Goooodmoring FollowHz! Nell’universo dei videogiochi ci sono più di semplici giocattoli elettronici. In tutto il mondo vengono usati i simulatori con applicazioni tutt’altro che ludiche.

Se pensiamo ai simulatori ci vengono subito in mente quelli che consentono di apprendere come si guida un camion o un aereo, servono in vari campi ad addestrare chi dovrà svolgere lavori complessi e delicati. Ad esempio nella moderna medicina.

Partiamo dall’ambito medico

Oggi giorno è sempre più diffuso l’uso di training virtuali per allenare medici e chirurghi. Partiamo dal principio: nel corso del tempo nelle scuole di medicina si sono impiegati vari metodi per addestrare gli studenti, dai cadaveri passando per i manichini fino all’assistenza dei giovani medici durante veri interventi.
Sebbene questi rimangano oggi un supporto educativo importante sono pratiche costose e, sotto alcuni aspetti, limitanti.
Recentemente per ottimizzare la formazione degli specialisti si è iniziato ad affiancare alle pratiche tradizionali software basati sulla tecnologia VR, esattamente alla pari di quanto avviene in titoli come “Half Life: Alyx” o “Superhot VR”.

Sul mercato si trovano degli interi pacchetti formativi basati su database per la riproduzione di vari scenari, sofisticate IA in grado di replicare condizioni reali ed esperienze in realtà virtuale, basate su motori grafici molto usati in nell’ambiente videoludico come “Unity” e “Unreal Engine”. Quindi uno specialista con questi simulatori può essere catapultato in una sala operatoria virtuale prima ancora di entrare in un vero ospedale, coordinare situazioni complesse con emergenze multiple e più pazienti da trattare contemporaneamente senza dover stare in pronto soccorso durante una catastrofe, affinare le abilità col bisturi prima di tenerne uno in mano.

La “Augmented Reality-Assisted Surgery” o ARAS è quell’insieme di strumenti con cui si ricreano immagini computerizzate del corpo dei pazienti che successivamente vengono rese in 3D. Attraverso visori VR i medici possono vedere delle lesioni interne e interagire con le immagini. Ha sviluppi sia educativi che pratici: i medici possono preparasi all’intervento prima ancora che il paziente entri in sala operatoria. 
Ma i visori hanno anche altre applicazioni. All’Ospedale Cannizzaro di Catania (e in altri nosocomi in Europa) una startup tedesca, la ApoQlar, sta sperimentando una tecnologia in grado di far visualizzare, sempre attraverso visori, ai medici i risultati delle analisi del paziente (come PEC o una Risonanza Magnetica) mentre lo stesso si trova sul lettino operatorio, ponendo le informazioni nel campo visivo del medico durante l’intervento e sovrapponendo alla realtà della sala operatoria i dati clinici in 3D, dando una visione totale delle condizioni del paziente.

Realtà Aumentata
fonte: forbes.com

Un miglioramento nel campo dell’istruzione

Non tutto può essere replicato da un computer, per cui la tradizione non verrà soppiantata da un visore, però questo sistema ha un impatto positivo nel percorso di formazione di uno studente e non è un fenomeno limitato solo all’ambito medico.
Infatti esistono degli studi, che si inseriscono in un’ampia letteratura scientifica in merito, che dimostrano un incremento delle capacità di apprendimento negli studenti che studiano tramite strumenti didattici virtuali, videogiochi a tutti gli effetti, rispetto ai metodi classici. La società di ABI Research, prima del coronavirus, aveva previsto che il mercato dei VR per la formazione aziendale sarebbe cresciuto fino ad un giro d’affari di 6,3 miliardi di dollari nel 2022.

Aldilà della crisi pandemica, l’importanza di questo tema è dimostrato anche dell’interessamento di uno dei big del mercato videoludico: Sony.

La società giapponese collabora con l’ospedale universitario di Barcellona fornendo la piattaforma NUCLeUS, per la gestione delle immagini, e visori VR. L’idea è non solo quella di migliorare l’apprendimento ma anche di tutelare l’intervento chirurgico. In sala operatoria possono entrare pochi praticanti e avere un sovraffollamento in una stanza così importante può distrarre l’équipe. Per cui, il pacchetto messo in campo da Sony consente sia di trasmettere l’intervento in maniera multimediale ad un intero campus sia di tutelare il lavoro degli specialisti e, di conseguenza, la vita del paziente.

NUCLEOS
fonte: pro.sony

Simulatori per l’addestramento militare

Gli eserciti di tutto il mondo impiegano i simulatori per addestrare le truppe. Anche in questo caso, il primo riferimento logico riguarda l’addestramento dei piloti da caccia. Ma in ambito militare l’impiego di questi “videogiochi” è ampio e diffuso.
Un esempio è il sistema Engagement Skill Trainer (E.S.T.), in sostanza un simulatore di tiro in grado di replicare il comportamento di varie armi da fuoco. Pistole e fucili si comportano in modo realistico e restituiscono all’operatore sensazioni di sparo reale, come il rinculo, permettendo di simulare varie condizioni operative che i soldati si possono trovare davanti nel campo di battaglia.
Questa tecnologia permette di ottimizzare i tempi e i costi economici dell’addestramento, mettendo a disposizioni informazioni utili al miglioramento delle performance di tiro, e ha anche un beneficio ecologico: si evita di disperdere nell’ambiente migliaia di proiettili.

EST
Paracadutisti del 183° reggimento Nembo dell’Esercito Italiano si addestrano all’uso del sistema E.S.T. presso la caserma americana “Del Din” di Vicenza insieme alla 173rd  Airborne Brigade dello US Army. Fonte: analisidifesa.it

E voi conoscete altri ambiti in cui vengono usati i simulatori? Fatecelo sapere nei commenti!

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