Salve a tutti, cari FollowHz!

Questo articolo è per voi, per tutti quelli che vogliono addentrarsi nel mondo dei videogiochi indie. Premetto che, per quanto si possa sviluppare videogiochi per hobby, lo sviluppo di videogiochi è un lavoro serio e relativamente difficile per chi non è avvezzo alla programmazione in generale. Cercherò di essere più generale possibile, soffermandomi comunque sull’engine che conosco di più, ovvero Unity, ma sarà un discorso generale su come entrare in questo mondo assai attraente per molti di voi in modo tale da spiegarmi al meglio su cosa andrete in contro e cosa prevede l’essere sviluppatore indie di videogiochi.

Videogiochi Indie: Non Solo Programmatori

videogiochi indie

Come penso sappiate, un team di sviluppo non è formato solo da programmatori, bensì almeno anche da un designer, un artista 2D e 3D, quindi, potete realizzare un videogioco in diversi modi. Ho specificato “almeno” perché quando il vostro team potrà ingrandirsi, dovreste avere a disposizione uno specialista audio, di animazione, di UI e così via, tutte specializzazioni delle macrofigure specificate in precedenza.

Per quanto ogni macrofigura si contraddistingua per caratteristiche e competenze specifiche, è fondamentale imparare fin da subito a non lavorare per compartimenti stagni, ovvero, ad esempio, sebbene di solito sia il designer a presentare, se nel vostro team chi parla meglio in inglese è un programmatore o chiunque altro, non bisogna mai delegare il compito al designer solo perché ricopre tale ruolo. So che sembra scontato visto da fuori, ma vi assicuro che quando ci si approccia a questo mondo, vedo spesso una forte propensione a ragionare in questo modo sbagliato.

Di seguito, ciò che fa sostanzialmente ogni figura professionale di un team di sviluppo:

  • Designer: Spesso, il capo-progetto e, come detto, dotato di una buona parlantina e conoscenza di inglese. Per questo, di solito, è lui a presentare il progetto per convincere i publisher a dare i finanziamenti al team. Nel team, si occupa della trama (compresa lore), del bilanciamento, della realizzazione grafica e del gameplay in generale. Per imparare al meglio questa figura professionale, si deve imparare da cima a fondo più giochi da tavolo possibili e, magari, anche inventare regole per nuovi suddetti. Solitamente, i designer sono sognatori e tendono ad avere idee troppo fantasiose, per cui, necessita delle altre figure del team per farlo rimanere coi piedi per terra;
  • Grafico 2D: Sempre presente in qualsiasi tipologia di gioco, poiché anche un gioco in 3D contiene sempre qualcosa di 2D come l’interfaccia grafica. Inoltre, con l’aiuto di un programmatore, è possibile creare un’animazione 2D, alternando semplicemente gli sprite (cioè immagini che rappresentano gli stati di un personaggio) che si alternano in momenti ben specifici.
    Ma non solo, poiché il grafico 2D lavora a stretto contatto col mondo 3D poiché per fare un modello 3D, il modellista prende ciò che viene disegnato e lo trasporta nel mondo 3D, sempre concordando il design tra grafico 2D e designer. Per imparare questo mestiere, basta frequentare un qualunque corso legato all’arte, meglio se digitale, e destreggiarsi con programmi di grafica, solitamente Photoshop;
  • Modellista 3D: Come detto in precedenza, il modellista 3D prende spunto dal disegno realizzato dal grafico 2D per creare un modello 3D ed usa, perlopiù, Blender, ma ne esistono di diversi. Naturalmente, in un gioco 2D, il modellista 3D è assente, a meno che non ci siano dei personaggi 3D in un mondo 2D, naturalmente;
  • Programmatore: Solitamente, è la figura meno artistica delle altre, più specializzato nel corretto funzionamento delle singole meccaniche del gioco che alla sua bellezza estetica. Grazie a tale figura, il gioco può prendere vita e funzionare secondo ciò che viene concordato col resto del team. Nel prossimo paragrafo, approfondirò meglio tale figura, ricoprendola io stesso.

