La Vita di un (Futuro) Sviluppatore ai Tempi del CoronaVirus

Salve a tutti, cari Followhz.

Come ben ricorderete, sviluppo videogiochi, come potete vedere qui. Ma, ai tempi del CoronaVirus, come sarà cambiata la mia vita? Bé, molto poco, a dire il vero: l’unica cosa che ho perso dalla mancata frequentazione del corso in sede alla Event Horizon è solo il progetto comune: proprio come una jam, veniamo mescolati tra tutti noi sviluppatori (programmatore, 2D artist, 3D artist e Game Design). Successivamente, ci viene comunicata la parola-chiave su cui basare il nostro gioco ed il giorno della consegna.

Indie

Da quest’ultima informazione, capiamo subito, circa, quanto bello e dettagliato si aspettano il gioco. Così, partiamo alle “sparate”, ovvero, a qualsiasi idea di gioco che possano c’entrare in qualsiasi modo con la parola chiave (ad esempio: gemma preziosa o gemma biologica). Dopodiché, ci mettiamo tutti al lavoro e, a seconda delle nostre difficoltà, apportiamo modifiche alla nostra idea iniziale. Naturalmente, per un programmatore come me, avere degli artisti appresso e non adattarsi a ciò che si trova su internet, è un vantaggio, se non fosse che sono al primo anno come me e, un importante limite che hanno, è di non riuscire a creare un elemento 3D con le parti del corpo separate (cosa essenziale se poi si vuole animarlo).

IndieGame

Ma, per il resto, sto continuando comunque ad imparare tramite lezioni via Skype, come spero tutti voi. Proprio in questo periodo, dovrò sviluppare un RogueLike, in perfetto stile di The Binding of Isaac, sebbene non mi piaccia tale genere. Potrebbe stupirvi che io lo sviluppi comunque e, ormai, non sono più in quell’età per dire “lo faccio perché è un compito richiesto”, bensì, lo faccio perché mi interessa: devo programmarlo, mica giocarci. Perciò, il gioco di per sé che vado a creare, non deve necessariamente piacermi, poiché se mi piace il settore dello sviluppo, qualunque sia il genere, io lo farò sempre, persino se è il gioco delle Bratz perché ciò su cui mi concentro non è finire il gioco né interessarmi ai personaggi o altre cose, ma solo alle meccaniche che ci sono dietro a tale gioco.

IndieGame

E, a proposito del gioco che sto sviluppando (il mio RogueLike), voi non avete idea dello sclero che, non è legato alla programmazione, bensì, lo sclero più grande è dato da Unity poiché, sebbene venga impostato per il gioco 2D, per lui, il gioco resta sempre 3D (nel suo sviluppo). Questo cosa significa? Grandi risate con: sprite (cioè le immagini di ogni elemento in gioco) che variano di proporzioni e di hitbox che variano a seconda del loro asseZ, l’asse della terza dimensione.

In conclusione, vi vorrei di nuovo invitare ad approfondire la conoscenza di questo settore, poiché, è meno difficile di quel che sembra, soprattutto alle ragazze dato che, per un qualche strano pregiudizio, in Italia, sono pochissime le programmatrici, nonostante all’estero sia normale anche per una ragazza programmare e c’è, più o meno, lo stesso numero di programmatrici che programmatori.

E voi? Avete mai sviluppato un videogioco? Scrivetemi sul mio Instagram @MrWatty97 che sono molto curioso!

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