Bentornati cari Followhz,

State pronti per esplorare l’ignoto!!!

L’ambito dello sviluppo indie spesso riserva sorprese inaspettate, velate e nascoste sotto produzioni a basso budget con nomi d’alto calibro alle loro spalle. Il vero talento, però, tende a posizionarsi dove l’occhio umano non riesce ad arrivare, più per pigrizia che per altro. 

Ovviamente in quest’ambito non posso che citare Eliseo Geluardi, un ragazzo sviluppatore che sta creando da solo un’epopea Hack and Slash rappresentate perfettamente il suo avvicinamento al mondo dello sviluppo videogiochi.

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Eliseo proviene da tutt’altra professione, in quanto da parecchio tempo si è occupato di ruoli come il cameriere o il barista. Recentemente però ha deciso di seguire la passione per gli RPG che possiede fin da piccolo, per iniziare ad imparare le basi di una solida produzione di videogiochi. 

Senza esperienze lavorative o scuole di alcun genere ha scelto di imparare il coding mediante Google, Youtube, Udemy e corsi online, rendendolo così un autodidatta in piena regola e con incredibile voglia di mettersi in gioco. Anche il suo progetto si incentra su un cavaliere sprovvisto di soldi e fondi il quale però affronterà le sue avventure con ampio spirito d’intraprendenza.

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Il suo videogioco s’intitola Gelvard Treasure, e si inserisce in un’ambientazione fantasy, in cui il protagonista, Sir Gelvard, ispirato da Sir Daniel Fortesque per la sua comicità unita ad uno sfrenato eroismo, si imbarcherà in una colossale avventura alla ricerca di un enorme tesoro, che potrebbe salvarlo da uno sfratto per debiti. 

Il tutto è pensato per un target giovane, senza però dimenticare una fascia più adulta d’utenza, con difficoltà variabili che potranno essere cambiate a proprio piacimento. 

Il gameplay avrà meccaniche semplici, con uno sviluppo della narrativa che strizzerà l’occhio a molte altre produzioni di questo genere.

Riportiamo dunque quest’intervista, augurando il meglio per il suddetto ragazzo, sperando in un successo per il prodotto che vuole pubblicare. 

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Ciao Eliseo! Prima di cominciare, vorremmo ringraziarti per aver deciso di spendere due parole con noi. Senza ulteriori esitazioni, parliamo un po’ della tua attività di sviluppatore.
Come è quando è nata questa idea?

L’ Idea è nata un paio di anni fa, inizialmente era pensata un giochino platformer stile super mario, in grafica pixel art. Poi nel corso del tempo ho scoperto Unreal, le mie capacità sono nettamente cresciute e…ciao! Partito alla grande essendo un amante di Skyrim, the Witcher e Dark Souls mi ci sno fiondato!

Come sei entrato nel mondo dei videogiochi?

Da piccolo un mio cugino ci aveva regalato l’Amiga 500 con centinaia di floppy disk..da li è nata la mia grande passione per i videogames..a farmi innamorare in particolar modo degli RPG è stato Dungeon Siege.

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C’è qualche studio di sviluppo che, agli inizi della tua carriera, ti ha in qualche modo ispirato?

No, la mia carriera la sto facendo adesso. E’ il mio primo progetto in campo videoludico. Posso dire che questo gioco è ispirato proprio ai titoli sopra citati.

Che opinione hai del settore dell’industria video-ludica?

Lo considero immortale, prima di tutto. Non credo subirà mai dei cali, al contrario. Sono convinto che se sei bravo puoi andare ovunque.

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Quale è il genere video-ludico che preferisci?

RPG e MMORPG prima di tutto.

Cosa ne pensi dell’odierna offerta video-ludica?

Che è velocissima, non si fa in tempo a godersi o accorgersi di un titolo che ne spuntano altri tre! Viviamo in un’ era dove tutto è possibile grazie alla rete. Le idee hanno molte più possibilità di germogliare.

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Che cosa ne pensi della correlazione gioco=violenza?

Beh dico solo che amo tantissimo la saga di Mortal Kombat..ma per la storia non per la violenza. Ma riconosco che ha raggiunto il successo proprio perché sono stati innovativi in questo. Personalmente però, non amo il genere splatter, nemmeno nel cinema. Ma è solo una preferenza personale.

Attualmente se al lavoro su qualche altro progetto?

Non tanto da poter dire ufficialmente si..anche se qualcosa in pentola c’è.. per esempio con un team di sviluppo stiamo parlando di fare un mmorpg completamente italiano..ora però è tutto nelle nuvole ancora.

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