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sembra incredibile ma, dopo tanti anni, anche in Italia arriva una nuova legge che ci fa sognare di avere un paese al passo coi tempi: il DDL Concorrenza che riconosce la figura lavorativa del content creator che riusciva a non essere riconosciuto come tale ma a pagare comunque le tasse.

DDL Concorrenza: com’è successo?

ddl concorrenza

Il cambiamento non poteva di certo avvenire in modo naturale per un adeguamento degli altri paesi europei e del mondo, infatti, è dovuta intervenire il WMF (Web Marketing Festival) portando in sede parlamentare il tema della Creator Economy il 10 giugno 2021, con un’audizione alla Camera in merito all’indagine conoscitiva sui “lavoratori che svolgono attività di creazione di contenuti digitali”.

L’obiettivo era individuare una proposta normativa per disciplinare e tutelare i creatori di contenuti digitali: una nuova categoria professionale, sempre più importante per l’economia digitale e divenuta fondamentale per l’informazione, la formazione e l’intrattenimento. Nel corso delle diverse edizioni del WMF, tavoli di lavoro dedicati hanno trattato e approfondito il tema da più punti di vista, coinvolgendo Creators tra cui Rick DuFer, Giorgio Taverniti, Andrea Panciroli, Andrea Ciraolo, Breaking Italy, Casa Surace, I Sansoni, Gli Autogol e I Soldi Spicci.

Il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva, presentato dall’On. Barzotti in anteprima al WMF 2022, trae per gran parte i suoi contenuti dal documento depositato dal WMF in sede di audizione: istanze della categoria, dati di mercato, classificazioni e informazioni di settore provenienti dalla community del WMF. Successivamente, l’On. Valentina Barzotti e l’On. Enza Bruno Bossio hanno presentato alla Commissione Attività Produttive della Camera la proposta di emendamento al DDL Concorrenza con il cd. emendamento Content Creators, approvato dalla Commissione il 14 luglio scorso.

Questo lungo e faticoso percorso legislativo è confermato anche dalle parole del WMF:

“Il Paese continua a essere bloccato per gli eccessivi costi del lavoro e per meccanismi burocratici legati alla vecchia economia. La Creator Economy, così come il mondo startup e in generale il reparto digitaltech italiano che sta trainando il nostro paese ha bisogno di un punto di svolta per continuare a giocare questo ruolo, garantire occupazione, contribuire alla digitalizzazione e non perdere competitività a livello internazionale. Affinché ciò accada, è necessario abbattere i costi del lavoro, costituire un Contratto Nazionale per i lavoratori di imprese digitaltech e startup, creare codici ATECO per tutte le nuove professionalità emerse negli ultimi due decenni e abbattere il sistema contrattuale a livelli adeguandolo ai meccanismi attuali”

DDL Concorrenza: addio zona grigia

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Così, con un emendamento, anche in Italia la figura del Content Creator è finalmente riconosciuta a livello legale in Italia, cosa che finora non esisteva, mantenendo noi lavoratori in una zona grigia dubbia del lavoro, anche in termini economici.

L’art. 28 del DDL Concorrenza recita, infatti, un’aggiunta specifica attraverso emendamento:

“l-bis) individuazione di specifiche categorie di controlli per i creatori di contenuti digitali, tenendo conto dell’attività economica svolta;
l-ter) previsione di meccanismi di risoluzione alternativa delle controversie tra creatori di contenuti digitali e relative piattaforme”

Questo DDL, inoltre, prevede anche un rafforzamento della fibra ottica in tutta Italia (dove sia fisicamente possibile) entro 60 giorni dalla richiesta con documenti per l’idoneità da creator poiché è ritenuto un lavoro a tutti gli effetti, finalmente.

Cosa ne pensate di questa nuova legge? Siete contenti? Ditecelo qua sotto!

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