Salve a tutti, cari FollowHz!

Oggi, andrò a recensirvi The Ascent di Neon Giant e pubblicato da Curve Games, un altro gioco che ho tentato invano di giocare in live sul nostro canale Twitch. Di questo gioco se ne sono dette tante, anche perché le presentazioni fatte erano molto promettenti, ma poi è sparito di colpo dal trend dei giocatori… ma è giusto?

The Ascent: Un Indie Graficamente d’Impatto

Sicuramente, uno dei primi aspetti che vi colpirà sarà la grafica, così bella che all’inizio pensavo fosse un triplaA, il che, aumenta ancora di più il dispiacere, secondo me, di giocarlo in visuale isometrico. La grafica, ovviamente, rispecchia lo stile cyberpunk che però riesci ad apprezzare solo nelle cinematiche visto che avvicinano l’inquadratura, ovviamente.

The Ascent: Magnifiche Ambientazioni

the ascent

Come detto, è mozzafiato da vedere The Ascent, per quanto mi lasci con l’amaro in bocca l’inquadratura isometrica, ma il mondo, per quanto sia vasto, è assolutamente lineare. Se decidete di non seguire la trama, riceverete semplicemente del loot dalle strade secondarie percorse, così da percepire il fastidio di dover tornare tutto indietro.

The Ascent: Un Po’ RPG, Un Po’ TwinStick Shooter

L’avventura che segue è affrontabile sia in singolo che in coop offline o online:

cominceremo col dover personalizzare il nostro personaggio con un numero un po’ scarso di varianti di modifica di skin per il genere costituito da qualche modello per ogni parte del corpo, mentre il nostro personaggio scende un ascensore finché non confermiamo e poi, si parte all’avventura nella metropoli verticale con creature di tutta la galassia e gestita da multinazionali. Appena scesi, impareremo a muoverci e avremo delle finestre dei tutorial ad eventi, cioè finestre esplicative che si attivano in certi momenti del gioco e che dovremo tenere premuto un pulsante per farle sparire, cosa poco piacevole per me.

Saremo subito circondati da dei robot che però si faranno i fatti loro, seguendo un loro pattern preciso, immagino per riempire un po’ la metropolitana, ma non hanno uno scopo ben preciso. Dopo aver disattivato con un meccanismo un muro laser, troviamo, un alieno malridotto che ci racconta che è stato assalito e risponderà, almeno finché non proseguiamo, a tutte le nostre domande riguardante ogni singola cosa che ha citato nella sua spiegazione. Il nostro compito sarà di riattivare il suo macchinario che pare sia molto importante per l’intera metropoli.

The AscentSul nostro cammino, troveremo vari pezzi, sebbene pochi per customizzare il nostro personaggio per essere un rpg e, all’improvviso, una pistola: il nostro personaggio la impugnerà sebbene non ci sia ancora nessun nemico, poi scopro che la attiva a zone, infatti tornando indietro, la rimette in tasca. Impariamo pure che possiamo hackerare quei meccanismi davanti ai muri laser nel caso non funzionassero che, a dirla tutta, mi sembrava come attivare il meccanismo ma con una diversa animazione, dato che, semplicemente, quando hackera, tira fuori un suo congegno, si attiva una barriera circolare gialla attorno a lui che poi sparisce a fine hackeraggio.

Oltrepassato questo punto, arriva la parte TwinStick, tranne per il fatto che si usano comandi un po’ diversi, saremo attaccati da piccoli ma aggressivi robot da cui dovremo difenderci, con sopra di loro la barra della vita. Così, dopo esserci scatenati, potremo completare la nostra prima missione e, se ci siamo persi, tenendo premuto un pulsante, possiamo attivare sempre una linea che ci dice il percorso giusto.

The Ascent: La Trama

the ascentLa trama l’ho trovata piuttosto banale, soprattutto se conoscete molti film di fantascienza. I personaggi principali sono tutti piatti e persino il protagonista sembra abbastanza vittima degli eventi. Ma il gioco guadagna sulla lore che sembra parecchio più interessante della trama principale, chissà l’intenzione dello studio quale sarà sapendo questo.

The Ascent: Considerazioni Finali

Quindi, che dire di un titolo che come RPG ha poche variabili, la storia poco originale e un classico TwinStick Shooter come gameplay? Potrebbe sembrare una grossa delusione, ma non vi ho detto che un gioco del genere è stato fatto da sole 12 persone. Queste sono, quindi, riuscite a scrivere una storia che, sebbene banale, è sensata e ha una lore affascinante, con una grafica cyberpunk godibilissima e un gameplay frenetico, anche se alcune parti sono pensate stealth vista la possibilità di abbassarsi, ma non mi sono mai abbassato per tutto il gioco. Perciò, chissà cosa sarebbero in grado di fare con un team più numeroso.

Se poi pensiamo che il gioco è giocabile anche con amici online e offline, mi sembra un gran bel lavoro. Però, prima di terminare la recensione, vi lascio con una mancanza che ancora non ha spiegazioni: l’assenza dell’interfaccia italiana, cosa che ci aspetteremo da un gioco che scommette così tanto.

E voi, che ne pensate? Vi ha deluso o vi piace? Ditecelo qua sotto!

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