Salve a tutti cari followHz,
quest’oggi voglio parlarvi di un ragazzo di quindici anni di nome Michael appassionato di videogiochi, nello specifico quelli ambientati nello spazio come ad esempio Elite Dangerous“.


Un giorno le condizioni di salute dell’adolescente (malato da tempo) sono peggiorate, il giovane infatti era costretto a giocare socchiudendo gli occhi a causa di un rigonfiamento del viso.
In quel momento di sconforto, lo zio di Michael ha postato un tweet in modo da condividere con tutte le persone le condizioni strazianti del nipote deceduto due settimane dopo.

A seguito del tweet, lo zio di Mike è stato immediatamente contattato da Paige Harvey, community manager di Frontier Developments. La community manager si è mobilitata subito per aiutare Michael nei suoi ultimi giorni di vita. Il giorno seguente, lei e la sua collega Sally Morgan-Moore hanno visitato Michael nel reparto di oncologia di Addenbrooke e, come promesso, hanno portato molti regali per il ragazzo, tra cui un poster firmato da tutti coloro che hanno contribuito allo sviluppo del gioco.
E’ inutile dire che la storia ha mobilitato l’intera community che non ha mancato di far sentire il suo appoggio attraverso le più varie dimostrazioni di affetto,ad esempio gruppi Facebook, Twitter e post sul forum di Elite esortavano Michael a fare esplorazioni con altri giocatori nella galassia di gioco. Addirittura un utente conosciuto sulla community del gioco come Picard, ha scoperto un nuovo mondo simile alla Terra e l’ha ribattezzato con il nome del ragazzo offrendosi di mostrarglielo.
Tutta questa mobilitazione ha fatto bene sia a Mike che ai suoi genitori, infatti per il ragazzo il sostegno e la presenza di alcuni componenti della community gli hanno donato la forza per esplorare la via lattea e (cosa più importante) ritrovare l’umore, la vivacità e fare qualche passo fuori dalle quattro mura del reparto ospedaliero, cosa inauspicabile fino a pochi giorni prima, mentre per i genitori (cosa per me altrettanto fondamentale) sono stati un importante aiuto psicologico facendogli sentire il loro sostegno.
mike

Cari followHz, questa storia mi ha fatto riflettere molto e, sin dalle prime righe il pensiero è stato chiaro ed è corso subito alla vecchia storia del connubio videogiochi/violenza.
So che chi frequenta questo sito ritiene quell’accostamento una fesseria, quindi se ne avessi il potere farei arrivare questa storia a tutte le grandi testate giornalistiche che in passato hanno demonizzato i videogiochi e farei loro questa domanda: dopo aver letto questa storia , siete ancora convinti della vostra tesi?

 

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