È il momento di incontrare Vera Wise: una giovane anglo-italiana di origine pugliese, ha 26 anni ed è della Bilancia. Professione fotografa, modella, sostenitrice della body positivity e fieramente lesbica. È figlia di Teresa e Marco, di Federico e Francesco. Vera è certamente la prima umana digitale made in Apulia, ma è reale quanto lo è la nostra vita online. È un progetto transmediale: potrà adattarsi a tutte i contenuti a cui è destinata ed a tutte le piattaforme in cui potrà muoversi. Vera è probabilmente l’essenza delle identità digitali, così fluide e poco tangibili ma finalmente concretizzate.

Ciao GameHz!
Devo ammettere che parlare di cultura ed identità digitali è qualcosa che mi appassiona particolarmente, ed oggi vorrei presentarvi un progetto che ho incontrato quasi per caso: il topic è saltato fuori proprio mentre discutevo in uno dei miei gruppi “virtuali”.
È il caso di sottolineare questa parola, perché oggi più che nei decenni passati, la realtà online ed offline sono sovrapposte, creando più livelli nella realtà stessa in cui ogni singolo individuo è perennemente connesso. In questa modo è possibile vivere simultaneamente su entrambi i piani della nostra esistenza, ovvero quello online-digitale e quello offline-fisico.
Questo è un qualcosa che viviamo tutti i giorni, per ventiquattro ore al giorno, per sette giorni alla settimana.
Così ho conosciuto Vera Wise, la prima umana digitale made in Bari.

La storia in digitale di Vera Wise

Vera è una ragazza di 26 anni, si riconosce come cisgender, lesbica e nei pronomi she/her. È bilingue, sua mamma è di origine pugliese e suo papà inglese. Di professione fa la fotografa ed è una grande sostenitrice della body positivity, ogni tanto si diletta come modella e le piace la musica funk/rock.
Quello che colpisce di Vera è il suo credere che “il futuro appartenga ancora agli umani”, un credo potente che dovrebbe risvegliare la coscienza interiore degli essere umani. Vera è anche una grande appassionata di videogiochi e di tecnologia. Ha un QR code tatuato sul braccio tramite il quale è possibile entrare per davvero nella sua vita privata e scoprire di più sulla sua persona. Molto presto sarà possibile incontrarla nel Metaverso, dobbiamo solo aspettare il momento in cui verrà implementata. Al momento è attiva sui social, specialmente su Instagram. Possiede un sito web dove si presenta a tutti noi come un libro aperto.

 

 

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Vera nasce digitalmente il 12 giugno del 2022 da un progetto guidato da Teresa Romano e Marco Tesini, i fondatori di Kabum, studio di produzione e post produzione cinematografica e virtuale, supportati dal prezioso aiuto dei due designer Federico Spissu e Francesco Dessi. Il progetto di Vera è classificabile come storytelling transmediale, significa che la perpetua 26enne potrà adattarsi a tutti gli ambiti del caso: dal cinema ai videogiochi, alle piattaforme e tutti i contesti entro i quali si muoverà.

L’idea dietro Vera è proprio quella di “restituire il futuro agli uomini”. In questo dato periodo storico, queste parole suonano come tanto delicate e piene di speranza. Per restituirci il futuro Vera parla di body positivity, inclusività e natura, argomenti di cui si continua a discutere tanto ma sembrano non venir presi sul serio anche se guardandoci intorno, capiamo che non è possibile perdere ancora del tempo. Per usare le parole del Kabum studio “il concetto chiave è rendere tutto possibile oltre i confini del pensiero. Andare oltre i limiti della realtà e non essere soggetti ad alcuna restrizione”. Continuare a sfidare i limiti, le costrizioni e le categorie di pensiero ed idee in cui ci ritriamo costretti.

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L’espressività e la mimica facciale di Vera sono ispirate a quelle di Cara Delevingne, il colore della pelle e degli occhi sono invece della influencer italiana Giulia Valentina, a metà tra il verde e l’azzurro. Il corpo è ispirato a quello di Stefania Ferrari, sinuoso e non conforme alle immagini anche stereotipate di corpi che passano sotto i nostri occhi ogni singolo giorno, partendo da Instagram fino ad arrivare all’ultimo videogioco acquistato. Vera possiede una sua memoria, creata da un software che genera immagini. Possiede dei ricordi, sbiaditi e forse poco chiari, proprio come quelli degli esseri umani. 
Il team di creatori non ha ben deciso cosa farà Vera durante la sua vita. Sicuramente si evolverà, cambierà stile, taglio di capelli. Cambierà con la società virtuale che frequenta e vive. La sua è una vita in divenire, proprio come la nostra vita, in entrambi i piani della nostra esistenza.

 

Vera Wise - digitale- kabum

 

Kabum, officina di piccole meraviglie

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Kabum è come è stato detto, uno studio di produzione e post produzione e si trova nel cuore della città di Bari. Ultimamente la Puglia regala soddisfazioni in ambito digitale e virtuale. Lo studio è stato fondato da Teresa Romano e Marco Testini. Per i membri di Kabum “internet diventa un mezzo per conoscere e diffondere storie, idee e cultura”. Offrono servizi di post produzione cinematografica, realizzano cinematiche e trailer per videogiochi, animazioni 2D e 3D e ovviamente, umani digitali.
Ecco il trailer che hanno prodotto per Vera Wise:

 

Concludendo, vorrei riportare delle parole carissime alla stessa Vera (si possono trovare sul suo sito) ma anche a noi tutti: Everything not saved will be lost – Nintendo quit screen message.
Forse è proprio questo quello che Vera cerca di farci ricordare, non dobbiamo dimenticare di salvare le cose che già abbiamo.

Se siete giunti fin qui GameHz, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di questo progetto, cosa vi trasmette l’idea di Vera e della sua umanità digitalizzata e se siete effettivamente pronti a concepire un mondo più liquido, vissuto da corpi liquidi ed identità digitali. 
Vi aspetto nel box qui sotto!

Warmest,

TerryVnBlck

 

1 COMMENT

  1. Grazie mille per l’articolo!
    Hai riportato perfettamente i nostri intenti!
    Il futuro appartiene ancora agli umani! non dimentichiamolo 😉

    Marco

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