Cari GameHz,

peccato…credo che sia proprio questa la parola da utilizzare per Forspoken, ultima fatica di Square Enix realizzato con il motore grafico interno alla casa di sviluppo, il Luminous Engine. È un vero peccato perché il gioco nasceva con grandi potenzialità, tante quanto erano le aspettative (che ormai abbiamo capito quanto sia sbagliato averle, soprattutto in ambito videoludico). Nonostante questo, l’inesorabile rinvio ha colpito anche Forspoken, facendo slittare la data d’uscita ad inizio 2023, rispetto a quella originale di ottobre 2022. Noi di 4gamehz abbiamo provato la versione Pc e, seppur tra tante criticità tecniche, ci verrebbe da dire: “signora, il ragazzo è intelligente ma non si applica, è svogliato”.   

La nostra protagonista Frey Holland (no, non c’è nessuna parentela con l’attore che interpretato Spider-Man) ha un passato difficile e trascorre molto tempo in tribunale a causa dei suoi numerosi guai con la giustizia nella città di New York. In un primo momento ci troviamo dunque nella grande mela ma, neanche il tempo di prendere dimestichezza con i comandi, veniamo catapultati in una terra sconosciuta Athia, piena di draghi, bracciali che parlano e poteri magici. Chi non rimarrebbe sorpreso? Beh, anche la nostra Frey lo è.   

Qui, dunque, inizia il vero viaggio della nostra protagonista in questa terra fantastica. Athia è un mondo con una certa profondità, bellissima ma sicuramente ha visto giorni migliori: una forza misteriosa ha travolto questa terra e ha trasformato la maggior parte delle persone, precedentemente amichevoli, in non morti ostili. Peggio ancora, un clan di matriarche armate di magia noto come Tanthe è diventato malvagio e ovviamente è ostile a Frey che si è intromessa in tutto il loro dominio.

Un viaggio che sembra iniziare bene; infatti, lo scambio di dialoghi tra la sorpresa Frey e il suo bracciale Cuff, in questa terra con una scenografia incredibile, si incastra bene ed utile a comprendere il carattere della protagonista. Da ragazza piena di incertezze e rabbia, Frey inizia piano piano ad accettare la situazione che si è appena creata, situazione utile a plasmare e ad arrotondare le sue spigolosità, lasciando comunque un po’ di spazio ai suoi eccessi di rabbia e risposte decisamente pungenti. Vogliamo usare la parola eroina? Si, ma…

Forspoken

Open World con restrizioni

Dal momento in cui Frey entra nel mondo di Athia, viene trascinata in una storia che, in pratica, la fa diventare salvatrice di una terra che non ha mai conosciuto.

Forspoken ci racconta tutto questo durante un processo che sembra assomigliare a quello classico di un gioco di ruolo open world, con un vasto spazio da esplorare, potenziamenti ecc cc. Eppure, è evidente come sia riluttante a lasciar andare le redini e lasciarci giocare in tutto quello spazio. Nelle prime due ore di apertura siamo palleggiati da un filmato all’altro con solo una breve passeggiata nel mezzo. Anche quando i filmati finiscono e torniamo nel mondo, spesso rimaniamo bloccati sul posto per un po’ di tempo in modo che lei e Cuff possano tenere una conversazione; ecco che siamo caduti nell’eccesso opposto.

Il sistema di combattimento diverte sicuramente grazie alle varie magie elementali che si possono imparare. Proprio l’apprendimento di queste risulta essere troppo semplice: sappiamo che i giochi open-world necessitano di pazienza e i potenziamenti hanno bisogno di tempo per essere appresi; invece, gli sviluppatori sembra che abbiano cercato di ridurre quella curva di apprendimento, trasformando l’intero gioco in un tutorial. Alla fine, non ci rimane altro da fare se non correre da un punto all’altro di un mondo riempito tra l’altro, di incontri con vari mini-boss con cui divertirci e da cui possiamo allontanarci liberamente…vi ricorda qualcosa? A me, Elden Ring. Tra l’altro, un altro aspetto che accomuna i due titoli riguarda il “piacere” di scalare una collina e trovare alla fine un boss che potremo affrontare o evitare semplicemente allontanandoci.

