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STORIE DEL CORVO: VIAGGIO IN OCCIDENTE, IL ROMANZO CHE HA ISPIRATO DRAGONBALL! (SETTMA PARTE)

Salve cari FollowHz e ben ritrovati in questa nuova puntata delle “Storie del Corvo”.

Precedentemente avevamo lasciato Sūn Wùkōng in attesa che potesse ricevere l’insegnamento del Tao in segreto dal Subhūti.

Dopo essersi coricato, aspettò fino a metà della notte salvo poi dirigersi verso la dimora del Maestro.

Arrivato davanti all’ingresso posteriore, nota con piacere che è socchiuso, segno inequivocabile che il Maestro aveva intenzione di trasmettergli la conoscenza sul Tao.

Si diresse dunque dentro, di soppiatto, e giunse fino alla stanza dove il Maestro dormiva.

Sun Wukong cerco al meglio che potè di non disturbare il sonno del patriarca e attese inginocchiato.

(Immagine tratta da CCTV电视剧).

A un tratto Subhuti si svegliò recitando una nennia:

“Ardua, fine è la conoscenza del Tao, non da prendere sottogamba è l’aureo Cinabro.
Vano spreco di tempo e parole è insegnare arcani a un essere imperfetto”.

Wukong rispose: “Son qui maestro, da molto in attesa!”

Subhuti allora rispose: “disgraziato macaco, perché sei qui invece di dormire?”

“Voi mi avete autorizzato, Maestro, l’altro giorno, e di fronte a tutti: mi avete fatto cenno di passare dalla parte di dietro, a mezzanotte, per apprendere il Tao.

Ecco perché ho osato giungere fin qui.”

Rallegratosi per le parole dello Scimmiotto, Subhuti pensò: ” Questa creatura non può che essere nata dal cielo e dalla terra, per essere riuscita a risolvere l’enigma “.

Nuovamente parlò Sun Wukong: “Qui non vi è nessuno che possa sentire ciò che non dovrebbe, ma solo il vostro umile discepolo, venerabile Maestro, che coltiva la speranza di vedersi rivelato il segreto della lunga vita.

Mai scorderò la vostra bontà.”

“Così appare il tuo fato”, disse Subhuti, “e sono lieto di doverlo ammettere. Perciò prestarmi attenzione: ti insegnerò la magnifica via che conduce alla lunga vita.”

Dopo essersi prosternato fino a toccare la terra con la fronte, il re scimmia rimase inginocchiato attendendo il discorso del Maestro.

Il patriarca recitò il discorso come segue: ” Impara a saper calibrare e nutrire il tuo spirito vitale, è tutto qui il segreto!

Qualsiasi forza la si trae da seme anima e soffio.
Sappi risparmiarti e fortificare le tue viscere.

Se sarai in grado di proteggere in maniera eccellente il tuo corpo, senza alcun tipo di perdita, il Tao non potrà che raggiungere alte vette.

Sarai in grado di arrivare alla purezza e fugare il vizio, se userai le giuste formule.

Tale purezza ottenuta è limpida come una fiamma al chiaro di Luna rivolta alla terrazza di cinabro.

Dalla Luna è nascosta una lepre di giada, corvo totalmente celato è dalla sera, avvinta da serpente è la tartaruga.

Questo è il nodo che consolida la vita, nel fuoco potranno essere seminati aurei fior di loto.

I cinque elementi cosmici dovranno essere rovesciati e poi usati: in questo modo è possibile accedere allo stato di Buddha o Immortale”.

Priva di imperfezioni fu la felicità di Sun Wukong quando ascoltò entusiasta quanto rivelato dal Maestro.

Una volta memorizzate le formule rivelategli dal Maestro, si inchinò profondamente come segno di gratitudine.

Una volta uscito dalla porticina vide che il Sole stava sorgendo.

Una volta tornato sul luogo ove voli era il suo giaciglio vi si sedette sopra, agitò le coperte iniziando schiamazzare, gridando : “Svegliatevi, è giorno!”

Gli altri allievi, ancora avvinti dal sonno, ignoravano quale tipo di fortuna Sun Wukong fosse riuscito ad acquisire.

