STORIE DEL CORVO: RAJI E L’INDIA, MITI E RACCONTI DALLA TERRA DI SIDDHARTA (3a PARTE)

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La volta precedente sempre parlando di Raji, si è discusso delle vicende di due importantissime figure del pantheon tradizionale indiano e vedico, ovvero gli Dei Indra, Signore del fulmine e bellicoso difensore dell’ordine cosmico, e Visnu, principio conservatore dell’universo all’interno della triade sacra o trimurti a fianco al creatore Brahma e al distruttore/ purificatore Śiva.

Ed è proprio in onore del Signore Śiva che dedichiamo questa puntata di Raji, narrandone alcuni dei racconti che ne celebrano le gesta e la fama.

Molte sono le storie che si raccontano su di lui, e molti sono i nomi che gli si attribuiscono.

Molte sono le identificazioni e le assimilazioni con varie divinità, sia vediche che prevediche; una delle più famose è quella con l’antico Signore Rudra, terribile Deva della tempesta eppure pronto alla misericordia se ben richiesto.

Ecco come viene invocato nel trentatreesimo inno del secondo mandala del Rigveda:

O Padre dei Maruts, possa il tuo favore palesarsi sudi noi: non privarci della vista del Sole.

Benevolo verso di noi sia l’eroe montato sul destriero!

Concedici, o Rudra, di vivere ancora nei nostri figli.

Con le tue salutari medicine, Rudra, possa io raggiungere cento inverni. Bandisci via da noi l’inimicizia e l’odio, e disperdi ai quattro venti malattie e problemi.

Capo di tutti i nati sei tu nella gloria, Rudra, armato del tuono, il più potente tra i potenti. Guidaci oltre il tormento fino all’altra riva, respingi da noi tutti gli attacchi del male.

Possiamo noi non farti mai adirare, Rudra, nella nostra adorazione con lodi non degne, o Deva possente! Reca ristoro ai nostri guerrieri con i tuoi medicamenti: io so, o potentissimo, che sei il migliore di tutti i medici.

Possa io conquistare con canti di lode il favore di Rudra, con doni e invocazioni mi avvicino a lui. Possa il Dio misericordioso, dall’aspetto oscuro [e affascinante], lui che è facile da implorare, risparmiarci dalla sua ira.”

Rudra 1

“Il Possente (Signore), scortato dalle Tempeste, mi ha ristorato, con il cibo più rinvigorente, nel momento dello sconforto. Come colui che trova un’ombra nella fervida luce del sole, possa io, incolume, vincere la beatitudine di Rudra.

Dov’è quella tua mano graziosa, o Rudra, la mano che dà salute e porta conforto, che rimuove le punizioni che gli Dèi ci hanno mandato? O Possente, guardami con occhio compassionevole.

A lui il grande, fulvo, dalla chiara carnagione, offro un potente inno di lodi. Serviamo il Dio brillante con adorazioni, glorifichiamo, lo splendido nome di Rudra.

Con membra salde, il multiforme, forte, bruno si adorna dd’aurei ornamenti: La forza della Divinità non si allontana mai da Rudra, colui che è Sovrano di questo mondo, il possente.

Degno, tu porti il tuo arco e le frecce, degno, ti adorni delle tue insegne multicolori. Degno, qui fai a pezzi ogni orrore: Poichè non v’è nessuno più potente di te, o Rudra.

Lode al giovane, colui che giunge dal carro, di grande fama, il feroce, che uccide come una terribile bestia selvatica. O Rudra, lodato, sii clemente con il cantore delle tue lodi. le tue schiere ci risparmino e colpiscano qualcun altro.

Mi chino a te mentre ti avvicini, Rudra, come un ragazzo che porge deferente saluto  al alo padre. A te, Largitore generoso, Signore degli eroi, porgo i miei elogi: concedici le tue medicine quando noi ti lodiamo.

I vostri rimedi puri, o potenti Maruts, quelli più sani e benefiche, quelli che ha scelto nostro padre Manu, imploro da Rudra per il nostro benessere.

Possa la freccia di Rudra mutare direzione e risparmiarci, la grande ira dell’Impetuoso Signore ci eviti. Volgi, generoso Dio, il tuo potente arco lontano dai nostri principi, e sii benigno verso la nostra discendenza e progenie.