Ed è veramente un peccato, perché se le opzioni di combattimento del giocatore fossero state ampliate in precedenza, avremmo avuto più soddisfazione nell’effettuare combo e/o mosse finali. Ricordiamo che Frey non si dovrebbe limitare a sparare pietre dalle mani come un fucile automatico. Comunque, il flusso dei suoi attacchi si sposa bene con la sua abilità di “parkour magico”, che le permette di scattare e fare capriole. Quando avvengono queste congiunzioni e non sono abbastanza infrequenti, allora ci sentiamo abbastanza felice di essere stati risucchiati in Athia.

Forspoken

Subito però, il gioco riprende il sopravvento e richiede semplicemente di prestare attenzione al prossimo lungo pezzo di trama. Non sono solo i filmati. Il design del gioco ti blocca anche durante quelle che dovrebbero essere sezioni di gioco libere. Una delle prime sequenze stealth, ad esempio, mette in pausa l’azione per spiegarti che dovresti rimanere nascosto dalle guardie; quindi, ti consente di muoverti lentamente all’interno di un’area molto piccola, per poi essere interrotti da un ennesimo filmato e concludere così la fase stealth. È come se il gioco stesso stesse fermando il tempo, sabotando costantemente il proprio ritmo in modo da poter caricare il prossimo blocco; un’esperienza molto frustrante. Tra l’altro, nel tragitto stealth, dobbiamo rimanere nascosti dalle guardie che ci stanno cercando, per poi arrivare nella piazza principale del villaggio Cipal, piena di gente…e di guardie.

Campi aperti e cuori aperti

La crescita di Frey si svolge in un ampio arco che abbraccia l’intera storia di Forspoken, portando i giocatori da imponenti castelli e cittadine ad aperte pianure e campi pieni di cieli meravigliosi, fortezze fluttuanti e scintillanti, tutti raggiungibili più velocemente con le varie stazioni di viaggio rapide rappresentate dai Rifugi del Pellegrino al cui interno potremo riposarci e recuperare salute.  

I paesaggi esterni di Athia sono diversi e brillano di vita: ci sono alberi fitti, foreste colorate, pozzi di lava rosso sangue, oasi sabbiose, oceani fluenti e tanto ancora da vedere. Sebbene siano popolati da mostri vaganti, contorti e deformati dalla magia, questi regni sono vere meraviglie e rendono l’esplorazione in Forspoken incredibilmente accattivante. Servono anche come sfondo per padroneggiare l’intricato e soddisfacente sistema di combattimento del gioco.

Frey ha accesso a una varietà di magie nel suo viaggio, grazie alla magia di Cuff e al male corrotto delle streghe Tanta. Gran parte di questa magia funziona come attacco a distanza e consente di attaccare in parkour orde nemiche, ma è presente anche un set di magia da combattimento ravvicinato e una serie di altre abilità: mentre il primo può dare un riscontro abbastanza indifferente a livello di soddisfazione nello sferrare il colpo, il secondo invece riesce a trasmettere una certa soddisfazione ad ogni colpo. Concatenando bene gli attacchi e contrattacchi, dunque, si contribuisce a creare una sorta di combo che diventerà utile contro i nemici via via sempre più forti: più vi addentrate in Athia, più le minacce aumentano.  