Da un lato il re scimmia si dedicava ai suoi soliti scherzi e facezie, dall’altro esercitava di nascosto gli esercizi di respirazione, e lo fece per tre anni.

Terminato questo periodo, Subhuti tornò nuovamente in cattedra per
predicare.

Espose vari casi e parabole, discusse di fenomeni riguardanti il comportamento esteriore.

A un certo punto domandò: “Dov’è Sun Wukong?”

“Il vostro allievo è qui» rispose il re Scimmia, dopo essersi fatto avanti e prostratosi. “Quale via hai praticato in questi ultimi tempi?” “

Il vostro allievo ha incominciato a penetrare la natura del Dharma e gradualmente la sua conoscenza dell’Origine Radicale si consolida.”

“Poiché penetri la natura del Dharma e apprendi l’Origine Radicale, tu sei già partecipe del corpo divino. Ma devi inoltre guardarti dalle tre terrifiche calamità.”

Sun Wukong rifletté a lungo e intensamente prima di rispondere:

“Maestro, vi sbagliate: ho sempre sentito dire che chi raggiunge le vette del Tao avrà vita lunga tanto quanto è terna la volta del cielo,  e il sommo della virtù, e che non possono affliggerlo né l’acqua, né il fuoco, né alcuna malattia.

Come si può venir minacciati da queste tre calamità?”

“Quella che stai praticando non è una via ordinaria: consiste nell’afferrare il potere di trasformazione del cielo e della terra, il violare il mistero del sole e della luna.

Una volta che l’elisir di immortalità sarà realizzato, Dèi e diavoli non lo sopporteranno a lungo: per quanto conservi la giovinezza e prolunghi la vita, fra cinquecento anni il cielo ti colpirà con la sua folgore.

Dovrai stare bene in guardia per evitarla.

Se riuscirai, usufruirai di una longevità pari a quella della volta celeste; altrimenti morrai.

Dopo altri cinquecento anni il cielo farà cadere la calamità del fuoco per ridurti in cenere.

Non sarà fuoco del cielo, né un fuoco comune, ma quello che si chiama fuoco yin, un fuoco interiore; sale dalla cavità della pianta dei piedi, la cavità della sorgente zampillante, dritto fino alla sommità del cranio, il palazzo dai muri d’argilla, e riduce in cenere le cinque viscere, dissolve le quattro membra.

Così mille anni di dura ascesi saranno ridotti a niente.

Dopo altri cinquecento anni, farà soffiare su di te la calamità del vento.

Non sarà un vento da oriente, o da occidente, o del settentrione, o del meridione, e nemmeno un vento di stagione o una brezza di fiori, salici, pini o bambù, ma un “vento mostruoso” che ti entrerà dalle suture del cranio e si riverserà nei sei organi, attraverserà il campo di cinabro e uscirà dalle nove aperture, sconnettendo ossa e carne, in modo da disintegrare il corpo.

Dovrai quindi  di evitare tutte queste cose.”

A udire il discorso del Maestro Sun Wukong venne scosso da fremiti di terrore, e profondendosi in inchini disse:

“ Io vi imploro, Vostra Eccellenza, di insegnarmi il modo per sottrarmi alle tre calamità.

Se sarete così sarete così buono e generoso da accogliere questa mia supplica, vi sarò eternamente grato.”

“Non vi è nulla che possa dirsi più facile di questo.

Il problema è che mi è impossibile insegnaretelo, perché sei diverso dagli altri.”

“La mia testa rotonda è rivolta al cielo e i miei piedi quadrati posano sulla terra, ho quattro membra e nove aperture, cinque viscere e sei organi: cosa in me risulta diverso?”

“È vero che hai l’aspetto simile a un uomo, ma le tue guance sono così piccolo che sembrano quasi inesistenti.”

In effetti il re scimmia aveva le guance incavate e la bocca appuntita. Sun Wukong si tastò la faccia con la mano e si mise a ridere: “Maestro, non avete considerato tutti gli elementi.

Non sarò dotato di guance vere e proprie, ma la mia bocca ha tasche naturali che le compensano ampiamente.”

