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Recensione Pokémon Spada e Scudo

Bentornati cari FollowHz,

State pronti per esplorare l’ignoto!!!

Impossibile non notare che nell’epoca moderna basta un semplice tweet per scatenare un inferno vero e proprio. Esasperazioni, Eufemismi e azioni folli fanno parte del ciclo vitale continuo dei social network, seppur certe volte nascano polemiche su argomenti basati su semplici mezzo di intrattenimento. Ovviamente non posso non riferirmi all’eclatante caso delle minacce inferte dai fan nei confronti degli sviluppatori di Game Freak,produttori di Pokémon Spada e Scudo. Un atto nato dalla semplice delusione per una qualità del titolo che pecca sotto determinati punti di vista, ma che è sfociata in messaggi intimidatori sempre da evitare in luoghi virtuali di questo genere. Oggi, però voglio distaccarmi dai preconcetti creati da una fanbase certe volte esagerata, voglio osservare in maniera soggettiva e con una puntina di oggettività le caratteristiche principali di questo nuovo capitolo della saga dei mostriciattoli tascabili, cercando in ogni modo di scardinare l’alone di negatività sorto intorno a questo videogioco, cercando però di evidenziare i punti forti e quelli più deboli appartenenti a questo prodotto.



Iniziamo dicendo che fino ad adesso è stato molto difficile riuscire ad abbandonare il concetto di More of The Same che stava attanagliando le varie generazioni Pokémon, cosa in parte fallita con le versioni Sole e Luna. Dunque l’attesa per il passaggio 3DS-Switch preannunciava una nuova epoca per i fan di questo franchise. Purtroppo però la meccanica dei capopalestra da sfidare per ottenere medaglie necessarie al proseguimento del titolo è rimasta e rimarca la sua imponente presenza, anche se stavolta risulta un po’ diversa rispetto al passato. Infatti le strutture improntate sulla ginnastica sono state sostituite da enormi stadi, che rendono l’idea di una competizione ufficiale assolutamente ben riuscita. E questa differenziazione dal passato è anche rimarcata da un gameplay nelle lotte aggiornato più che modificato, con nuove meccaniche ben inserite nell’ambientazione come ad esempio le Dynamax e Gigamax, che permettono al giocatore di rendere i propri beniamini delle creature giganti dalle statistiche pompate, con cambiamenti estetici e mosse esclusive in continuo aggiornamento. A questo si aggiunge un sistema di combattimento ormai consolidato, il quale manterrà intatta la propria vicinanza con gli originali vecchi capitoli.



E come non accompagnare ottime sfide all’ultimo sangue con buone musiche create da autori d’eccezione. Non parlo solo del buon caro Toby Fox, eccezionale ideatore di Undertale, ma di tutti i collaboratori che hanno lavorato nel settore musicale. Infatti le soundtrack sono di una sopraffina bellezza, calzanti al punto giusto e orecchiabili in ogni singolo istante. Un superbo lavoro di squadra che crea un organismo sonoro senza precedenti. Ascoltando poche canzoni arriverete a sentirvi dei veri allenatori e a vivere in prima persona l’amicizia con i compagni da voi scelti per proseguire in un viaggio incredibile. Con ciò mi riferisco soprattutto all’impatto emotivo che le ambientazioni riescono a donare, vivendo in prima persona scenari che mischiano il folklore fantasy britannico alle classiche città dell’attuale Inghilterra. Peccato che l’interazione con gli elementi ambientali sia profondamente ridotta all’osso, senza molta interagibilità, con troppe decorazioni e dettagli dalle texture forse da rivedere.



Uno degli elementi più richiesti dai Pokéfanatici è una trama matura e poco scontata, richiesta mai ascoltata e che anche in quest’ultimo capitolo non è stata soddisfatta. Infatti la narrativa risulta essere molto generalizzata, quasi oscurata dalla voglia di ottenere gloria che risulta essere il concetto alla base del prodotto. Un elemento non per forza negativo e che anzi rende molti personaggi più caratterizzati rispetto al passato. I dialoghi infatti sono studiati nel dettaglio per essere ironici ma profondi allo stesso tempo, e perfino l’apatia di alcuni comportamenti è resa con tale maestria da sembrare di star realmente parlando con delle figure puramente virtuali.



In sostanza possiamo riassumere l’esperienza di Pokémon Spada e Scudo in un lungo lavoro di immedesimazione del giocatore, premendo su temi come la solidarietà, l’orgoglio e la voglia di mettersi in gioco. In un’opera che anche in situazioni dove ci si aspetta una qualche sorta di evoluzione, ci si ritrova in un’approssimazione di fondo abbastanza evidente. Nonostante questo problema vi consiglio caldamente di buttare un occhi su questo prodotto poiché, seppur le modalità online non siano eccellenti, comunque una volta entrati in codesto mondo, vi ritroverete in una community sempre disponibile e pronta ad aiutare,e che come succede nelle enormi killer application, sa anche essere aspramente acida.


Aspetti Positivi:

Immedesimazione perfetta
Ambientazioni iconiche ed ispirate…
Combact System sempre moderno
Musiche da Oscar

Aspetti Negativi:

Narrativa Scarna
… però eccessivamente prive di contenuto
Elementi tecnici approssimativi
Multiplayer altalenante

VOTO: 8

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