15 O fulvo Toro, Dio mai dormiente, prestaci attenzione, o Signore; non è da te, o Rudra, adirarti o distruggere! Possiamo parlare noi, come uomini di valore, con parole piene di coraggio.”

Il Signore Śiva appare dunque come il signore della distruzione e della purificazione, e da molti suoi devoti viene identificato come la principale personificazione dell’essere supremo.

rajiNella forma di Rudra egli è descritto come padre dei Maruts, divinità delle tempeste adottate da Indra con le quali ebbe modo di affrontare e sconfiggere il drago Vritra.

Raji tra miti e leggende e storia

Vi è una storia curiosa riguardo la figura del Signore rigeneratore riportata nel Vidyeśvara-saṃhitā, sezione della raccolta sacra Śivapurana.

L’apparizione di Śiva sarebbe avvenuta nel momento in cui Brahma e Vishnu stavano discutendo su chi fra loro due fosse più potente. La loro discussione fu interrotta dall’improvvisa comparsa di un grande pilastro ardente le cui radici e rami si estendevano profondamente nelle viscere della terra e su verso il cielo. Brahma divenne un’oca e volò in alto per trovare la cima del pilastro, mentre Vishnu si trasformò in un cinghiale e scavò nella terra per cercarne le radici. Senza successo nella loro ricerca, i due dei tornarono e videro Śiva emergere da un’apertura nel pilastro. Riconoscendo il grande potere di Śiva, lo accettarono come il terzo sovrano dell’universo.   

Spesso ritratto nella tipica posizione da asceta in meditazione, e in quanto Signore della distruzione diversi sono i suoi attributi all’apparenza inquietanti: un serpente che adorna il su collo, un copricapo egualmente costituito da serpenti, una collana fatta di teschi umani.raji

Lo accompagna un gruppo di terrificanti demoni assetati di sangue.

Eppure, nonostante questi elementi terrificanti, Śiva  sa mostrare il proprio volto benevolo fornendo il proprio aiuto ai mortali e ad altri Dei. Agisce come giudice divino che non mostra pietà verso i malvagi. Ottiene forza spirituale da periodi di meditazione – pensiero profondo – in ritiri sull’Himalaya. A lui è sacra la danza, la quale rappresenta la verità e perfino l’equilibrio universale e tramite l’atto di danzare sconfigge l’ignoranza e aiuta ad alleviare la sofferenza dei propri devoti.

Stando a un racconto, Śiva salvò gli dei e il mondo dalla distruzione ingoiando il veleno di Vasuki, il serpente che adorna il suo collo e che gli Dei usarono per produrre l’acqua della vita. L’ingerimento del veleno ha reso il collo di Śiva blu, immagine che si ripresenta spesso nell’arte dedicata al Deva.

Uno dei più grandi servizi di Śiva al mondo è stato quello di domare il sacro fiume Gange, che scorre dall’Himalaya. Un tempo il Gange attraversava solo i cieli, lasciando la terra asciutta. Dopo che un uomo saggio ha cambiato il corso del fiume, è diventato un torrente impetuoso e ha minacciato di inondare la terra. Shiva si trovava sotto il fiume e lasciava che le sue acque si snodassero tra i suoi capelli per calmarne il flusso.

In un’altra storia, gli Dei furono minacciati dai demoni e chiesero aiuto a Śiva. Questi acconsentì, a condizione che gli Dei gli prestassero parte delle proprie forze. Tuttavia, dopo aver sconfitto i demoni, Śiva si rifiutò di restituire la forza presa in prestito. Di conseguenza, divenne l’essere più potente dell’universo. Śiva ha anche molte armi che lo rendono imbattibile, tra cui una mazza dotata d’un teschio all’estremità, una spada e una lancia fatte di fulmini e un arco fatto di un arcobaleno.            

 (Continua su Raji…)

 

(Immagini tratte da: The Legends of History e VicDiCaraAstrology 

  • Fonti scritte tratte da Raimon Pannikar, I Veda. Mantramañjarî. Testi fondamentali della rivelazione vedica, 1 voll., Rizzoli (BUR), Milano 2001.
  • https://sacred-texts.com/hin/rigveda/rv02033.htm   )
  • http://www.mythencyclopedia.com/Sa-Sp/Shiva.html  
  • https://mythology.net/hindu/hindu-gods/shiva/
  • https://www.wisdomlib.org/hinduism/book/shiva-purana-english
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