi compagni che ci hanno guidato nelle loro avventure fino a nuovi nemici.

Nathan Drake e Victor Sullivan, interpretati rispettivamente da Tom Holland e Mark Wahlberg, sono ben caratterizzati e hanno alle spalle un grande studio sulle origini dei citati antieroi. Sono ironici, rilassano e divertono portando la loro essenza alla portata di tutti, con immense doti di immedesimazione. Lo stesso, purtroppo, non si puó dire dei personaggi secondari, snaturati e nettamente depotenziati rispetto alle loro controparti videoludiche.

I cattivi dell’opera, allo stesso modo, spaziano tra idee geniali e backstory non sempre riuscite. Tradimenti, intrighi e violenza faranno da padrone nel mondo dei cacciatori di tesori, valorizzando l’ambito con una trama stratificata ma sempre interessante. Non mancheranno le fasi puzzle, forse un pelo troppo semplici e spesso velocizzate pensando inutilmente al rischio di noia degli spettatori. Il tutto per trovare il solito classico tesoro, che però questa volta verrà meno valorizzato in favore dei rapporti umani, dunque reso più realistico per enfatizzare il lato sentimentale della produzione, in una scelta strana ma che francamente ho gradito molto.

Uncharted: Per un pugno di dobloni.

Uncharted

La grande fortuna di Uncharted annovera, ovviamente, le coinvolgenti sezioni action, tanto caotiche quanto appaganti. Nei quattro giochi che compongono la saga l’eliminazione di minacce umane e sovrannaturali è una costante, sfruttando un arsenale immenso e divertentissimo da utilizzare. Sotto questo aspetto, dunque, il film omonimo non delude, e anzi stupisce per l’originalità delle situazioni proposte.

L’intera struttura si regge su tantissime citazioni alla storia dei film d’avventura, con scelte di regia che valorizzano una prospettiva “videoludica”. Alcuni hanno definito la visione di Uncharted un’esperienza paragonabile al “giocare davanti allo schermo”, e dopo il mio approdo tra i lidi della pellicola posso confermare quest’affermazione, descrivendo ogni scena quasi come un Quick Time Event e favorendo gli scontri a mani nude a dispetto dell’azione più pura. La proposta, dunque, fa a meno di sontuose esplosioni, con meno granate, fucili e proiettili ma ragionando di più sull’interazione ambientale che ogni scena offre, e donando allo spettatore uno sguardo completo su ogni ambientazione.

Una possibilità artistica e funzionale, che permette di inserire una mole spropositata di easter egg e fanservice nei bellissimi campi larghi che fanno da sfondo alle vicende, e che si incastrano in maniera precisa ed esaustiva con la colonna sonora. Un insieme di canzoni, quest’ultimo, che di sicuro sostengono bene il ritmo della regia, ma che s’impegnano poco riproponendo stesse tonalità parecchie volte in tutto il film, e rinunciando tendenzialmente a seguire una linea di continuità con il theme principale di Uncharted.

IN DEFINITIVA:
Il film di Uncharted fissa le basi di partenza per tutti gli adattamenti videoludici del futuro, prendendosi di diritto un posto d’onore accanto a ottime produzioni come Detective Pikachu, Sonic il Film e Resident Evil Welcome to Raccoon City. Nel suo complesso, però, non raggiunge l’eccellenza vista in opere come Arcane, e si tiene lontano dalla serietà e profondità che altri film d’avventura hanno scelto di proporre. Uncharted segue per filo e per segno la filosofia del franchise da cui proviene, arricchendo il medium cinematografico di un prodotto da vedere con l’occhio del videogiocatore prima che dello spettatore. I vari comparti che compongono l’opera si mettono in mostra con originalissime trovate e una freschezza invidiabile, merito anche un’ottima alchimia tra Holland e Wahlberg che dipingono a schermo una coppia Nathan Drake e Victor Sullivan con una propria nuova identità. Nonostante questa voglia di rinnovare, le citazioni al passato non mancano, ed è proprio quando il film cerca di ricollegarsi al retaggio da cui proviene che sopravvengono errori. Alcune forzature di trama si congiungono con una pigrizia nella scrittura degli enigmi, affiancando il tutto con una colonna sonora anonima e troppo lontana dalle linee guida fissate da Naughty Dog. Nonostante questo consigliamo a tutti di sedersi su una poltrona da cinema e godere di un film appassionante, seguendo la linea scanzonata che da sempre ci ha fatto innamorare del discendente di Sir Francis Drake.

Pregi:
-Fondativo di un nuovo universo d’avventura partendo dall’ottima base di Uncharted.
-Personaggi protagonisti perfettamente riportati in vita…
-Narrativa leggera e scanzonata…
-Fanservice ben piazzato che non può non far piacere agli appassionati.
-Regia ben ponderata, votata spesso a campi larghi e che favorisce scene action innovative e ben girate.

Difetti:
-…a dispetto di alcuni personaggi secondari iconici sacrificati.
-…ma con alcune forzate di troppo.
– Gli enigmi e puzzle ambientali troppo semplici e pigri.
-Musiche anonime e colonna sonora lontanissima dai canoni del franchise di Uncharted.

 

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