MARVEL’S SPIDER-MAN: UN VIDEOGIOCO O UN FILM INTERATTIVO?

Salve a tutti i nostri FollowHz

Dopo averlo citato un paio di volte nei miei articoli precedenti, penso sia arrivato il momento di parlarne più approfonditamente. Ebbene si, cari FollowHz: dopo aver parlato del di prossima uscita Marvel’s Avengers sviluppato da Square Enix e Crystal Dynamics, parliamo del successo targato Sony dell’anno scorso. Sto parlando ovviamente… di Marvel’s Spider-Man, di Insomniac Games. 

Un titolo molto invitante per qualsiasi fan del Tessiragnatele, non c’è ombra di dubbio. Certo: siamo reduci del recente “divorzio” tra Disney e Sony, che ha causato l’allontanamento del nostro Amichevole Spider-Man di quartiere dal Marvel Cinematic Universe, ma questo non ci vieta di goderci i passati e presenti progetti videoludici legati al personaggio ideato da Stan Lee. Nell’articolo di oggi vedremo di analizzare il fortunato gioco di Insomniac, vedendo quanto i film hanno inciso su di esso e come soprattutto abbiano contribuito a creare quel piccolo capolavoro che abbiamo imparato ad amare nell’ultimo anno. Cominceremo con le analogie con il film che che credo sia il più legato al fantomatico videogioco, ovvero lo Spider-Man di Sam Raimi. Ovviamente ci saranno Spoiler riguardanti la trama, nel caso io vi ho avvertiti.

 

LA TRAMA

Il giovane Peter Parker (Tobey Maguire), senza genitori e residente a casa degli zii, durante una gita scolastica alle industrie Oscorp viene morso da un ragno geneticamente modificato. Mentre Peter inizierà a sviluppare delle abilità sovrumane, il padre del suo migliore amico Harry (James Franco), Norman Osborn (Willem Dafoe), sperimenterà su di se un siero non testato che libererà in lui una follia omicida senza eguali. Dopo aver perso lo Zio durante una rapina finita male, Peter vendica il parente ed assume l’identità di Spider-Man, protettore degli innocenti. Tenterà inoltre di fare colpo sulla ragazza che gli piace, Mary Jane (Kirsten Dunst), senza però poterle mai confessare il suo segreto. Quando il Goblin, ovvero norman, si rivelerà al mondo, per Spider-Man inizierà la vera battaglia per la salvezza di New York City, senza esclusione di colpi, esplosioni e sangue. Il tutto culminerà con i due nemici che si smascherano a vicenda, ma solo Peter ne uscirà vivo poiché nel tentativo di uccidere il ragazzo Osborn trafiggerà se’ stesso col proprio Aliante. Una volta consegnato il corpo di Norman al figlio, senza però mai rivelare le orribili azioni che ha compiuto come Goblin, Peter sarà segnato definitivamente e ritenuto una minaccia dai Mas Media, dovendo inoltre troncare la possibile relazione con Mary Jane per tenerla al sicuro da minacce future. E credetemi: non solo questo nobile intento sarà futile, ma ce ne saranno di minacce future. Oh se ce ne saranno. 

 

SPIDER-MAN, SPIDER-MAN, DOES WHATEVER A SPIDER CAN…

La componente più importante di questo gioco, oltre alla trama, è senza dubbio il sistema di gioco del Tessiragnatele. Ma non mi riferisco solo ai comandi, cari FollowHz: parlo soprattutto delle movenze. Spider-Man nel corso degli anni si è evoluto assieme alla tecnologia. I movimenti scattosi e polimorfici delle prime versioni videoludiche col tempo si sono trasformati in graziosi oscillamenti tra le vie di una sempre più dettagliata New York Open World. La grafica stessa del titolo di Insomniac, pur essendo quasi fumettistica, dona al nostro amichevole Spider-Man di quartiere una grazia mozzafiato. Il primo film di Raimi si incentrava molto sull’accostamento dei colori, cosa che non si può certo riscontrare nei film successivi (salvo Spider-Man Far From Home). I costumi erano un po’ finti, soprattutto quello del Goblin molto simile a un villain dei Power Rangers, ma la grazia della regia e l’accostamento dei colori coprivano ogni pecca. Va bene, gli effetti speciali erano da migliorare, ma sfido chiunque a lamentarsi delle coreografie e della qualità della fotografia. Questo è esattamente quello che Insomniac ha fatto con Marvel’s Spider-Man. Il rosso sgargiante del Tessiragnatele unito al nuovo simbolo ragnesco color bianco sul torace è un tocco di classe, per non parlare poi del design dei vari antagonisti. Inoltre la bellezza visiva del gioco sta soprattutto nella Modalità Fotografica, sempre più presente in titoli del genere quali per esempio God Of War (e si, avremo modo di parlarne molto presto). Riuscire a schivare con una capriola la carica del feroce Rhino? Senza ombra di dubbio una fotografia cinematografica di qualità, se ben scattata… io lo so, ci ho provato. Questo da’ modo ai giocatori di creare le proprie sequenze di combattimento e soprattutto di diventare dei “semi Registi- Direttori della Fotografia”.

