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STORIE DEL CORVO: VIAGGIO IN OCCIDENTE, IL ROMANZO CHE HA ISPIRATO DRAGONBALL! (OTTAVA PARTE)

Salve cari FollowHz e ancora una volta benvenuti in una nuova puntata delle “Storie del Corvo”.

La volta scorsa il buon re scimmia Sūn Wùkōng aveva appreso dal maestro Subhūti strabilianti trasformazioni, oltre a cominciare a prendere confidenza con le prime tecniche per volare.

Un giorno, quando la primavera era ormai terminata e l’estate stava iniziando, gli allievi del patriarca Subhūti discutevano fra loro quando a un certo punto qualcuno chiese a Sūn Wùkōng : “In quale vita hai ottenuto il privilegio di farti bisbigliare all’orecchio dal maestro le formule per trasformarsi e per sottrarsi alle tre calamità? Le hai imparate, tutte queste cose?”

“Per dirvi tutto, onorevoli fratelli» rispose ridendo Sūn Wùkōng, “grazie all’insegnamento del maestro e al culo che mi son fatto ogni giorno e ogni notte, questi trucchetti li conosco meglio dei  miei piedi.”

“Questo bel tempo sarebbe perfetto per una dimostrazione. Orsù, mostraci che cosa sai fare.”

Colpito da queste parole, il re scimmia non vedeva l’ora di mostrare i suoi nuovi talenti: “Cari condiscepoli, datemi il tema: quale trasformazione desiderate vedere?”

“Per esempio, quella in un pino.” Wùkōng fece un segno con le dita, pronunciò le parole magiche, si scosse e si tramutò in un albero, per l’appunto un pino.

A quella vista gli studenti applaudirono, sghignazzarono e gridarono: “cara vecchia scimmia, sei proprio forte!”, senza rendersi conto che il fracasso disturbava il patriarca.

Questi uscì a precipizio, trascinandosi appresso il bastone cui era solito appoggiarsi.

“Chi è che fa questo baccano?” gridò.

Alla sua voce i discepoli ammutolirono e si rassettarono prima di farsi avanti.

Il re scimmiotto, che aveva ripreso la forma originaria e si era mescolato alla folla, dichiarò: “Mi permetto di portare a vostra conoscenza, venerabile maestro, che ci eravamo riuniti per una discussione; nessun estraneo è venuto a portare scompiglio.”

“Ma voi stavate ridendo fragorosamente e strillando” tuonò irritato il patriarca.

“Non è il modo che si confà a dei praticanti del Tao! Per un praticante aprir bocca significa sciupare inutilmente il suo soffio vitale, muovere la lingua è suscitare il pro e il contro.

Avanti, ditemi il motivo di queste vostre risa sguaiate!”

“Non sapremmo nascondervelo, maestro” confessarono i discepoli.

“È stato Sūn Wùkōng che se l’è spassata a cambiare forma.

Gli avevamo chiesto di diventare un pino, e così ha fatto.

Eravamo talmente sbalorditi che abbiamo strillato, senza renderci conto che stavamo recando disturbo.

Ci appelliamo alla Vostra indulgenza e che vogliate di perdonarci.”

“In piedi e allontanatevi!” disse il patriarca.

(Immagine tratta da CCTV电视剧).

Poi a Wùkōng : “Vieni qui. Ti chiedo: che senso ha mettere in mostra la propria forza spirituale? E poi per trasformarsi in che cosa? In un pino!

Ti sembra che lo scopo di questi poteri sia sollazzare un pubblico? Se vedessi un altro che li ha, non gli chiederesti di insegnarteli?

Certo che adesso i tuoi compagni continueranno a chiedertelo.

Per non aver noie, finirai per accontentarli; se rifiuterai, correrai dei rischi.

Ecco che hai messo la tua vita in pericolo.”

“Spero solo nella vostra indulgenza, maestro.” “Non è che ti voglia punire, ma te è meglio che tu te ne vada.”

(Immagine tratta da CCTV电视剧).

A queste parole gli occhi di Sūn Wùkōng si riempirono di lacrime: “Dove volete che me ne vada, maestro?”

“Ritorna da dove sei venuto.”

“Il fatto è che vengo dalla Grotta del Sipario d’Aqua, sul Monte di Fiori e Frutti del paese di Aolai, nel continente dell’est” rispose il re scimmiotto, cui tornò d’improvviso la memoria.

 “Ritornaci subito, se vuoi seguitare a vivere.

Qui ormai è impossibile per te restare.”

 Sūn Wùkōng riconobbe il suo sbaglio: «Avete ragione, maestro: ho lasciato la famiglia da vent’anni e non dimentico i miei, quelli di una volta.

Ma se penso al fatto di non aver ripagato nella maniera dovuta la vostra immensa generosità, non mi so decidere a partire.”

“Ma quale ingratitudine! Sarò abbastanza soddisfatto nel sapere che non mi trascinerai in qualche disgrazia, basta questo: non ti chiedo nient’altro.”

Rendendosi conto che non c’era più niente da fare, Wùkōng non poté che porgere omaggio al maestro, prendere congedo e salutare i suoi condiscepoli.

Il maestro gli disse: “Da questa partenza non uscirà niente di buono. Qualunque disgrazia provochi o qualunque macello combini, son affari tuoi; ma ti proibisco di andare a raccontare che io ti ho insegnato ciò che sai.

Alla minima parola su di me, io lo verrò a sapere: ti leverò la pelle e ridurrò in polvere le tue ossa di macaco, precipiterò la tua anima nelle nonuple tenebre, da cui non uscirai per diecimila kalpa.”

“Vi giuro che non proferirò una sola lettere del vostro nome, maestro» promise il re scimmia.

“Dirò semplicemente che ho appreso tutto da solo.”

 Dopo essersi congedato, Sūn Wùkōng si mise in disparte, tracciò il segno magico, fece una capriola e, con un balzo fra le nuvole, ritornò sul continente orientale.

(Immagine tratta da CCTV电视剧).

In poco meno di un’ora aveva già avvistato la Grotta del Sipario d’Acqua del Monte di Fiori e Frutti.

L’Affasciante Re Scimmia si sentiva allegro e pieno di energia, e  disse fra se:

“Con un corpo dal peso greve questi luoghi lasciai Alla cerca del Tao che mi rende leggero.

Per sondare del mondo meraviglie e segreti, Basta la volontà! Dura e lunga l’andata, il ritorno è facile e veloce: Sento ancora suonare le parole d’addio e già vedo l’arrivo.»

 Sūn Wùkōng aveva puntato la sua nuvola dritta sulla Montagna dei Fiori e Frutti.

Camminava in cerca del sentiero, quando udì versi di gru e grida di scimmie: il verso degli uccelli si sente fin oltre i manti delle nuvole, ma quello delle scimmie è come un singhiozzante pianto, da far morire di tristezza.

 Sūn Wùkōngsi mise a gridare a gola spiegata: «Bambini miei, sono tornato!»

(Continua…)


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