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lo studio di sviluppo tutto italiano LKA, dopo il successo di The Town of Light, ritorna in grande stile con Martha is Dead, oscuro thriller psicologico in prima persona ambientato nell’Italia del 1944 che confonde i confini tra la realtà, la superstizione e la tragedia della guerra. Come nel titolo uscito nel 2016, anche Martha is Dead torna sul tema delicato della salute mentale, questa volta affrontata da un nuovo punto di vista: non più quello di Renee, ex paziente del manicomio di Volterra ma quello di Martha e Giulia, gemelle legate da un destino in grado di andare oltre la morte. 

Cosi come la giovane protagonista dovrà affrontare e provare a superare il trauma della perdita anche attraverso il confronto e lo scontro con i genitori, anche LKA dovrà confermare quanto fatto in passato e perché no, fare ancora meglio. Vediamo come è andata.  

Martha, sei tu?

Con questo nuovo horror, LKA ci catapulta nella Seconda Guerra Mondiale, più precisamente nel momento in cui il conflitto tra Germania e Forze Alleate diventa sempre più intenso. Subito dopo una breve introduzione, durante la quale una voce femminile ci racconta una favola, eccoci dunque nei panni di Giulia alle prese con il suo hobby, la fotografia, importante meccanica di cui ci serviremo in tutto l’arco di gioco.  

Il breve tutorial che ci introduce alla meccanica di cui sopra termina in modo sorprendente: dopo poche foto di “riscaldamento”, eccoci dunque ad inquadrare il corpo massacrato di una ragazza nel lago vicino. Scopriamo subito che si tratta proprio della sorellina gemella Martha. Dopo averla afferrata e portata a riva decide di prendere la collanina della defunta sorella, con scritto sopra il suo nome. I genitori, accorsi sul posto, sono convinti che sia Giulia ad essere morta, in quanto preferivano Martha alla sorella. 

Ecco dunque l’incipit che ci apre le porte di questa avventura inquietante, con una protagonista caratterizzata come raramente abbiamo visto in un videogioco prima d’ora: una ragazza molto succube degli eventi, persa in se stessa e nella sua vita e che cerca in tutti i modi di risolvere il mistero della morte della sorella gemella. Ma l’indagine non sarà un “semplice” giallo, bensì, sarà un viaggio metaforico nella mente e nella vita di Giulia con interessanti riflessioni psicologiche e filosofiche in grado di farci riflettere fino alla fine.

Infatti, la particolarità di questo titolo sta nel suo approccio al genere horror: sebbene ci siano parecchie scene inquietanti, alcune scene brutte da vedere (in termini di horror) e alcune scene capace di farti saltare sulla sedia, quello che poi alla fine ci lascia è un finale con una riflessione drammatica sulla vita.  (cosa vuoi dire?)

Una trama più fitta rispetto al titolo precedente

Siamo convinti che Martha is Dead sia l’erede spirituale del precedente titolo di LKA: una storia meno realistica in quanto non tratta di una vicenda vera come quella dei manicomi, infatti è basata su una leggenda popolare italiana, così da poter unire più liberamente temi seri a elementi di fantasia in una trama capace di lasciarci col fiato sospeso. Per quanto, però, The Town of Light affrontasse una tematica seria, il gioco rimase di nicchia, cosa che non penso succederà anche a questo grazie a un gameplay e una trama più coinvolgente.

Con Martha is Dead, LKA è riuscito, perciò, a trasmetterci al meglio il loro modo di sviluppare videogiochi, a differenza di The Town of Light che a molti, giustamente, è sembrato un film (che in effetti, era nei piani originali dello studio). Con quest’ultimo gioco, sono riusciti a bilanciare al meglio uno storytelling assai profondo e coinvolgente con una buona dose di gameplay in una maniera talmente originale che sembra quasi realizzare un nuovo modo di concepire il genere horror. Si passa repentinamente da attimi di paura a momenti utili per ammirare il mondo di gioco, per un totale di 4/6 ore necessarie per portarlo a termine.

martha is dead

Un gameplay migliorato

Altro aspetto che ha visto dei miglioramenti è certamente il gameplay, passando da un semplice walking simulator lineare (con alcuni degli obiettivi difficile da capire e da raggiungere), ad un’avventura vera e propria con un buon quantitativo di sidequest e test a risposte multiple che, sebbene non cambino l’andamento della trama, forniscono sicuramente più libertà al giocatore con obiettivi sempre molto chiari da capire.

La meccanica che invece non ha convinto è quella relativa all’utilizzo della macchina fotografica, sia nello scatto che nello sviluppo delle foto stesse: ci troveremo molte volte a dover scattare e sviluppare foto in un processo ripetitivo, sebbene, per fortuna, poche foto saranno necessarie alla trama.

Un miglioramento anche dal lato grafico

Lo studio ha davvero sorpreso anche sotto questo punto di vista, migliorando già la buona grafica di The Town of Light, ottenendo un aspetto anche migliore di alcuni tripla A. Durante il nostro tour visivo, colpisce a primo impatto,  la distorsione del braccio della protagonista ma, in realtà, è un normale effetto dell’inquadratura ravvicinata che deforma gli oggetti così vicini.

Bisogna sottolineare come il titolo si regge anche su un grandissimo gioco di luci che aiutano a creare la maggior parte dell’atmosfera e degli scenari più paurosi. Le animazioni sono davvero eccellenti, e riescono a spaventare come se la grafica fosse realistica, grazie ad un incredibile stile grafico che ci riesce a immedesimare nel gioco e a spaventare.

Conclusioni 

Martha is Dead impatta incisivamente sulla sfera emotiva del giocatore, confermando l’abilità di LKA non di rinascere, ma di aggiornare il loro stile nello sviluppare videogiochi, riuscendo a realizzare un nuovo sottogenere horror, cosi immersivo e ricco di dettagli. 

L’atmosfera ansiogena regna sovrana, grazie ad un contesto storico opportunamente realizzato, amplificata da un messaggio finale psicologico e filosofico sulla vita che potrebbe ricordare alla lontana lo stile di Silent Hill, ma decisamente meno disgustoso nelle parti più terribili. Continuando, riguardo i vari glitch, LKA ne è ha conoscenza e sta già realizzando diverse patch risolutive. 

Il doppiaggio in italiano risulta essere la nota dolente di Martha is Dead: è noto che il background dello sviluppatore non si basi su titoli allegri ma avremmo comunque preferito voci meno monotone anche nei momenti più concitati del gioco, rendendo così anche la protagonista Giulia troppo vittima degli eventi, senza nemmeno un sussulto quando viene ferita fisicamente.

In conclusione, anche per dover anche affrontare la censura ingiustificata di Sony, di cui vi ho parlato qui, non possiamo che consigliarvi con tutto il cuore di provarlo, meglio non su PS4 e PS5 per dare un chiaro messaggio a chi avesse voluto censurare un capolavoro del genere che forse nessuno riuscirà a capire nella sua totalità.

martha is deadE a voi, com’è sembrato? Ditecelo qua sotto!

 

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