XBOX GAME PASS E’ UN SERVIZIO EQUO ANCHE PER GLI SVILUPPATORI

Salve a tutti cari followHz,


Xbox Game Pass, il servizio ad abbonamento di Microsoft spesso definito come il Netflix dei videogame, è stato oggetto di un panel a Gamelab 2019, dove è stato particolarmente elogiato dallo sviluppatore Dino Patti, ex capo di Playdead e ora fondatore di Coherence e Jumpship.
Secondo Patti infatti, quello di Microsoft è forse l’unico servizio equo sia nei confronti dei giocatori, sia in quelli degli sviluppatori e lo ha precisato con queste parole:

Con i modelli di abbonamento, ci sono due punti di vista: quello del consumatore e quello dello sviluppatore. I consumatori vogliono il maggior numero di giochi possibile, possibilmente a buon mercato … Ma lo sviluppatore deve guardare a quello che l’affare offre loro“.

Potrei essere un po’ di parte, ma con Game Pass è la prima volta che un abbonamento è quello che potrebbe essere considerato giusto per gli sviluppatori. Tutti gli altri modelli di business che sono stati suggeriti con gli abbonamenti non hanno mai funzionato perché non sapevano di cosa gli sviluppatori avevano effettivamente bisogno“.

 

E’ ovvio però come ci sia chi non la pensa come lui, infatti Fredrik Wester (CEO di Paradox), ha un punto di vista un po’ diverso, per via degli interessi del suo studio:

“Spotify ti paga a seconda di quante volte la tua canzone viene riprodotta. Netflix ti paga una quota fissa che dipende da quanto valuta la tu serie TV. Sono modelli molto differenti, ed è quello che succede anche con il Game Pass. OnLive ad esempio paga a seconda di quante ore viene utilizzato il gioco. Ora, noi di Paradox amiamo quel business model, perché la gente gioca ai nostri giochi anche per 3-4000 ore. Mentre il modello del Game Pass, per noi, è comunque valido, ma crediamo di non essere pagati abbastanza, perché la gente gioca ai nostri titoli molto più di quanto non utilizzi un single-player o un videogame narrativo”.

Nonostante Wester abbia tale opinione in merito, Paradox non ha fatto mancare la sua adesione al servizio Xbox Game Pass per PC con giochi come Imperator: Rome, Surviving Mars e Tyranny già disponibili per gli abbonati.

Cari followHz che dire, a mio avviso questo modo di agire è profondamente incoerente ma è lecito anche che si cambi idea…chissà cosa lo ha spinto a farlo.

Fosse stati nei panni di Paradox, avreste continuato a seguire la linea seguita in precedenza o avreste fatto come Fredrik Wester?

 

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