Balan Wonderworld Hands-On: Questo Entry Point nasconde qualcosa?

Bentornati cari FollowHz,

State pronti per esplorare l’ignoto!

Square Enix si lancia nel mercato dei platform con Balan Wonderworld, la cui demo ne ha lasciato intravedere la particolarità.

Pensare che lo stesso studio che ci ha regalato perle immortali come la saga di Final Fantasy o Chrono Trigger si butti in un genere così distante dai JRPG è incredibile. Un’azione che solo la follia della Square Enix moderna poteva partorire, affidando un ruolo così delicato a nuove mascotte e a una trama più complessa del solito, nel districato groviglio di rovi che Balan Wonderworld cerca di rappresentare su schermo.

Non si tratta solamente di un’esperienza nata per donare nuove emozioni, percezioni o sensazioni. Il tutto procede come esperimento prima che produzione lineare, cercando di portare il concetto antologico in un genere ormai ancorato a elementi ripetuti fin troppe volte. Infatti, raccogliendo a se vari fra i migliori ideatori dell’ambito videoludico, compresi alcuni dei membri illustri della Square stessa, si è andato a creare un insieme di trame tutte riassunte in un’intenzione comune: ottenere nuovamente il proprio cuore scoprendo le vite altrui… vi ricorda qualcosa per caso?

Evitiamo però di perdere ulteriore tempo e addentriamoci in questo Hands-on della demo di Balan Wonderworld, garantendovi tramite questo link l’accesso alla pagina Amazon da cui prenotare la nuova opera di questi celeberrimi sviluppatori, nella speranza che tutti i dubbi vadano a dipanarsi in prossimità della data d’uscita.

Balan Wonderworld: Più ti avvicini alla luce, più grande diventa la tua ombra!

Balan Wonderworld

L’incipit intorno cui le vicende di Balan Wonderworld iniziano a prendere piede sono semplici quanto profonde. Come si esce da una condizione di tristezza e mancanza dell’amore delle propria vita? Una situazione che permette il manifestarsi del Teatro di Balan, un luogo misterioso di cui, almeno dalla demo, non vengono chiarite le caratteristiche.

Senza spiegazioni ulteriori verremo catapultati in una serie di avventure volte a scoprire momenti in cui persone comuni credevano di aver perso tutto, per poi riacquistare la voglia di ricominciare da capo, in un sistema di abbandono della felicità già visto in tanti videogiochi di Square Enix (Kingdom Hearts docet).

Il tutto condito dalle idee di 12 creatori d’eccezione per 12 mondi dall’entità curiosa e sopraffina, che però non rappresentano l’elemento più intrigante. Infatti ogni livello sembra impregnato di uno strano alone in sottofondo, quasi come se tutto potesse dirigersi verso una direzione inaspettata.

Ogni mappa, oltre ai collezionabili e a minigiochi volti a ottenere punti, vede la predominanza delle ideologie dell’individuo analizzato, modellando e plasmando un’ambientazione dalle sembianze teatrali. Tutto sembra ricondurre ad un mistero ancora celato, quasi come se gli ideatori di Balan Wonderworld abbiano voluto nascondere una metafora tanto evidente da risultare invisibile. Un concetto approfondibile osservando il gameplay del titolo.

Balan Wonderworld: Spettacolarizzare il salto

Balan Wonderworld

Definire il sistema di gioco di Balan Wonderworld come limitato rappresenterebbe un’esagerazione, considerata una certa varietà di abilità disponbili, seppur non si possa parlare di una profondità tanto elevata da stupire il videogiocatore. Tenendo conto della presenza sul mercato di innumerevoli altri esempi di Platform molto più stratificati, il semplice ripetersi degli stessi comandi sfruttando costumi diversi con possibilità via via innovative non rendere mai il tutto davvero diversificato rispetto ad altre proposte del medium.

In se però Balan Wonderworld presenta più di un’identità, oltrepassando i puzzle game fino ad arrivare a un simili-Tamagochi, tutti elementi di contorno che però, in un modo o nell’altro, tengono il giocatore incollato allo schermo. Addentrarsi in un universo narrativo contorto indica anche andarne ad analizzare le strutture tecniche, in questo caso rudimentali ma funzionali ad uno scopo non ancora palesato del progetto.

Il comparto tecnico di certo non aiuta, presentandosi come semplicistico e poco ispirato, con scenari raccattati da altri capolavori in uno stile che raccoglie i frutti di tutti quei leggendari game designer che hanno collaborato, primi fra tutti i creatori di Sonic Yuji Naka e Naoto Oshima.

Balan Wonderworld: Un messaggio dietro la semplicità

Balan Wonderworld

 

Alla fine, dunque, Balan Wonderworld cosa vorrebbe comunicare? Una domanda fin troppo difficile da rispondere scandagliando i contenuti di una Demo, anche se i presupposti per una trama molto più complessa in linea con le aspettative ci sono tutti. Ovviamente bisognerebbe aspettare un grande passo che solo le parti avanzate dell’esperienza possono offrire.

Balan Wonderworld si presenta dunque come qualcosa di indecifrabile nel mercato odierno, che tra derivazioni antologiche, basi di partenza e un messaggio non ancora chiarito ai fruitori dell’avventura sembra presentarsi come un prodotto dall’anima puramente ludica e intrattenente, un entry point per scoprire quali sono le reali potenzialità di Square Enix, mascherando forse un’anima diversa dalle previsioni fin’ora messe in atto.

Allora siete incuriositi da questo platform? Fatecelo sapere nello spazio riservato ai commenti!

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Un semplice esploratore dell'ignoto, eccentrico giovane articolista sempre alla ricerca di un nuovo progetto e di una buona pizza fritta. Le idee sono pane quotidiano per me, nell'intenzione sempre di coniugare le mie classiche giornate con le passioni che mi accompagnano giorno per giorno. Nerd, Cacciatore di Mostri, Stratega ma anche Studente a tempo perso.

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