Goooodmoring FollowHz! I videogiochi non sono la prima cosa che viene in mente pensando all’Africa, ma anche lì c’è un’industria videoludica e un mercato in forte crescita.

Il Continente del Futuro

Quello africano è un contesto pieno di contraddizioni e rappresentato spesso in maniera molto (troppo) negativa. Certamente ci sono Stati poverissimi, con tassi di scolarizzazione bassi e un continuo di pandemie e carestie. Però non tutto il continente è così e soprattutto molti africani vogliono risollevare la propria terra. Non a caso si parla spesso di Africa come “il continente del futuro”. Questo perché il PIL di alcune nazioni africane, prima del Covid, è cresciuto in maniera vertiginosa (esempio l’Etiopia che negli anni 2010 ha mantenuto un tasso crescita medio quasi pari al 10% annuo). Ma anche perché questi Paesi sono estremamente giovani: come riferisce l’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) “l’età media della popolazione africana è di 19,4 anni”, contro i circa 40 anni dell’Europa. Questo si spiega sia per via della bassa aspettativa di vita, sia per l’altissima natalità che porterà (da qui al 2050) ad aver lì concentrata la maggior parte della popolazione mondiale.

Opportunità Economiche

Molti stanno iniziando a guardare al Continente come nuova frontiera per i loro affari. Si stanno muovendo sia imprese che attori istituzionali (come la Cina, che sta investendo miliardi nelle infrastrutture africane). Anche perché è un mercato in buona parte inesplorato, con margini di crescita elevati. Quindi non sorprende il fatto che in Africa si stia sviluppando un’industria videoludica autoctona, attenta ai gusti locali, e pronta a competere in un settore in rapido sviluppo.

Il mercato

Partiamo da una considerazione proprio sul mercato africano dei videogiochi e sul suo sviluppo. Quest’ultimo è fortemente limitato sia dal reddito medio pro-capite sia dall’accesso ad internet. Il numero degli africani che hanno accesso alla rete è sempre maggiore, ma scarseggiano le connessioni in fibra ottica mentre sono in ascesa gli accessi da mobile. Gli smartphone rappresentano la principale “console” del continente, con Android primo sistema operativo, e un traffico dati che (secondo i dati raccolti di Ericsson) nel 2026 sarà 5 volte maggiore rispetto a quello del 2020. Per dare un’idea secondo la GSMA, l’associazione mondiale degli operatori di rete mobile, nel 2019 in Africa c’erano 747 milioni di utenti mobile attivi (pari al 75% della popolazione continentale).
Va da sé, che in un simile contesto sociale i free-to-play la fanno da padrone, con console e PC ancora inaccessibili (sia economicamente che a livello di rete internet) alla stragrande maggioranza della popolazione.
Se guardiamo i freddi numeri dei ricavi, in rapporto a quanto oggi si registra in altre parti del mondo, sono relativamente modesti (siamo sempre su giri d’affari dell’ordine di svariate centinaia di milioni di dollari) ma, in questo caso, bisogna guardare ai tassi di crescita futura che invece sono molto più promettenti. Basti solo pensare che dal 2015 al 2021 i giocatori in Africa sono aumentati da 77 a 186 milioni.

Africa
Torneo di FIFA organizzato durante il “Festival de l’Electronique et du Jeu vidéo d’Abidjan 2019” in Costa d’Avorio. Fonte: sport-ivoire.ci

Startup a volontà

Per quanto riguarda poi le “software house” già attive, il settore è composto da un numero ristretto di aziende in buona parte startup e (ovviamente, considerando quanto detto in precedenza) si occupano di giochi per telefoni. Questi devono “lottare” all’interno degli “store” per smartphone con competitor più attrezzati, sia a livello tecnico che di budget. Niente “tripla A” ma molti indie, alcuni ricalcano giochi visti altrove altri invece sono perle di originalità davvero interessanti.
Chi vi scrive ci tiene a segnalare i due esempi più promettenti ed interessanti.

Kiro’o Games

In Cameroon ha sede la “Kiro’o Games” che produce sia giochi per PC che mobile games disponibili sul Play Store. Di quest’ultimi, due da segnalare. Il primo è Aurion: Kajuta Gems Fighter, una via di mezzo (in salsa africana, con una trama che riprende elementi della cultura locale) tra Candy Crush e un picchiaduro a scorrimento. Lo schermo è diviso in due: nella parte superiore un personaggio che deve lottare contro degli avversari, in quella inferiore i simboli disposti in caselle e colonne come in “Candy Crush”. Ogni volta che si mette in fila nel giusto ordine i simboli si genera un attacco del personaggio, più o meno forte a seconda dei simboli stessi.
Il secondo gioco è Le Responsable. Molto simile a GardenScapes sia come grafica che come HUD, in sostanza è una parodia di tutti i mali dell’Africa! La storia è la seguente: il protagonista è un giovane abitante di un Paese (africano) immaginario che, grazie all’aiuto di tutto il villaggio, si iscrive in una prestigiosa e costosa scuola d’elitè. Il gioco ha l’obiettivo di far diventare il giovane il nuovo leader del Paese, immischiandosi in tutte le storture (corruzione, una “democrazia” sulla carta, una burocrazia lenta e inefficiente) che affliggono tutt’oggi gli Stati dell’Africa sub-sahariana.

Giochi Africa
Fonte: Kiro’o Games

Weza Interactive Entertainment

Mentre ha sede in Kenya la “Weza Interactive Entertainment” anch’essa presente sul Play Store con alcuni suoi titoli. Due da segnalare: Mzito, un platforming 2D graficamente godibile e abbastanza facile da capire nelle meccaniche (con il font del HUD che è ripreso da Metal Slug). Di questo titolo ciò che colpisce e l’ambientazione, con i riferimenti alla cultura africana. Mentre, destinato ai più piccoli, Mzito Math è un gioco educativo accentrato sulla matematica. Chiaramente non è solo un prodotto “ludico” il ché lo rende più interessante, pensando al contesto africano. Nel Continente, come detto all’inizio, i tassi di scolarizzazione sono bassi e pensare che ci siano persone che si stiano muovendo per promuovere l’educazione attraverso i videogiochi (prodotti in Africa per l’Africa), rende questo progetto molto interessante nelle finalità.

Africa Games
Fonte: Weza Interactive

Il Mondo lì fuori   

C’è sempre da imparare guardando aldilà dei propri confini, sia che questi siano geografici che mentali. Capisci quanto sia vasto il Mondo, e variegato, solo quando guardi oltre la tua finestra, fuori dalla bolla in cui si vive la quotidianità. Ebbene, guardare i giochi che si producono in Africa è un po’ come osservare quanto la cultura di quegli sviluppatori incide sul modo di produrre qualcosa che diamo per scontato come i videogiochi. E chissà, forse un giorno, non vedremo giochi dove il protagonista è di colore solo se ci andiamo a cercare, sullo Store Android, un gioco prodotto nel Continente del Futuro.

Fonte foto copertina: Al Jazeera

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