IL CAPO DI NICALIS HA RISPOSTO VIA TWITTER ALLE ACCUSE DI RAZZISMO E ABUSI!

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Come riporta Videogamer.com, il fondatore dello studio di sviluppo ed editore Nicalis, Tyrone Rodriguez, ha risposto alle accuse di razzismo, discriminazione e sfruttamento sul lavoro mossogli la scorsa settimana da un gruppo di sviluppatori.

(Immagine tratta da Juegosadn.eleconomista.es).


La spiacevole vicenda è emersa quando Kotaku.com ha avuto modo di parlare con quattro sviluppatori esterni alla compagnia e sette ex impiegati di Nicalis che hanno riportato casi di sfruttamento, comportamento ben poco professionale e abuso verbale di cui avrebbero fatto esperienza in prima persona durante il periodo di lavoro trascorso con Ramirez.

 

(Immagine tratta da Twitter.com).


La co-fondatrice di The Game Bakers, Audrey Leprice, ha affermato che lo studio voleva collaborare con Nicalis per portare il proprio titolo Furi su console dovendo tuttavia fare i conti con una inaspettata resistenza da parte della compagnia:


“Abbiamo inviato il progetto, loro hanno valutato il costo, inviato una prima bozza di contratto e noi glielo abbiamo spedito indietro con alcune modifiche, ma a quel punto hanno iniziato a non farsi più sentire ” ha affermato Leprice.

“Non rispondevano alle email, e nemmeno alle chiamate via Skype. Abbiamo aspettato tre settimane e cercato di contattarli varie volte… Alla fine ci hanno risposto che erano dispiaciuti e che ci avrebbero spedito una email la settimana seguente.


Il tempo è trascorso, siamo andati all’E3 (dove anche loro erano presenti) e abbiamo proposto di incontrarci in quell’occasione. Abbiamo ricordato loro quanto fosse importante agire rapidamente. Data la mancanza di vera comunicazione alla fine abbiamo inviato un messaggio email in cui scrivevamo che l’accordo era saltato”.

(Immagine tratta da Nicalis.com).


In un altra occasione un ex impiegato di Nicalis piegava che il capo della compagnia stabiliva in maniera del tutto arbitraria su quali progetti concedere la priorità del lavoro.


Nicalis ha una storia consolidata di accettare più progetti di sviluppo di quanti ne riuscisse a fare in un certo periodo di tempo.
Credo che questo sia dovuto a questioni di favoritismi e a imprevedibili cambi decisionali riguardo quali progetti dovessero essere ritenuti prioritari.


Quando si trattava di sviluppare giochi, mettevano al primo posto sempre i propri titoli di spicco come Binding of Isaac e Cave Story rispetto alle opere di altri sviluppatori”.

(Immagine tratta da Kotaku.com).

Altre testimonianze riferiscono che l’ambiente di lavoro dell’azienda era continuamente sottoposto al controllo dittatoriale del capo che imponeva ritmi lavorativi ben oltre i limiti dello sfruttamento.

Rodriguez spesso obbligava i propri sottoposti a bere fino all’eccesso, pronunciando frasi a sfondo razzista e offensive verso i disabili e punendo tutti coloro che non prendevano parte alle attività sociali.

(Immagine tratta da Cgmagonline.com).


Tra le molte testimonianze vi è quella di un ex impiegato di Nicalis che ha dichiarato di esser stato oggetto di commenti offensivi da parte di Rodriguez in riferimento al suo peso.


Durante un viaggio di lavoro in Giappone, gli venne ordinato di andare a fare delle lunghissime camminate, tanto lunghe da fargli sanguinare la parte interna delle cosce.


Tyrone e suo fratello Victor, CEO di Nicalis, chiesero all’impiegato di venire a visitare un monumento storico insieme a loro ma questi rifiutò per via delle lesioni alle gambe.


“A quel punto Tyrone iniziò a dire cose come “Chi pensi abbia pagato per questo viaggio?” Fondamentalmente cercava di costringermi a venire con loro. Dissi “No, io non vengo.”” Di ritorno dal viaggio, è stato licenziato da Rodriguez. “Quando siamo tornati dal Giappone, ho avuto sentore del perché mi abbiano sbattuto fuori. Perché mi sono difeso.”


A fronte di queste ed altre testimonianze, venerdì scorso il fondatore di Nicalis ha pubblicato un messaggio su Twitter dove si scusava pubblicamente per gli abusi verbali cui aveva sottoposto i propri dipendenti, definendo il linguaggio da lui utilizzato come “inaccettabile e indifendibile”.

Avendo io stesso fatto esperienza del razzismo e della discriminazione dovrei comprendere che il mio comportamento era sbagliato ed essere una persona migliore.” Riporta il messaggio. “Se vi ho offeso – e non me ne sono reso conto fino ad oggi che avrei potuto – spero che un giorno possiate perdonarmi”.

(Immagine tratta da Videogamer.com).

 

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