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STORIE DEL CORVO: TETSUO HARA E KEN IL GUERRIERO, NASCITA DI UNA LEGGENDA! (QUARTA E ULTIMA PARTE)

Salve cari FollowHz e benvenuti in questsa nuova puntata de “Le Storie del Corvo!”

La volta scorsa si era cominciato a parlare di “Hokuto no Ken”, il grande capolavoro manga e anime nato dalla collaborazione tra i fumettisti Buronson (al secolo Yoshiyuki Okamura, 16 giugno 1947) e Tetsuo Hara (Tokyo, 2 settembre 1961), conosciuto in Italia sotto il nome di “Ken Il guerriero”.

In questa opera di grande successo (sia nella forma di anime televisivo che di manga), si mescolano sapientemente i diversi generi dell’azione, avventura, il post apocalittico, le storie di arti marziali e alcuni temi legati alla cultura tradizionale giapponese (come la fedeltà, il coraggio e l’onore, componenti fondamentali del codice dei samurai noto come Bushido).

Una caratteristica che risalta in particolare è il modo in cui sono stati rappresentati i personaggi, particolarmente il protagonista.

Ispirato nella prima serie al Mel Gibson di Interceptor, al Bruce Lee degli ultimissimi film e alle pellicole di Sergio Leone, Kenshiro incarna perfettamente l’archetipo dell’”eroe di formazione” presente innumerevoli storie e cartoni giapponesi.

Erede della scuola di arti marziali Hokuto Shinken (denominata “La Divina Scuola di Hokuto) egli si trova da subito a dover affrontare una lunga trafila di terribili prove che lo forgeranno sia nello spirito che nel corpo.

Dalla prima serie Ken si trova messo alla prova tanto sul campo di battaglia quanto nell’ambito degli affetti, dovendo lottare per cercare di ricongiungersi a Julia, la sua adorata fidanzata oggetto dell’amore di tanti altri lottatori, primo fra tutti Shin, membro dell’altra grande Scuola marziale che insieme a Hokuto domina tutta la prima serie, la Sacra Scuola di Nanto, Juza e Raoh, il Re di Hokuto, fratello maggiore di Ken e il più forte esponente della Scuola marziale.

Dotato di un forte senso di giustizia, Kenshiro si muove attraverso le lande desolate mondo post-apocalittico in cui si ritrova a muoversi soccorrendo chiunque si trovasse in difficoltà, a cominciare da Bart, un ragazzino che vive di espedienti e dalla piccola Lynn, una bambina rimasta muta dopo aver assistito alla morte dei suoi genitori adottivi che riacquisterà la parola grazie a Ken, evento a seguito del quale finirà per seguirlo fino alla fine della prima serie.

Oltre a tale senso di giustizia, vi è anche un altro elemento che caratterizza Ken e che lo rende degno del ruolo di erede della propria Scuola Marziale.

Al pari degli elementi migliori di entrambe le scuole di Hokuto e Nanto, (come il buon Toki, desideroso di usare le tecniche di Hokuto nella medicina moderna, in modo da poter fare del bene al prossimo, ai suoi omologhi di Nanto Shu e Rei, e a Juza delle Nuvole), egli è privo di sentimenti  e pulsioni oscuri come l’ambizione, la sete di potere sfrenata e l’egoico senso di possesso ceco ai sentimenti e alla volontà altrui.

Egli non cerca di prevaricare e, anzi, al pari di Toki (che vuole applicare le tecniche Hokuto in ambito medico) usa la propria crescente forza al servizio dei più deboli, difendendoli dai sopruso dei banditi e dei criminali che infestano il mondo uscito fuori dall’olocausto nucleare.

Egli non desidera creare regni, imporre il proprio potere tirannico sulle masse, al contrario di Shin e Raoh e, se in uno scenario duro e tetro come quello del mondo post apocalittico ciò alle volte viene visto come un punto a suo sfavore (come sottolineato dallo stesso Shin), alla fine questo si rivela come il suo vero punto di forza.

Dalle prime umilianti sconfitte fino allo scontro finale con Raoh, Ken viene forgiato   come la lama rovente di una spada tra l’incudine e il martello, e pian piano emerge il suo ruolo non soltanto di erede di Hokuto, ma addirittura di salvatore di quel mondo uscito polverizzato dalla tragedia atomica (i riferimenti messianici, a lui come ad altri personaggi, ripresi dalle tradizioni occidentali e orientali si sprecano a non finire, insieme a quelli del Bushido).

Questa differenza fondamentale decreta il trionfo finale di Ken sui propri avversari più temibili, sia nella prima che nella seconda serie, i quali, pur mostrando barlumi di nobiltà e senso dell’onore, come stelle super giganti in procinto di esplodere sono destinati a consumarsi, poiché l’ombra stessa della brama di potere e lo smisurato senso di possesso ne decreteranno la caduta.

(Immagini tratte da Hokuto no Ken, Top 70 80 Cartoon e PIANETA SAYAN ).


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