Google Stadia delude le aspettative!

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Dalla data di annuncio del nuovo servizio di Google tutti i videogiocatori attendono trepidanti nuove informazioni, il motivo è dovuto al fatto che questo potrebbe stravolgere le situazioni a cui tutti noi appassionati siamo ormai da anni abituati: possedere un determinato hardware, più o meno performante, con una copia fisica o meno del videogioco che ci piace e di conseguenza usufruire dell’esperienza che il titolo ci offre.

Tutto ciò, secondo Google e non solo, con l’ormai avvento di tecnologie sempre più all’avanguardia per quanto riguarda il mondo delle connessioni internet, dovrebbe naturalmente portarci a non avvalerci più di un PC con schede grafiche in SLI e processori da paura con raffreddamento a liquido e tutto, ma semplicemente ad un server, attraverso il quale avremmo la possibilità di giocare in streaming a tutti i giochi messi a disposizione dal colosso tra cui, a detta loro, anche alcune esclusive non meglio specificate. Tutto questo inoltre, non sfrutterà la propria capacità di calcolo del dispositivo in uso, quindi permetterebbe di giocare, come già mostrato per esempio, ad Assassin’s Creed Odissey su un semplice smartphone.

Inizialmente non sembrava chiarissimo il funzionamento di tutto ciò, infatti quello che tutti si chiedevano era il fatto che si potesse trattare o meno di un qualche tipo di abbonamento mensile, che ci sbloccasse un parco titoli da cui poter attingere. Ebbene, a quanto pare non sarà così!

Oltre a dover pagare per poter utilizzare la piattaforma di Stadia, anche se pare le cifre saranno all’incirca di 9.99 dollari al mese solamente per usufruire del 4K, si dovranno anche acquistare i singoli giochi alle cifre standard a cui siamo abituati, quindi i canonici 70 euro del dayone.

A questo punto ciò risulterebbe essere non così appetibile come sarebbe potuto apparire in precedenza, considerando soprattutto il fatto che le infrastrutture in ambito europeo, e in particolare nostrano, non siano ancora all’altezza di garantire standard di streaming soddisfacenti in ambito videoludico, come già confermato da diversi che hanno avuto la fortuna di testare il servizio. Tra l’altro a detta del colosso americano, per motivi qualitativi, il sistema non supporterà la tecnologia 4G in quanto non sarebbe in grado di assicurare una corretta fruizione del servizio, ed in effetti non è del tutto sbagliato.

Pare invece che Project XCloud di Microsoft, che si pone come diretta concorrente da questo punto di vista per Google, sarà in grado di funzionare, anche se non con la stessa qualità di una buona rete domestica, anche in 4G. Oltretutto Microsoft offrirebbe con il solo abbonamento un numero di titoli da non sottovalutare, e tra l’altro non sembrerebbe assolutamente interessata ad abbandonare il concetto di console e PC che tutti conosciamo anzi, di sfruttarlo a proprio vantaggio utilizzando proprio questi hardware come server a cui attingere per il funzionamento del loro servizio di cloud gaming.

In ogni caso staremo a vedere chi la spunterà, anche se sembra abbastanza palese che ormai la direzione che i colossi vorrebbero intraprendere sia proprio questa.

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