Bentornati cari FollowHz,

state pronti per esplorare l’ignoto!

La capitale del Sol Levante, in occasione delle Olimpiadi Tokyo 2020, ha dimostrato la natura artistica e culturale del videogioco.

Il mondo sportivo si sta lentamente rialzando dopo la terribile interruzione portata dalla pandemia che stiamo affrontando. Europei di Calcio e Olimpiadi Tokyo 2020 sono sicuramente simboli di una lunga e agognata ripartenza. Lo stesso non si può dire del mondo videoludico, che comunque sta subendo numerosi rimandi e problematiche nel pubblicare nuove produzione. Infatti l’E3 2021 e la Gamescom in arrivo non stanno promettendo molte sorprese per la parte conclusiva dell’anno corrente, con specifici tripla A che rimangono sul filo del rasoio dell’insicurezza.

Nonostante questo al nostro fianco rimangono salde numerose saghe, che ci hanno avvicinato o fatto innamorare di questo medium. Final Fantasy, Monster Hunter, Dragon Quest e Sonic, sono alcuni dei più grandi universi che il Giappone abbia mai ideato, e ancora oggi questi mondi rimangono saldi alla loro voglia di andare avanti continuando a portare speranza quando molte altre saghe perdono pezzi del puzzle. Possiamo considerare questi franchise come dei riferimenti da cui tanti altri creativi hanno preso ispirazione, e che hanno ridefinito i canoni dell’industria. Parlando di questo concetto non possiamo non citare le splendide colonne sonore che li hanno caratterizzati, tutt’ora scelte per concerti dedicati e spesso configurate come esempi di buona musica.

Una splendida osservazione che però spesso fa solo mordente sugli appassionati di questo grande ambito, ma che viene tutt’ora visto con diffidenza dall’esterno. Pochi saranno in grado di considerare il videogioco una forma d’arte, così come fu molto difficile rendere tale il mondo cinematografico. I problemi legati alla questione si riferiscono spesso alla mancanza di dialogo sull’argomento preso in considerazione, che spesso viene trattato in maniera poco approfondita o non si dà una sufficiente prova dell’essenza culturale del videoludo. Partendo da questo, però, non possiamo che subito addentrarci nella rivoluzione portata avanti dalle Olimpiadi Tokyo 2020, che per la prima volta annunciano in sede ufficiale l’utilizzo in mondovisione delle colonne sonore dei capolavori videoludici moderni durante la cerimonia d’apertura.

Olimpiadi Tokyo 2020: La prova degli eroi dei giorni nostri.

Olimpiadi Tokyo 2020

Abbiamo citato l’uso di numerose colonne sonore mentre i paesi sfilavano nella cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Tokyo 2020. In particolare le OST scelte non sono state casuali, e ognuna di esse possiede una propria particolare importanza. Innanzitutto le canzoni scelte sono state: Dragon Quest “Overture: Loto’s Theme”, Final Fantasy “Victory Fanfare”, Tales of Series “Sorey’s Theme ~Purity~”, Monster Hunter “Proof of a Hero”, Kingdom Hearts “Olympus Coliseum”, Chrono Trigger “Frog’s Theme”, Ace Combat “First Flight”, Tales of Series “Royal Capital ~Majestic Grandeur~”, Monster Hunter “Wind of Departure”, Chrono Trigger “Robo’s Theme”, Sonic the Hedgehog “Star Light Zone”, Winning Eleven (Pro Evolution Soccer) “eFootball walk-on theme”, Final Fantasy “Main Theme”, Phantasy Star Universe “Guardians”, Kingdom Hearts “Hero’s Fanfare”, Gradius (Nemesis) “01 Act 1-1”, NieR “Song of the Ancients”, Saga Series “The Minstrel’s Refrain: Saga Series Medley 2016”, Soul Calibur “The Brave New Stage of History”.

All’interno di questo lungo insieme di opere possiamo comprendere la presenza di un pattern comune, legato strettamente alla natura delle Olimpiadi ma anche alla cultura dell’intrattenimento. In un mondo nel quale ci sentiamo quasi schiacciati dal peso di responsabilità o sopratutto da eventi tanto grandi da non esserne pienamente consapevoli, sentiamo la necessità di entrare in altri mondi, lontanissimi dai canoni del reale. In questo gli sviluppatori nipponici sono dei maestri, anche con pochi mezzi a disposizione.

Proprio per questo la scelta è ricaduta su Final Fansy, Monster Hunter, sulle serie di Tales of e Saga ma sopratutto su Kingdom Hearts, che unisce il concetto di trasmutazione del giocatore in eroe alla ricomparsa del suo lato più fanciullesco, che vede i mondi Disney come un luogo utopico in cui farsi strada verso la vetta del mondo (Non a caso la canzone scelta è quella del mondo di Hercules sul Monte Olimpo). In ciò si aggiungono delle scelte più atipiche, che ricalcano l’anima filosofica e culturale del panorama del videogioco. Ed è così che trovano spazio Chrono Trigger, Phantasy Star Universe e Nier, che non devono per forza ricalcare la semplicità che una grande fiaba può offrire, ma far capire come concetti universali possano essere trattati anche dal videogioco. Non manca anche simulazione e ambito sportivo ed E-Sportivo, così si configurano Pro Evolution Soccer e Soul Calibur.

Olimpiadi Tokyo 2020: Simboli dal Sol Levante.

Olimpiadi Tokyo 2020

Una domanda da voi lettori sorgerà spontanea. Tutto questo cosa dovrebbe rappresentare? Ovviamente per i cittadini di Tokyo elementi del genere sono ormai canonici, e non è strano dunque che per le strade si ascoltino o osservino contenuti a tema videogiochi, anime o fumetti. Non a caso infatti molte competizioni delle Olimpiadi Tokyo 2020 sono stati accompagnate da colonne sonore e sigle di anime di successo dell’ultimo periodo, con numerosi fan d’oltremare che hanno svolto quasi una caccia al tesoro. Attacco dei Giganti (Tiro con l’Arco), Demon Slayer (Puglilato), Haikyuu! (Pallavolo), Slam Dunk (Basket), Tokyo Revengers (Ginnastica Artistica) e Naruto (Equitazione).

Il punto però fondamentale di questa storia sta nell’internazionalità dell’evento stesso, che seppur sia stato organizzato da un ente esterno al mondo giapponese mantiene gli elementi più classici della regione in cui avviene. Un modo per rendere universale un messaggio che in Oriente è ormai consolidato, ma che noi occidentali facciamo molta fatica ad accettare. Finalmente la cultura videoludica, o nerd in generale, può essere considerata parte di un mondo artistico affiancato agli elementi più classici che fin dall’alba dei tempi l’hanno caratterizzato, avvicinandosi a Musica, Letteratura, Arti figurative e teatrali. Un concetto che però non deve rimanere legato al Giappone, che comunque eccelle in tutte le altre categoria prima citate, ma che anzi deve essere espanso ed affidato a figure che davvero tengono a cuore questo mondo e ambito.


Allora state seguendo le Olimpiadi Tokyo 2020? Fatecelo sapere nello spazio riservato ai commenti!

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