Salve a tutti, cari FollowHz!

Oggi, vi recensirò Sheltered 2 di Unicube e pubblicato dal famoso publisher indie Team17. Si tratta del sequel del famoso gestionale Survival RPG Sheltered, ovviamente. Questo sequel è definito da molti giocatori un semplice more of the same del primo capitolo, del quale purtroppo, però, io non so nulla. Dal canto mio, vi posso dire che questo è uno dei gestionali che ho apprezzato di meno.

Sheltered 2: Cominciamo dal RPG

sheltered 2

Il gioco parte subito con la scelta della difficoltà che cambierà anche i due parametri sottostanti. Se cambiamo i singoli parametri, otterremo naturalmente, la difficoltà personale giustamente. Gli altri due parametri sono le risorse di partenza, indicate vagamente con un aggettivo e la breanch sequency indicata sempre con un altro aggettivo. Dopo, creeremo la nostra fazione, dandogli nome, emblema e colore della bandiera, anche se avremo poche alternative tra cui scegliere. È il turno poi di personalizzare il nostro leader a cui potremo dare il nome e personalizzarlo sia esteticamente che di statistiche scegliendo tra poche alternative estetiche.

Mentre, naturalmente, per le stats potremo scegliere noi che valore dare ad ognuna o accontentarci degli aggettivi che corrispondono a determinati valori. Importante da assegnargli saranno anche i tratti dato che potrebbero darci vantaggi o svantaggi nel gioco. Successivamente, ci farà vedere il nostro leader coi nostri due compagni che potremo anch’essi personalizzare nello stesso modo, oppure, cominciare subito la partita. Durante ogni caricamento, il gioco ci fornirà dei suggerimenti testuali con un’immagine pertinente.

Sheltered 2: Proseguiamo con L’Avventura Gestionale

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Dopo un prologo testuale, suppongo per collegare questo sequel al primo capitolo, si parte col tutorial: ognuno dei nostri tre personaggi mostrerà a livello di interfaccia la sua barra energetica e i suoi bisogni come se giocaste a TheSims e cliccando su un punto, il personaggio selezionato, ci andrà. I diversi bisogni dei personaggi sono poi riassunti nella clipboard, ripetizione, secondo me, superflua. Inoltre, avremo anche a disposizione tre tier per forza, destrezza, intelligenza, carisma, percezione e forza d’animo, con disegni raffiguranti delle loro capacità da una a tre stelline potenziabili, ma che nascono in base a come abbiamo generato prima il nostro trio.

Avremo anche da tenere d’occhio il meteo, di cui però conosceremo solo il meteo del giorno successivo, creato casualmente, naturalmente. Avremo, inoltre, un inventario in cui craftare gli oggetti in nostro possesso. I tasti WASD mi hanno stupito, perché permettono sempre di muoversi nell’ambiente di gioco, la particolarità è però che si sposta normalmente in tutte le direzioni, eccetto in alto poiché la telecamera si sposta leggermente verso in avanti, fornendomi un feedback bizzarro dello spostamento.

Sheltered 2: La Spedizione

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Uno degli aspetti principali di Sheltered 2 è sicuramente la spedizione poiché, essendo un survival, le nostre scorte hanno una durata limitata, quindi si dovrà selezionare chi dovrà compiere quest’arduo compito di andare alla ricerca di altre, considerando sempre che almeno uno della fazione deve rimanere in base.

La mappa è rappresentata a celle, come un alveare, si sceglie una destinazione popolata, all’inizio c’è ne una, e poi si ritorna a gestire la propria base, espandendola come meglio si crede cercando di mantenere in vita i nostri personaggi rimasti e facendoli lavorare in base alle loro capacità. Durante la spedizione, potremo imbatterci anche in altri sopravvissuti che ci chiederanno di scambiare risorse e dovremo essere abili nel fare nuovi scambi, oppure dovremo sconfiggerli sempre a turni in stile rpg.

Sheltered 2: Le Mie Impressioni

Per quanto io odi il genere, lo sapete anche dalle mie recensioni, ho provato diversi gestionali, e questo non introduce nulla di nuovo, se non la sua grafica carina che sicuramente qualcuno apprezzerà ma, come avete letto, ci sono le solite meccaniche del genere, il solito survival gestionale che ti aspetti dove gestisci dei sopravvissuti, li mandi in missione, ristrutturi il sottosuolo, perché spesso un survival è post-apocalittico.

E voi, cosa ne pensate? Ditecelo qua sotto!

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