 

UN CAROSELLO DI NEMICI

Al cinema, nell’arco di quasi più di due decadi, abbiamo visto adattati per il grande schermo molti villain di Spider-Man. Basti pensare al già citato Goblin, oppure Dottor Octopus, Avvoltoio oppure Mysterio. Altri avversari del Tessiragnatele dovranno aspettare ancora un po’ per vedere il buio della sala, ma intanto ci sono i videogiochi a dar forma alla nostra fantasia. In Marvel’s Spider-Man possiamo trovare certo vecchie conoscenze quali Electro, Rhino o Shocker, ma possiamo poi vedere delle aggiunte molto interessanti come Tombstone, Mister Negative, Scorpion… ognuno di loro dotato di un design incredibile e che fa contrasto con quello del nostro eroe Arrampicamuri. Il verde di Scorpion col rosso di Spider-Man, unito a uno sfondo arancione (per esempio) dovrebbero darvi un’idea delle combinazioni visive che possono scaturire in questo titolo. Molti di questi avversari, pur essendo già apparsi in altri media, sono stati riscritti da capo e dotati di un background innovativo e tutto da scoprire. Il migliore di tutti, secondo me, è il Dottor Octopus, Otto Octavius (molto diverso dalla fantastica versione di Alfred Molina ma pur sempre con un suo fascino). Questa nuova versione del Doc rappresenta un uomo distrutto, portato al limite della follia dalle stesse forze che sperava di controllare e che lo condurranno alla rovina, facendolo diventare quello che aveva sempre odiato. Gli altri villain sono stati trattati in maniera quasi stereotipata ma lasciatemelo dire: funziona benissimo così. Un po’ tutti noi, spero concorderete, siamo stanchi di vedere questi villain giocare la parte delle povere vittime che non volevano fare del male ad anima viva ma poi è accaduto ed hanno avuto delle crisi esistenziali. Meglio lasciare il loro background avvolto nella nebbia senza dirci più di troppo sul loro conto e facendoci godere semplicemente una bella battaglia contro di loro. 

 

CONSIDERAZIONI FINALI

Appena mi sono ritrovato tra le mani questo titolo mi sono sentito soddisfatto, quando l’ho finito ho provato un misto di delusione (per via della storia un po’ breve) e di eccitazione (per aver giocato forse il miglior gioco di Spider-Man mai realizzato). Sul serio, un gioco riguardante l’Arrampicamuri con così tanti dettagli visivi, una storia coinvolgente e delle meccaniche di gioco così divertenti non credo di averlo mai giocato. Una storia con trovate, colpi di scena e che esplora come non mai la dualità Peter Parker/ Spider-Man. La parte migliore è forse stata sbizzarrirsi con la Modalità Fotografia per creare immagini ad effetto e visivamente spettacolari. Ora che si avvicina anche il momento di Marvel’s Avengers ci si chiede sempre più insistentemente se i due titoli siano collegati e se quindi nel capitolo dedicato ai Vendicatori rivedremo brevemente il caro Spider-Man di quartiere. dita incrociate che sia così, ragazzi: dita incrociate.

 

Quindi, cari FollowHz, io vi saluto e vi consiglio di recuperare la trilogia originale di Sam Raimi (sempre una goduria da vedere sia da soli che in famiglia) e soprattutto di tenere d’occhio i portafogli poiché l’uscita in Home Video di Spider-Man Far From Home è imminente. Io intanto vi do un forte abbraccio e vi auguro una buona visione.

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