STORIA E STORIE DEL CREATORE DI CONAN: ROBERT ERVIN HOWARD, IL BARDO DI CROSS PLAINS!

Salve cari FollowHz e benvenuti in una nuova puntata di “Le Storie del Corvo”!

La storia di cui si parlerà oggi riguarda una figura che ha segnato profondamente il mondo della moderna letteratura fantastica e, di conseguenza, anche l’immaginario legato ai videogiochi. Già perché, in maniera diretta o indiretta, sono molti i giochi che hanno tratto ispirazione dai suoi racconti o dai film che hanno avuto per protagonisti alcuni dei suoi personaggi più famosi (tanto per fare qualche nome, possiamo citare Age of Conan: Hyborian Adventures, l’MMORPG rilasciato dallo sviluppatore ed editore norvegese Funcom nel 2008 per PC, o il recentissimo Conan Unconquered, titolo strategico uscito il 29 maggio sviluppato da Petroglyph Games ed edito sempre da Funcom, o ancora opere che hanno fatto a storia del settore come la serie di Rastan Saga, edita da Taito tra il 1987 e il 1991, e il platform hack’n’slash di Capcom Magic Sword).

Qualcuno di voi, o lettori, avrà certamente capito di chi si sta parlando: si tratta di Sua Immaginifica Eccellenza Robert Ervin Howard, genio folle e sognante che con i propri racconti ha forgiato un intero genere, lo Sword and Sorcery il cui personaggio più famoso è proprio quel Conan il Cimmero che con le sue avventure a conquistato la mente e il cuore di generazioni di lettori. 

Il buon Robert, soprannominato “TwoGun-Bob” dall’illustre amico Howard Philips Lovecraft (altro grande pilastro imprescindibile della letteratura fantastica del XX secolo), ebbe i natali a Peaster, una piccola cittadina del Texas, il 22 di gennaio 1906, unico figlio di Isaac Mordecai Howard, di professione medico itinerante, e di sua moglie Hester Jane Ervin Howard (figura quest’ultima che rivestirà un ruolo cruciale nello sviluppo caratteriale e nello stile narrativo di Bob).

La sua infanzia fu segnata dai continui spostamenti che il dottor Howard doveva di continuo effettuare per lavoro attraverso varie cittadine dello stato.

Ultimo di questi viaggi fu quello verso la cittadina di Cross Plains, dove il futuro scrittore trascorrerà il resto della propria esistenza, fatto eccezione il periodo di studi trascorso presso il vicino centro abitato di Brownwood.

Esperienze che determinarono in modo importante il suo carattere e la sua visione del mondo furono l’impatto con la scuola, verso la quale proverà una forte ostilità sia come istituzione (nonostante la passione per la lettura e l’apprendimento, caratteristica trasmessa dall’adorata madre, trovò la scuola come un luogo estremamente limitante e giunse a sviluppare un forte odio per l’autorità) sia per aver subito sulla propria pelle il fenomeno del bullismo (fenomeno antico come il mondo, e che allora come adesso non sarà certo stato facile da superare, specie per un ragazzino intelligente eppure introverso e amante dei libri come poteva essere Bob in quegli anni) cosa che lo spingerà a dedicarsi alle discipline sportive come boxe, equitazione, corsa, sollevamento pesi, in modo da poter temprare al meglio il proprio corpo e non dover subire ulteriori angherie ( nel caso del pugilato poi, gli fu utile come spunto per la creazione del personaggio di Steve Castigan, il rissoso marinaio protagonista di una serie di avventure dal tono insieme drammatico e umoristico).

Altri fattori che contribuirono a dare forma alla sua visione del mondo, intrisa di un certo pessimismo cosmico verso al civiltà e la condizione umana, furono i racconti che spesso udiva riguardo sparatorie, linciaggi, faide sanguinose e attacchi di indiani, oltre ad aver visto con i propri occhi gli effetti negativi del boom petrolifero che ha interessato proprio in quegli anni Cross Plains e una lunga serie di altre cittadine dei dintorni.

Suoi modelli letterari negli cruciali della formazione furono Jack London (particolarmente il suo libro sulla reincarnazione e il ricordo di vite passate, Il Vagabondo delle Stelle), Rudyard Kipling, il poeta persiano Omar Khayyam, William Shakespeare, Thomas Bulfinch, Rafael Sabatini, Edgar Rice Borroughs, tutti autori la cui lezione in termini di maestria narrativa, saranno ben assimilati dal nostro Bob.

La sua carriera come scrittore, dopo un periodo speso a svolgere varie mestieri a Cross Plains, iniziò con la pubblicazione del suo primo racconto, “Lancia e Zanna (in originale Spear and Fang)” una avventura ambientata nell’età della pietra sulle pagine della rivista Weird Tales, specializzata nella pubblicazione di storie fantastiche e soprannaturali. Dopo un periodo di assestamento, nuove storie fecero la propria comparsa sulla rivista e poco per volta il buon Bob si costruisce un solido seguito di lettori: racconti dalle ambientazioni più disparate presentano al pubblico un ampia gamma di personaggi pittoreschi e affascinanti, come Solomon Kane, avventuriero puritano del XVI secolo, Kull di Valusia, barbaro di una remota epoca antidiluviana precursore del più celebre Conan, Kirby O Donnell, esploratori delle steppe asiatiche, il guerriero medievale irlandese Turlough Dubh O’Brien, il summenzionato Steve Castigan e, naturalmente, l’eroe più famoso di tutti, colui che in se ha incarnato le migliori qualità dei rappresentanti dell’anima selvaggia contrapposta alla civiltà, struttura corrotta e degradante, destinata inevitabilmente al tracollo.

Apparso per la prima volta nel racconto “La Fenice sulla Lama”, Conan il Cimmero (datato dicembre 1932) sarà protagonista di un gran numero di racconti nel quale l’autore esprime tutta la propria filosofia esistenziale e la propria estetica, l’amore incondizionato per la libertà e la vita priva di costrizioni sociali e falsamente perbenisti, una vita sempre sognata, agognata e mai veramente concretizzata nella propria realtà quotidiana.

Di fatto Bob TwoGun, fatte salve alcune brevi parentesi, non conoscerà mia altri orizzonti al di fuori di quelli della periferia texana, e tra alti e bassi in famiglia e una intesa storia sentimentale con la giovane maestra di scuola Novalyne Price Ellis, continuerà a donare al mondo molte meravigliose storie, (verso il periodo finale della propria carriera, prevalentemente western) fino al periodo più cupo della sua esistenza. La salute della sua amatissima madre, da lungo tempo malata di tubercolosi, peggiorò sensibilmente fino al punto di non ritorno.

Affranto dal dolore, Robert E. Howard prese la propria pikstola Colt 380 e si sparò un colpo alla tempia. Correva l’anno 1936.

Con questo atto disperato si chiudeva, all’età di 30, la vita intensa, cupa eppure poetica del del bardo di Cross Plains.

C

 

 

 

 

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