Goooodmoring FollowHz! Siamo portati a collegare l’avanzamento tecnologico con il futuro ma nel mondo sci-fi non sempre è così.

Il domani è meglio dell’oggi?

Quasi per deformazione culturale siamo portati a rispondere di sì, specie quando si parla di tecnologia. Ed è assolutamente naturale: come si fa a non pensarlo quando in pochi anni il nostro computer diventa obsoleto?
Tanto è vero che si parla di “progresso tecnologico”, termine che già contiene l’elemento della propensione all’andare ed al guardare in avanti.
Molte opere fantascientifiche, sia che siano letterarie, cinematografiche o videoludiche, giocano con questa nostra intrinseca convinzione immaginando realtà in cui accade l’esatto contrario.

Post apocalittico e non solo

Non può esistere una tecnologia del domani se non esiste un futuro. Il filone del post apocalittico si fonda su questo, immaginando un avvenire alternativo in cui ogni forma di innovazione in realtà è semplicemente l’ultimo ritrovato tecnologico, nel senso che si tratta proprio di un “ritrovamento” di quanto abbandonato da un passato migliore. 
Un esempio su tutti è rappresentato dal manga, da cui nel 2019 è stato tratto un film, “Alita l’angelo della battaglia”.
La protagonista è lei stessa un’arma, un cyborg, tenuta in animazione sospesa per due secoli e letteralmente recuperata in una discarica. Nel corso della storia si capisce che, sebbene l’umanità sia riuscita a sopravvivere ad una guerra interplanetaria ed a progredire in qualche modo, Alita rimane tecnologicamente più avanzata di quanto ci sia in quel momento e lei stessa compirà il suo destino grazie all’aiuto di altri “reperti” del passato.
Ma non bisogna ritrovarsi in un futuro di distruzione, basta anche solo visitare gli abissi marini.

Copertina
Copertina del film “Alita – Angelo della battaglia” del 2019

Atlantide

Infatti se c’è una storia su tutte in cui questo collegamento, passato-innovazione tecnologica, è particolarmente presente quella è proprio la leggenda di Atlantide.
L’isola perduta della mitologia greca, in cui viveva una civiltà incredibilmente evoluta. C’è però un aspetto molto interessante da sottolineare al riguardo: Platone, a cui si attribuisce la prima menzione dell’isola, la utilizzava come esempio per spiegare le sue idee politiche e filosofiche, un’evoluzione umanistica più che altro.
In tempi più moderni il concetto di “evoluzione” si è legato a quello di “progresso tecnologico”, ispirando il genere fantasy ad immaginare una Atlantide sopravvissuta alla sua distruzione e nella quale continua a vivere una popolazione che usa macchinari strabilianti. A questo immaginario è legato il romanzo di “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne, che a sua volta è fonte ispiratrice del film d’animazione del 2001 “Atlantis – L’impero perduto”.
Il riadattamento della Disney non è citato a caso, è invece particolarmente interessante perché prende in prestito aspetti sia della storia di Atlantide che della narrativa “steampunk”. Quest’ultima è caratterizzata dall’implementazione in ambientazioni storiche della “tecnologia anacronistica”: sono presenti macchine immaginarie mai esistite, con un design ispirato al XIX secolo ed alla meccanica che o riproducono le funzionalità di apparecchiature moderne guidate dall’informatica oppure sono in grado di svolgere attività che neanche la moderna tecnica è in grado di replicare. In sostanza, come viene definito anche su urban dictionary, si crea un’atmosfera che ricrea “come sarebbe stato il passato se il futuro fosse arrivato prima“.

confronto
Immagini tratte dal film Disney “Atlantis – L’impero perduto“.
A destra il sottomarino Ulysses, enorme ed avanzato anche per gli standard attuali, la storia è ambientata nel 1914. A sinistra i Ketak, le macchine volanti sviluppate e utilizzate dalla civiltà che abita l’isola perduta di Atlantide.

Come non citare Destiny

In ambito videoludico, la saga di Destiny presenta questi stessi elementi. Uno scenario post-apocalittico in cui parte l’equipaggiamento che il giocatore può trovare all’interno della mappa e alcuni oggetti tecnologici necessari per le quest, vengono da un remoto e glorioso passato.

Ma non è detto che un vecchio apparecchio funzioni perfettamente, o venga tramandato intatto, dopo un evento apocalittico. Infatti una variazione nel tema è possibile rintracciarla in altri titoli come Fallout: in questi casi la tecnologia è sì del passato, ma spesso viene modificata alla bene e meglio per farla funzionare.
In Metro Exodus è possibile usare fucili tenuti insieme con il nastro adesivo o armi che sono il risultato di una combinazione di pezzi differenti.

Sempre rimanendo sulla saga di Fallout pensiamo all’armatura atomica, ideata prima dell’olocausto nucleare e che rappresenta l’apice tecnologico dell’umanità (per lo meno dell’industria bellica americana). Dopo la catastrofe rimane sostanzialmente la cosa più avanzata che si possa trovare e tutti la vogliono, soprattutto chi gioca ad uno dei titoli della serie. Sebbene alcune fazioni (qui parliamo di Fallout 3) riescano a ripararle e studiano delle nuove versioni, quest’ultime rappresentano solo delle evoluzioni posticce degli originali, prototipi non sempre affidabili. 

Destiny 2 Front
Destiny 2

Volgere lo sguardo all’oggi

Quindi, si tratta in sostanza di un cortocircuito narrativo: l’autore attira l’attenzione giocando con le convinzioni di chi, guarda, legge o gioca.
Se il post-apocalittico o gli altri generi trovano un ampio risalto è, a parere di chi vi scrive, perché è facile guardare con speranza al domani. Come detto all’inizio, cresciamo con la convinzione che il domani sia migliore.
Ci rifugiamo nell’assoluta certezza che il futuro porterà con se una spinta migliorativa, una propulsione che in realtà non è altro che il desiderio umano di raggiungere una condizione di vita migliore dei propri antenati. Sì certo, magari i robot ci spaventano ma anche negli aspetti negativi, che ad esempio il cyberpunk ci mostra, riusciamo ad intravedere qualcosa di futuristico, di innovativo, qualcosa che desideriamo per il nostro domani. Possono essere le macchine volanti o la totale immersione in internet. 
Tendiamo però a dimenticarci l’ovvio, ciò che abbiamo sotto il naso e che è in fondo la morale dei filoni e delle opere sci-fi fin qui citate, un aspetto che queste suggestioni artistiche ci suggeriscono e in particolare questa caratteristica di ricollegare la tecnologia migliore al passato remoto: oggi è già il futuro, il domani è ignoto.

E voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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