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Il titolo della nuova fatica di Ember Lab non lascia molto spazio all’immaginazione: Kena Bridge of Spirits lega il suo percorso a qualcosa di spirituale e la sua atmosfera è permeata di soprannaturale. Un’atmosfera che nei videogiochi, al momento, sembra essere messa sempre in secondo piano. Nonostante la sua non tanto ovvia importanza, a volte si presume che solo le parti meccaniche servono a rendere un videogioco tale; allora elementi come l’immersione, l’ambiente e lo stile artistico contribuiscono, solo di riflesso, a dar vita ad un prodotto solido. Ci sono tanti videogiochi con cui potrei dimostrare il contrario è Kena Bridge of Spirits è proprio uno di questi. 

Kena Bridge of Spirits

L’arte trova la sua miglior espressione

Il primo gioco dello studio di animazione Ember Lab, Kena Bridge Of Spirits è un’action-adventure ambientato in un villaggio mistico tormentato da spiriti rimasti intrappolati sulla terra. Queste anime, traumatizzate dagli eventi della loro vita, ora non sono in grado di dirigersi verso l’aldilà. Ecco dunque che entra in gioco la nostra Kena, una guida spirituale, che ha il compito di aiutarli a trovare la strada, tutto questo mentre è alle prese con il suo viaggio verso un sacro santuario di montagna. A farle compagnia ci sono i Rot, spiriti che ricordano gli spiriti fuliggine de La città incantata, che la aiutano a eliminare la “corruzione” che si sta diffondendo nella loro foresta.

Uno degli elementi più sorprendenti, reso abbondantemente chiaro all’inizio del gioco, è la direzione artistica. Kena: Bridge Of Spirits ha uno stile magico, davvero meraviglioso, aspetto che viene stupendamente portato all’esasperazione in un gioco progettato per l’esplorazione. Tutto, dall’ambiente al design dei personaggi, è unico e decisamente accattivante. Inoltre, tutto sembra esattamente come dovrebbe. La foresta è pacifica e tranquilla, mentre le aree di oscura “corruzione” che ricoprono il paesaggio sembrano aspre e poco invitanti.

Questo è supportato solo dalla musica che completa questo vasto mondo con una fantastica miscela di tracce orchestrali e strumenti a percussione. Sa cosa deve essere in ogni momento e non fa un passo troppo lontano o troppo vicino. È durante i tempi di inattività tra le sequenze di combattimento che la musica esce davvero a brillare e si sente un vero rapporto con Kena, mentre la sua testa gira da sinistra a destra, osservando le lussureggianti colline verdi con uno sguardo sopraffatto, mentre la musica mette ulteriormente in risalto la loro bellezza.

Kena Bridge of Spirits

La magia della semplicità 

Il combattimento (contro gli spiriti che la corruzione ha trasformato in mostri giganti) si adatta all’atmosfera generale che il gioco emana. Le mosse di base consistono nei tipici attacchi leggeri e pesanti, schivate e parate che ci si aspetta in qualsiasi avventura d’azione in terza persona. Le mosse possono essere potenziate e possono anche essere usate insieme per creare delle ottime combinazioni di attacco, ma è la semplicità che rende il combattimento davvero soddisfacente. Kena Bridge Of Spirits non sta cercando di essere il prossimo grande hack n’ slash; piuttosto, Ember Lab ha deciso di creare un sistema di combattimento facile da imparare e molto divertente una volta che lo si ha padroneggiato.

Anche altre parti del gioco mantengono questa formula semplice ma piacevole. Il mondo è pieno zeppo di oggetti da collezione, alcuni dei quali sono effettivamente utili. I più importanti sono i diversi Rot da trovare che contribuiranno ad aumentare il livello del personaggio. I forzieri possono anche contenere una serie di oggetti tra cui cappelli per i nostri amici Rot, che hanno solo un’utilità visiva, ma comunque aggiungono ancora più carattere a quello che è già presente nel gioco.

Kena Bridge of Spirits

Un viaggio in tenera compagnia 

Nonostante ciò, ci sono sezioni in cui le cose sembrano un po’ troppo semplicistiche o almeno, prive di spiegazione. Soprattutto nei primi momenti di gioco, è importante fare in modo che i giocatori sappiano cosa stanno facendo, ci sono invece dettagli che vengono tralasciati nel tentativo di creare suspense. Quello che succede in realtà è che il giocatore può ritrovarsi spaesato e insicuro su come progredire. È un problema che non si verifica spesso, ma è spaesante ogni volta che accade.

Ma ancora più importante, Kena Bridge of Spirits fa qualcosa di straordinario in quanto il nostro compagno carino e simile a un peluche, non è solo carino per il gusto di esserlo, ma è anche utile. I Rot infatti ci aiutano praticamente in ogni elemento del gioco. I nostri piccoli amici aiutano a risolvere enigmi (possono spostare oggetti o svolgere altri compiti semplici), o essere chiamati per attacchi speciali in combattimento, a cui si aggiungo tante altre piccole abilità utili in altrettante occasioni: bisogna ripulire la foresta dalla corruzione, ma se lo si fa insieme è meglio.

Kena stessa è una grande protagonista e racchiude perfettamente tutto ciò che ci aspetteremmo da un eroe in un action-adevnture, mostrando anche un lato che la rende un personaggio incredibilmente simpatico. La protagonista riesce a trasmetterci una pacifica sensazione che riflette e contribuisce alla gioiosa atmosfera che questo gioco ha. Un punto chiave è il modo in cui chiede educatamente ai suoi compagni di fare dei lavori per lei, umanizzando loro e se stessa allo stesso tempo in una sorta di loop simbiotico. Ci fa davvero sentire immersi in un gioco quando i compagni si sentono veramente amici, piuttosto che meri esecutori di istruzioni.

Anche il design dei livelli contribuisce a questa sensazione. Le aree sono disseminate di utili suggerimenti ambientali per rendere più facile ai giocatori sapere dove possono o non possono andare. Inoltre, gli spiriti erranti sono sempre lì per guidarci e le ormai consuete strisce di vernice bianca suggeriscono il posto migliore per arrampicarsi; insomma, tutto aiuta.

I piccoli grandi particolari 

I piccoli elementi sono ciò che unisce il gioco, dal modo in cui Kena reagisce alla corruzione spietata rannicchiandosi e tossendo quando respira la sua aria infetta, al modo in cui usa il suo bastone quando trova un oggetto da collezione. È chiaro che è stata posta molta cura nel rendere Kena accattivante, in un modo che crea un’intima connessione tra il giocatore e il gioco.

Kena Bridge Of Spirits, riesce a dare voce alla semplicità, rendendola meravigliosamente espressiva. Uno stile davvero cinematografico, con alcuni filmati mozzafiato montati con vera perizia, fa da contorno a questa storia magica in tutti i sensi. Il gioco dunque, è consapevole di ciò che fa e sa che quello che fa, lo sta facendo in maniera egregia, una boccata d’aria fresca.

Kena 1

PRO: CONTRO
semplicità e magia alcuni punti del gioco poco chiari
ottima ambientazione alcune aree troppo guidate
gameplay intuitivo

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