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INTERVISTA ALL’ATTORE E DOPPIATORE ALESSANDRO CAMPAIOLA

Salve a tutti cari followHz,
quest’oggi per voi ho avuto l’onore di intervistare un giovane doppiatore che, nonostante abbia meno di trent’anni, già vanta sul proprio curriculum numerose e notevoli lavorazioni…sto parlando di Alessandro Campaiola, componente di una delle storiche famiglie di doppiatori (figlio di Monica Ward e nipote di Luca Ward).
Come dicevo, nonostante la giovane età ha già ricoperto ruoli di un certo spessore, lo ricordiamo infatti nei recenti “Tartarughe ninja” e “Tartarughe Ninja Fuori dall’ombra” in cui è la voce del simpatico Michelangelo, Barry Allen nella serie televisiva “Flash”,  Steve Harrington in “Strager Things” e molto altro.
Ma Alessandro Campaiola non è solo un doppiatore, infatti insieme ai due colleghi Federico Campaiola di cui è il fratello ed Alessio Nissolino ed all’autore Maurizio Francabandiera, compone la compagnia de “i Fuorisync”.
Ora cari followHz, è l momento di gustarvi questa interessante ed attesa intervista:

Buon giorno Alessandro, per prima cosa ti ringrazio per averci dedicato un po’ del tuo tempo per scambiare qualche parola con noi, poi vorrei porti alcune domande su di te ed il tuo affascinante lavoro:

1. Come è iniziata la tua carriera e soprattutto i tuoi genitori erano d’accordo sulla tua scelta professionale?

Il mio percorso come doppiatore è iniziato all’età di quattro anni, mi portò mia madre a fare una pubblicità, credo fossero le Vivident per bambni (ride ndr). I miei genitori, non è che non volessero farmi fare questo mestiere, ti spiego: il doppiaggio è un lavoro che ti prende a tempo pieno e per tanti inizia proprio da bambini, e i miei non volevano che io diventassi un bambino lavoratore, quindi ne ho sempre fatto veramente molto poco, per qualche anno poi ho abbandonato fino ai quindici/sedici anni, quando ho deciso di intraprendere questa via perchè volevo recitare. Quale miglior via del doppiaggio che ci da la possibilità di recitare su tantissime cose diverse tutti i giorni?

2. Posto che il mestiere del doppiatore è meritocratico, non si va avanti se non si è bravi, ad inizio carriera quanto è stato pesante per te portare questo cognome?

Il cognome che porto, chiaramente ha gravato molto a dire il vero…come dicevi tu, il doppiaggio è un mestiere molto meritocratico, ma chiaramente sono stato anche molto aiutato nel senso che è stato molto più facile per me non tanto afermarmi, quanto entrare nel settore, imparare, ho avuto molte possibilità di seguire i turni e vedere come facevano gli altri, però allo stesso tempo ha anche pesato tanto perchè poi, le persone con le quali andavo a lavorare si aspettavano un certo livello essendo io il figlio di Monica Ward, provengo dalla famiglia Ward, quindi si, ha gravato all’inizio però la vita è una bilancia, regala cose positive e cose negative, e il mio cognome mi ha dato cose positive e cose negative.

3.Sei molto giovane ed hai cominciato che eri molto piccolo: che ricordo hai del primo turno?

Il primo turno, come ti dicevo l’ho fatto al’età di quattro anni, ne ho un ricordo molto vago ma paradossalmente molto nitido ovvero: chiaramente non ricordo le battute che ho detto, ricordo però il leggio ed il microfono…erano insormontabili.

4. Noi ci occupiamo prevalentemente di videogiochi: che differenza c’è tra il doppiaggio dei vari prodotti (film, serie tv, cartoni animati, videogiochi)?

Io sono un grande appassionato di videogiochi, partiamo però dal presupposto che purtroppo, spesso e volentieri i videogiochi non vengono doppiati qui a Roma e io non ne ho mai fatto uno, ma poso dirti che c’è molta differenza tra i vari prodotti: ad esempio il videogioco ha la pecularità che non vedi quasi mai quello che stai dopiando perchè si doppia su delle onde vocali dei doppiatori originali, quindi devi seguire gli stessi tempi, le stesse intenzioni solo sentendo il suono. La differenza tra le serie TV e i film sta nella rapidità, nel senso che con i tempi che abbiamo oggi, una serie TV viene curata in un certo modo ed il film in un altro, per fare un film si impiega più tempo rispetto ad una serie TV.
La differenza tra un cartone animato e un prodotto cinematografico e/o televisivo è che il cartone da una parte è più difficile perchè dobbiamo dare molta più energia per renderli vivi, ma anche più facile perchè in un cartone (a differenza di un prodotto con persone in carne ed ossa in cui dobbiamo andare a sync) non ci sono le labbiali.