“Molto bene. Quale metodo desideri imparare? C’è quello delle trentasei trasformazioni celesti, e quello delle settantadue di tipo ctonio.”

“Il vostro allievo brama di apprendere quanto più possibile: studierò le settantadue.”

“Se è questo ciò che vuoi”, disse il Maestro, “avvicinati, così che possa insegnarti le formule.”

E gli bisbigliò all’orecchio chissà quali meravigliose pratiche.

Sūn Wùkōng era il tipo che dopo aver appreso una piccola parte di un trucco, ne sapeva cento: ripeté a mente molte volte le magiche formule, si esercitò nella pratica e seppe padroneggiare le settantadue trasformazioni come mai nessuno prima.

(Immagine tratta da CCTV电视剧).

Un giorno che il patriarca, con i suoi allievi, si beava lo splendido spettacolo del tramonto davanti alla grotta delle Tre Stelle, gli domandò: “Wùkōng, hai concluso?”

“Maestro, grazie alla vostra magnanimità i cui confini eguagliano l’oceano, il vostro discepolo ha raggiunto la perfezione: sono ora in grado di volare e raggiungere le nuvole.”

“Vediamo un po’ cosa sei in grado di fare”.

A quel punto il re scimmia, di slancio, fece una capriola che lo proiettò a cinque o sei tese da terra, passeggiando sopra tra le nuvole per il tempo della colazione e riatterrò davanti al patriarca, con le mani rispettosamente incrociate, dopo aver percorso non più di tre lifra andata e ritorno: “Maestro, è questo ciò che chiamano cavalcare le nuvole!”

Il patriarca scoppiò a ridere: “Non lo è affatto,  tutt’al più si può parlare di uno strisciarci sopra.

Cavalcare le nuvole!

Hai mai sentito la storia dell’immortale che al mattino attraversa il mare del nord e al crepuscolo arriva a Cangwu? Se ti occorre mezza giornata per percorrere meno di tre li, non puoi chiamarlo nemmeno strisciare sulle nuvole.”

“Cosa significa al mattino attraversa il mare del nord e al crepuscolo raggiunge Cangwu?”

“Coloro che possono dirsi veri cavalieri delle nuvole partono al mattino dal mare del nord e attraversano quelli dell’est, dell’ovest e del sud per ritornare a Cangwu – questo è un altro nome di Lingling, nel mare del nord.

Cavalcare le nuvole è saltare oltre i quattro mari in un giorno solo.”

“Dev’essere maledettamente difficile!”

“Per chi è dotato di volontà, nulla al mondo può dirsi difficile.”

A queste parole Sun Wukong, sempre proternandosi davanti al patriarca, lo supplicò: “Maestro, ciò che fai per gli altri, non farlo a metà: senza perdere un minuto la vostra grande compassione, insegnatemi subito l’arte di cavalcare le nuvole, e ve ne sarò eternamente grato.”

“Tutti gli immortali usano cavalcare le nuvole  si alzano in piedi battendo il piede a terra, e questo non l’hai fatto.

Ho visto che sei partito usando una capriola per prendere lo slancio.

Dato che questo è il tuo modo di fare, terrò a mente questa tua caratteristica per insegnarti la capriola nelle nuvole.”

(Immagine tratta da CCTV电视剧).

Il re scimmia supplicò ancora il patriarca, che gli insegnò una nuova formula dicendo: “Traccia il segno, recita le parole magiche, stringi bene i pugni, prendi lo slancio e salta: con una capriola potrai percorrere oltre cento ottomila li.”

 A queste parole, tutti si presero beffe di lui: “Wukong è davvero fortunato.

Con questo sortilegio potrà farsi assumere dalle regie poste, consegnare raccomandate, distribuire partecipazioni: saprà sempre come guadagnarsi il pane.”

Poiché stava calando la sera, maestro e discepoli fecero ritorno nella grotta.

Quella stessa notte Sun Wukong apprese la capriola nelle nuvole, mettendoci tutta l’anima a perfezionare il metodo.

Già si gustava la felicità di lunga vita, senza ostacoli o problemi, un giorno dopo l’altro.

(Continua…)

(Immagine tratta da Itsyourjapan.com)

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