Come notate, il team, solitamente è diviso tra due figure artistiche, una figura dedita al funzionamento e giocabilità ma anche all’estetica, e una più dedita al funzionamento e giocabilità del gioco, poiché solo unite queste figure professionali possono ottenere un gioco completo sia dal punto di vista tecnico che grafico.

Videogiochi Indie: Da Dove Cominciare Come Programmatore

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Partiamo, innanzitutto, dalle basi per approcciarvi alla programmazione:

  • Inglese: Obbligatorio in qualsiasi branchia della programmazione, avrete bisogno di una conoscenza almeno buona di inglese poiché ogni linguaggio di programmazione viene inventato da inglesi/americani e anche per ragioni di diffusione essendo una delle lingue più semplici e diffuse al mondo;
  • Matematica: Questa, personalmente, la ritengo un plus a seconda di quale branchia della programmazione decidete di dedicarvi. Nel campo videoludico, nello specifico, è chiaramente meglio conoscere le materie scientifiche, ma nulla vieta di avere accanto le formule necessarie per realizzare quello che serve, perché, strettamente parlando, il lavoro dello sviluppatore di videogiochi sta anche nel sapere “semplicemente” applicare le formule necessarie.

In generale, parlando di programmazione, dovreste almeno conoscerne i fondamenti e soprattutto la logica che vi sarà fondamentale per comunicare all’oggetto cosa fare tramite script, almeno su Unity. Gli script, scritti in C#, come traduzione vuole, sono letteralmente dei copioni che saranno collegati a qualsiasi oggetto in gioco. L’oggetto, quindi, al play, seguirà le istruzioni assegnategli su questo script. Questo Engine lo reputo il migliore per cominciare lo sviluppo di videogiochi, per il suo uso semplice ed immediato.

Diversamente, capita con Unreal di Epic Games che, sebbene permetta la programmazione in C++, la maggior parte degli sviluppatori sfruttano i blueprint, una tecnica di programmare in modo originale e ad alto livello dove gli oggetti in gioco, detti attori in questo caso, seguono ciò che scriveremo in questi blueprint connessi in diversi modi tra di loro. Ciononostante, serve comunque conoscere la programmazione per fare collegamenti e funzioni corrette per far funzionare il gioco e non è semplice per chi è abituato a scriptare.

Un’altra possibilità che vi suggerisco è RPGMaker che, a differenza dei precedenti, non richiede obbligatoriamente la conoscenza di programmazione per usarlo, sebbene si ottengano risultati maggiori come conoscenza. Inoltre, il programma è limitato alla realizzazione dei giochi 2D. In più, non è totalmente gratuito come gli altri.

Videogiochi Indie: Come Acquisire le Conoscenze

Per quanto in Italia possiate trovare degli istituti specializzati, per programmazione e designer, potreste non trovarvi a vostro agio, poiché, capite bene che è difficile trovare uno sviluppatore qualsiasi che ha anche la competenza di insegnate. Questo, probabilmente per il giovane settore (in Italia) che andrete a intraprendere. Discorso diverso è per gli artisti, poiché, vi basterà studiare arte (2D/3D) in qualsiasi ambito cosicché, conoscendo l’argomento, potrete applicarlo al mondo videoludico.

Videogiochi Indie: Sono Davvero Ricchi gli Sviluppatori?

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Per questo argomento, vi spiegherò nello stesso modo in cui hanno fatto i miei insegnanti appena sono entrato nell’istituto: “coi videogiochi, ci si paga le bollette”, a meno che, naturalmente, non riusciate a fare un videogioco virale da farvi guadagnare parecchio, naturalmente.

Videogiochi Indie: Non Solo Videogiochi?

Avete proprio letto bene: con lo stesso team e con gli stessi Engine citati sopra, è possibile realizzare un corto/lungometraggio animato. L’unica piccola ma grossa differenza che incide sul lavoro di tutto il team è l’assenza di interazione dall’utente finale per creare questo prodotto finale.

Questo è tutto, che ne pensate? Vi ho convinti (o no) a diventare sviluppatori? E se sì, per quale figura professionale? Ditecelo qua sotto!

 

 

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