5.Compatibilmente con i tuoi impegni in sala ed in teatro con i Fuorisync, trovi tempo da dedicare ai videogiochi?

Come ti dicevo: assolutamente si, io sono un videogiocatore da sempre, ho iniziato con il Nintendo 64 e con “The Legend of Zelda: ocarina of time”…oltretutto ho anche la “triforza” tatuata sul braccio.
Non ho un genere preferito, mi piacciono un po’ tutti ma orientativamente mi piacciono molto i GDR come “Elder Scroll”, amo gli “Zelda” perchè ci sono cresciuto, amo i videogiochi Rockstar…sono un videogiocatore anche di videogiochi on-line come “World of Warcraft” e gli MMO… sono un vero e proprio nerd.

6.Si sente spesso parlare in tv di stragi compiute da giovanissimi ed i giornali le associano all’eccessiva violenza presente nei videogiochi: credi ci sia un nesso tra la violenza reale e quella mostrata nei videogiochi?

Assolutamente no, sono sempre stato contrario a questo accostamento, non c’è assolutamente nessun nesso tra la violenza nei videogiochi e la violenza della vita reale, anche perchè oggi, con internet tutto questo è stato sfatato drasticamente…questo accostamento appartiene al paleolitico, cioè la potevano dire la nostre mamme anche perchè oggi in televisione si vedono cose violentissime, si parla di cose violentissime.
Come dico sempre, dipende tanto dalla persona, dall’educazione, io stesso giocavo a GTA Vice City a nove o dieci anni e non ho fatto nessuna strage (ride ndr), quindi non ci vedo nessun nesso tra i due generi di violenza. E’ ovvio ce ci sono casi e casi ma parliamo di persone malate che magari non sono seguite da esperti…considera che oggi si vedono ovunque depravazione e violenza e partendo da ciò allora dovrebbero bandire anche certi programmi in TV che sono la morte della cultura quindi ripeto che, dare la colpa della violenza ai videogiochi è un grsso errore e chi lo fa è rimasto nel Paleolitico.

7. Qual è il genere videoludico che giochi più volentieri?

Come ti dicevo, io sono n po’ particolare, amo i videogiochi open world di qualsiasi genere (action, RPG ecc.), amo la possibilità di scegliere per sfogare completamente la mia fantasia, non mni piacciono i giochi lineari come Ancharted per esempio, ci ho prvato a giocarli ma dopo un po’ mi annoiano. Amo con tutto me stesso i giochi di ruolo e i giochi nei quali le scelte che fai cambiano la storia, e amo molto di più il single player rispetto al multiplayer (nonostante prma di avessi detto di essere ANCHE un giocatore multiplayer). In generale amo l’universo fantasy, sia esso descritto in un videogioco, in una serie TV od altro.

8.Quali sono i tuoi progetti futuri? Puoi anticiparci qualcosa?

Progetti futuri… purtroppo non posso parlare quasi di niente, noi firmiamo dei cotratti di riservatezza per i quali non possiamo parlare. Ti posso dire che a giorni uscirà la nuova stagione di “Stranger Things” dove io doppio Steve Harrington, sto per iniziare a lavorare sulla econda parte della seconda stagione de “L’attacco dei giganti” e ci saranno tante altre novità (comprese anche quelle con i Fuorisync con i quali abbiamo in programma molte cose interessanti).
Detto questo io ti ringrazio e mando un bacione ed un grosso abbraccio a voi e a tutti i lettori.

Per concludere questa intervista posso dirvi che personalmente è stato emozionante intervistare Alessandro Campaiola, in queste poche righe si scorge una uomo molto schietto e sincero che ama quello che fa, è un professionista vero che però non disdegna del sano svago tra un impegno e l’altro.

Grazie Ale…in bocca al lupo per la tua carriera da tutto il team di 4GameHz.


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