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STORIE DI ARDA: UN PICCOLO CONFRONTO TRA TOLKIEN E I DUE CAPITOLI DELLA SERIE VIDEOLUDICA DELLA TERRA DI MEZZO: L’OMBRA DI MORDOR E L’OMBRA DELLA GUERRA (PRIMA PARTE).

O carissimi FollowHz, benvenuti in questa nuova puntata delle “Storie del Corvo”!

In questa occasione si discuterà di una materia non facilissima da affrontare, dato che sulle opere e sulla stessa figura di J. R. R. Tolkien, insigne filologo, professore di lingua e letteratura inglese presso l’università di Oxford, nonché scrittore tra i più grandi che il genere della narrativa fantastica abbia mai conosciuto negli ultimi cento cinquant’anni, si sono spesi interi oceani di inchiostro sia fisico che digitale cercando di analizzare minuziosamente gli elementi costitutivi della sua monumentale opera narrativa.

(Immagine tratta dal canale Youtube Eruantano).

Sia che si tratti delle fonti di ispirazione, dei caratteri dei personaggi, del modo in cui sono stati rappresentati gli ambienti, i paesaggi , gli animali e le creature fantastiche, il tutto formulando le più diverse interpretazioni sull’estetica e la (presunta) ideologia dietro ogni fatto raccontato, dando interpretazioni alle volte in maniera corretta altre (molto più di frequente) in maniera del tutto arbitraria.

(Immagine tratta dal canale Youtube the RadBrad).

Una impresa che sembra davvero ardua, quella di parlare dei racconti e delle vicende che hanno animato libri quali il Silmarillion, Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli e di metterli a confronto con i due titoli videoludici ad essi ispirati (ovvero la Terra di Mezzo: l’Ombra di Mordor e la Terra di Mezzo: l’Ombra della Guerra) al pari di quella che Frodo e Sam Gamgee compirono quando intrapreso il grande viaggio che li avrebbe portati a distruggere l’anello di Monte Fato (ed è probabile che questa stessa sensazione l’avranno avuta molti registi, sceneggiatori e sviluppatori di videogiochi quando tentarono, con discreti risultati nelle migliori delle ipotesi, di approcciarsi a delle opere così complesse come quelle del Professore di Oxford) ma ci si proverà comunque tentando di fare cosa gradita a voi incalliti tolkeniani e cultori degli RPG avventurosi.

Parlando dei due capitoli della serie Middle Earth, sviluppati da Monolith Productions e pubblicati da Warner Bros Interactive Entertainment rispettivamente tra settembre e novembre 2014 e il 10 di ottobre 2017, si può ben dire che si tratta di due capolavori del genere Action RPG.

Ambientati in un periodo compreso tra gli eventi narrati ne Lo Hobbit e e quelli del Signore degli Anelli, l’Ombra di Mordorl’Ombra della Guerra vede per protagonista Talion, ramingo di Gondor la cui famiglia è stata trucidata da una armata di Uruk-Hai dopo che questi avevano attaccato e riconquistato il Cancello Nero momentaneamente sottratto al dominio di Sauron da un gruppo di soldati gondoriani.

(Immagine tratta dal canale Youtube the RadBrad).

A guidarlo verso un lungo e periglioso viaggio allo scopo di vendicarsi dell’oscuro signore di Mordor è lo spirito del defunto nobile Elfo Celebrimbor, fabbro cui si deve la creazione degli Anelli del Potere, il quale era stato prima ingannato poi fatto uccidere da Sauron durante la Seconda Era.

 

(Immagine tratta dal canale Youtube the RadBrad).

Legato all’antico Signore Elfico da una maledizione, Talion dovrà riuscire a annientare la Mano Nera, uno dei più temibili ed enigmatici servitori di Sauron, e per farlo dovrà creare una armata di Orchi che possa contrastare quello della terribile entità agli ordini dell’Oscuro Sire.

Con l’aiuto fornitogli dallo spettro di Celebrimbor, il Ramingo riesce a controllare la mente di diversi Uruk e a intraprendere varie missioni (spesso con il supporto di vari altri personaggi quali il nano Torvin, l’ umana Lithariel, figlia di Dama Marwen, regina del reame costiero della Riva presso il Mare di Núrnen in costante guerra con le forze di Sauron, Dama Galadriel, il generale gondoriano Castarmir, sua figlia Dama Idril e vari altri) che culmineranno in un parziale trionfo sull’Oscuro Sire, il cui potere verrà contrastato fino alla resa finale dell’eroico Talion che si vedrà mutato in Nazghul fino alla definitiva sconfitta di Sauron ad opera di Frodo Baggins e del resto della Compagnia dell’Anello, momento che segnerà la liberazione degli spiriti tormentati di Talion e Celebrimbor.

(Immagine tratta dal canale Youtube the RadBrad)

Come si può vedere (anche solo dando una occhiata distratta di pochi minuti a un qualsiasi gameplay dei due giochi) la storia dietro alla serie è talmente avvincente da fare scintille come lo farebbero i racconti scritti dal Professor Tolkien o le relative trasposizioni cinematografiche di Peter Jackson, da cui i due RPG traggono fortemente ispirazione.

Si perché la parte maggiormente riuscita dei due giochi La Terra di Mezzo: l’Ombra di Mordor e la La Terra di Mezzo: l’Ombra della Guerra risulta essere proprio quella immersiva: elementi come la presentazione della storia nei due titoli, l’uso sapiente di vari momenti di flashback e dei dialoghi, unita a una grafica di straordinaria qualità e una colonna sonora altamente evocativa (opera di compositori del calibro di Nathan Grigg, Gary Schyman e Kelli Schaefer) riescono a rendere ben partecipe il giocatore all’interno della storia, quasi come se potesse rivedere la trilogia dei film di Peter Jackson come fosse parte attiva delle vicende e non semplice spettatore.

(Immagine tratta dal canale Youtube the RadBrad)

Certo, sensazioni simili le si potrebbero provare anche giocando a moltissimi altri titoli RPG usciti negli ultimi anni, ma probabilmente poche sono le opere in grado di rendere questo tipo di coinvolgimento con lo stesso grado di qualità riscontrato nei due capitoli della serie realizzata da Monolith Productions: a tratti sembra quasi di trovarsi di fronte a due film realizzati da Jackson quasi “prestati” al mondo dei videogiochi.

(Continua…)

(Immagine tratta dal canale Youtube Eruantano).


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