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STORIE DEL CORVO: VIAGGIO IN OCCIDENTE, IL ROMANZO CHE HA ISPIRATO DRAGONBALL! (TERZA PARTE)

Eccoci nuovamente qui, cari FollowHz, in questo terzo appuntamento delle “Le Storie Del Corvo” dedicato al romanzo “Viaggio in Occidente”!

Nella puntata precedente avevamo visto il nostro simpatico “scimmiotto di pietra” riuscire nell’impresa di attraversare la grande cascata da cui nasce il torrente dove il popolo delle scimmie si è rinfrescato, scoprendo il meraviglioso rifugio della “Caverna Nascosta Del Sipario d’Acqua”, e per questo venire eletto re.

I primi giorni di regno per Sūn Wùkōng, l’ “Affascinante Re Scimmia” come volle farsi chiamare in seguito, furono segnati dalle passeggiate assieme al suo seguito di babbuini, gibboni e macachi presso il Monte dei Fiori e dei Frutti durante le ore mattutine e dal momenti di pace notturna trascorsi presso la “Caverna del Sipario d’Acqua”.


Erano quelli tempi di pace e armonica concordia quelli vissuti da Sūn Wùkōng e non vi era alcun tipo di preoccupazione a turbare il cuore dello scimmiesco monarca; solamente la felicità riempiva il suo animo, quella di un sovrano libero da qualsiasi tipo di vincolo e vassallaggio.

Ogni stagione aveva in serbo qualcosa di speciale per il popolo delle scimmie: in primavera splendidi fiori da gustare; in estate succosi frutti dissetavano le loro gole; in autunno fragranti castagne riempivano i loro stomaci; in inverno tiravano a campare come potevano.

Meglio di un gruppo di hobbit, il popolo delle scimmie e il suo Affascinante Re trascorsero lietamente più di cinque secoli vivendo dei generosi frutti della natura. Un giorno, uno dei tanti trascorsi banchettando in allegria, accadde qualcosa di inspiegabile:
improvvisamente il re Sūn Wùkōng venne assalito dalla tristezza e scoppiò in lacrime.

(Immagine tratta da CCTV电视剧).

Turbate dall’inaspettato cambio di umore del re, le scimmie chiesero chinandosi fino a terra: <<Vostra Graziosa Altezza, cos’è che riempie di disperazione il Vostro cuore?>>

<<Per quanto siano gioiosi questi momenti, o miei cari sudditi>> disse Sūn Wùkōng << il timore per il domani tormenta i miei pensieri. E’ questo che mi rende tanto triste>>.

Le scimmie replicarono ridendo al loro sovrano:
<< Ben ardua impresa sembra essere quella di riuscire ad accontentare Vostra Altezza.

Ogni giorno ci ritroviamo insieme per banchettare presso questa montagna paradisiaca, in questa caverna antica su questo continente divino.
Non dobbiamo soggiacere né al dominio degli unicorni né a quello delle fenici, né a quello dei re umani.

Possiamo fare ciò che vogliamo come e quando vogliamo, abbiamo l’incommensurabile dono della libertà e della spensieratezza senza confini.
Perché dunque intristirsi per l’avvenire, o Affascinante Altezza?>>

A queste parole Sūn Wùkōng replicò:<< Certo, per adesso non dobbiamo sottometterci alle leggi dei re umani, né aver timore degli attacchi degli uccelli e delle bestie selvagge.

Ma non forse il giorno in cui saremo vecchi, quando dovremo incontrare il Signore Yama, presso il regno degli Inferi?

(Immagine tratta da Univie.ac.at).

Quando sarà giunto per noi il tempo di perire, avrà forse avuto senso la vita in questo mondo, non avendo più la possibilità di vivere a fianco delle entità divine?>>

Dopo aver sentito il cupo discorso del loro re, ogni scimmia si coprì il volto che presto fu umido di lacrime, poiché il pensiero della morte, della fine di tutto, aveva invaso i cuori di ognuna di loro.

(Immagine tratta da CCTV电视剧).

Ad un tratto saltò fuori dai ranghi un gibbone che con voce forte si rivolse al sovrano: << Se un pensiero come questo sconvolge l’animo di Vostra Altezza allora significa che il suo spirito comincia ad aprirsi alla Via dell’illuminazione.

Delle cinque classi di creature esistenti, ve ne sono solamente tre a non essere soggette alla giurisdizione di Yama, Signore del regno infero.

<<Quali sono?>> chiese Sūn Wùkōng.

 <<Sono quelle dei Buddha, degli Immortali e dei Santi.

Essi sono fuori dal ciclo della reincarnazione, non nascono e non muoiono.
Sono eterni al pari del Cielo e della Terra, come le montagne e i fiumi.

(Immagine tratta da Miraclelove).

<<In quale luogo abitano queste categorie?>> Chiese il re.

<< In questo mondo, presso antri antichi su montagne incantate>>.

(Immagine tratta da Artfiberglass.com/buddha).


Rinfrancato dal discorso del gibbone, il re scimmia si rivolse ai propri sudditi:

<<Domani vi saluterò e scenderò giù dalla montagna.
Se sarà necessario, correrò fino a raggiungere i più remoti confini dell’oceano e al limite estremo delle lande celesti fin quando non avrò trovato qualcuno appartenente a queste tre classi di esseri, così da poter imparare il segreto per rimanere giovani e vivere in perpetuo, così da non dover mai più temere gli agguati di Yama Signore degl’Inferi>>.

Parole tanto semplici eppure tanto possenti quelle di Sūn Wùkōng, che quasi sembra aver già varcato la splendida soglia oltre la quale non si è più soggetti al ciclo della reincarnazione e si è tra le schiere dei Grandi Santi Pari al Cielo.

Piene di ammirazione, le scimmie inondarono il loro re di una cascata di applausi:

<<Meraviglioso! Domani saliremo sulla montagna e scenderemo dal versante opposto alla ricerca di molti frutti così da poterVi offrire, Bellissimo Sire, un degnissimo banchetto d’addio>>.

Così fecero il giorno seguente i sudditi devoti, raccogliendo ogni sorta di frutto, erba, foglia, polline e fiore raro che, una volta allestita a dover la sala dei banchetti, andarono a imbandire le tavole per il sontuoso pasto della corte delle scimmie, il tutto accompagnato da robuste dosi di inebriante vino.


Fu un banchetto che al confronto anche la festa della più ricca corte di re
umani faceva ben magra figura.

(Immagine tratta da CCTV电视剧).


L’indomani, alzatisi tutti al mattino presto, lo Splendido Re Scimmia ordinò: <<Figli miei, tagliate alcuni tronchi di pino e costruite per me una zattera. Poi portatemi un ramo di bambù così da poter governare l’imbarcazione, e raccoglietemi dei frutti e fiori come provviste. Mi accingo a partire.>>

Salito sulla zattera spinta con robusti colpi di pertica, ecco che Sūn Wùkōng si avvia portato dalla corrente verso l’immensa pian dell’oceano, attraversata anche grazie a un prodigioso alito di vento che lo conduce in direzione del continente di Jambu a sud.

(Continua…)

(Immagine tratta da Tassilo 3).


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