Forspoken

Come accennato, il ritmo di Forspoken è incredibilmente veloce, con l’intero viaggio che dura circa 12-15 ore. In questo periodo, conosciamo Frey, lei conosce Athia e molteplici fili della storia che si dipanano. Cosa succedere però? Succede che ci si rende conto dopo non molto tempo che trascorrere del tempo nel mondo a volte sembra essere infruttuoso, con solo piccole novità disponibili negli angoli più bui della mappa. Se passiamo il tempo a salire di livello, otteniamo ovviamente il vantaggio che ci serve in battaglia, in particolare nelle fasi finali dell’avventura, ma le abilità di combattimento di Frey sono già così forti a difficoltà Normale che il livellamento non sembra estremamente necessario mentre si segue la trama principale. Come se tutto questo non bastasse, ci sono i Punti di Interesse, luoghi dove ottenere ulteriori ricompense per migliorarci ulteriormente, i Labirinti Sigillati, sotterranei con nemici e ricompense (i dungeon per interderci) e i Monumenti, pietre sacre dei Tantha da cui attingere potere.

In particolare, un nuovo mantello o collana possono aumentare la salute, oppure decorare le unghie in un certo modo piuttosto che in un altro tramite i Frammenti della Rovina, permette di far crescere ulteriormente le abilità. I potenziamenti possono essere trovati lungo il percorso e ognuno produce forza aggiuntiva, potere magico e una serie di potenziamenti. Naturalmente, possiamo anche eliminare queste sfide extra e quindi saltare la stragrande maggioranza del mondo di gioco.

 

Grafica e Performance

Dal punto di vista tecnico, la versione Pc di Forspoken non è tutta questa meraviglia come si possa immaginare. Nonostante l’assenza di particolari bug e/o crash, il gioco non sembra ottimizzato al meglio: abbiamo provato il gioco con due diverse configurazioni: la prima con una 3090 RTX in 2k e la seconda con una 1080ti in fullHD ma partiamo propria da quest’ultima: con i dettagli impostati su ALTI, siamo rimasti piacevolmente sorpresi con un frame-rate abbastanza stabile che soffre però nei momenti veramente concitati. Con la prima configurazione invece, impostata a dettagli massimi e RayTracing, il frame rate è molto più ballerino con bruschi cali anche in momenti del gioco decisamente tranquilli; lo stesso problema si ripresenta abbassando i dettagli. 

 Nessun salto dalla sedia per lo stupore quindi, nonostante il mondo di gioco sia praticamente vuoto e le città presenti neanche cosi troppo dettagliate. Stesso discorso vale per la colonna sonora. Come invece detto in precedenza, i dialoghi tra Frey e Cuff sono l’unica cosa che si salvano.

In conclusione…

Forspoken rimane una storia abbastanza avvincente ma ci sono crepe spalancate nelle fondamenta dell’avventura che le impediscono di essere il gioco che avrebbe voluto: il mondo di gioco è, stranamente, una di queste crepe.

Sebbene di natura meravigliosa, il mondo di Forspoken spesso sembra superfluo per una storia praticamente basata sulla narrativa. È semplicemente un percorso da percorrere, mettere in pratica le proprie abilità, imbattersi in segreti e salire di livello. Non ci sono missioni veramente importanti, solo nemici da affrontare in battaglie a volte troppo lunghe.

Anche il gioco in sè sembra strutturato attorno a questa componente: le missioni della storia semplicemente fanno apparire un punto sulla mappa verso cui Frey deve viaggiare e un altro punto ancora, una volta raggiunto il suo obiettivo. A questo, si uniscono i frequenti filmati che incatenano Forspoken ad una narrazione e ad un gameplay troppo guidati e scontati. 

Concludendo, non tutti i giochi devono essere open world e Forspoken avrebbe reso molto di più se non lo fosse stato.

forspoken luminous productions square enix

PRO

MONDO AFFASCINANTE
BUONA CARATTERIZZAZIONE DI FREY
GAMEPLAY DIVERTENTE

CONTRO

OPEN WORLD PRATICAMENTE VUOTO
DETTAGLI E ANIMAZIONI NON PRECISISSIME
IA DEI PERSONAGGI NON E’ BRILLANTE
MODELLI FACCIALI INESPRESSIVI
NON BUONA OTTIMIZZAZIONE SU PC

Forspoken

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