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BLAIR WITCH: TREMATE, LE STREGHE SON TORNATE

Salve a tutti i nostri FollowHz

Vi siete mai chiesti cosa fareste se vi ritrovaste soli, in un bosco infestato da forze occulte che vanno oltre l’umana comprensione o il vostro controllo? Ebbene… ora avrete l’occasione di sperimentarlo! Difatti i ragazzi di Bloober Team (sviluppatori di Observer) sono pronti a catapultarvi in quella Burkittsville che tutti noi conoscenti della saga The Blair Witch Project abbiamo imparato a temere grazie al loro nuovo titolo: Blair Witch. 

Il titolo targato Bloober Team è uscito solo cinque giorni fa ed il pubblico è già in adorazione! Tra manufatti di legno, simboli arcani e tensione allo stato puro potremo finalmente sperimentare le emozioni provate dai protagonisti dei vari film, armati solamente di telecamera e di torcia elettrica. Oggi, in compagnia del nostro caro amico Massimiliano (che ci ha gentilmente fornito alcuni estratti del gameplay) esploreremo meglio il legame tra il gioco e i film. Ma per poter capire appieno cosa questo titolo ha da offrire ritengo sia il caso di fare qualche passo indietro e parlare del film originale diretto da Daniel Myrick e Eduardo Sánchez. Inutile dirvi che ci saranno spoiler sulla trama, nel caso io vi ho avvertiti…

LA TRAMA

“Ehi questa è la maxistoria di come la mia vita è cambiata, capovolta, nel Sottosopra sia finita! Seduto su due piedi, qui con te, ti parlerò di Elly, SuperWitch di Blair!” Nella città di Burkittsville (Maryland, USA), anche nota anticamente come Blair, è famosa la leggenda della strega Elly Kedward. La strega vissuta nel Settecento viene ricordata per la sparizione di alcuni bambini del villaggio, cosa che ne causò il linciaggio da parte della popolazione locale e che la costrinse a rifugiarsi nei boschi fino al giorno della sua morte. Pur dopo la dipartita della strega le sparizioni di bambini continuarono, per poi risolversi negli anni ’40 con l’arresto e l’esecuzione del serial killer Rustin Parr. Il film è ambientato nel 1994, quando tre ragazzi (Heather Donahue, Joshua Leonard e Mike Williams; che nella storia interpretano se stessi) decidono di realizzare un documentario riguardanti la leggenda di Blair. Una volta addentratisi nel bosco per girare il loro documentario i tre giovani si ritroveranno fin da subito immersi nella paranoia e nel terrore rinvenendo piccoli intagli di legno o sentendo risate fuori dalle loro tende. La vicenda culminerà nella casa dove il killer Rustin Parr aveva perpetrato i suoi omicidi e dove i tre ragazzi, in maniera non molto chiara, troveranno la loro morte per mano di un nemico sconosciuto celato alla telecamera.

HO PAURA DI CHIUDERE GLI OCCHI… E HO PAURA DI RIAPRIRLI

Veniamo ora al gioco: innanzitutto la visuale in “prima persona” è il richiamo principale al film di Myrick e Sánchez, ovvero trattasi della videocamera utilizzata per riprendere tutto ciò che accade nei boschi. Mentre i tre protagonisti originali utilizzavano questa videocamera per riprendere il documentario sulla strega di Blair, stavolta l’oggetto servirà ad un ex poliziotto, tale Ellis, per ritrovare un ragazzino scomparso proprio in quel di Burkittsville. Accompagnati dal fedele cane “Bullet” (proiettile) ci caleremo nei panni di Ellis e ci addentreremo nei terrificanti boschi di Blair, incuranti del pericolo. Bullet sarà un alleato fondamentale nella riuscita della missione poiché col suo fiuto straordinario, una piccola gamma di comandi che potremo dargli e con la sua lealtà… riusciremo a sfidare chiunque o qualsiasi cosa tenti di fermarci. Il nostro fedele amico, per essere motivato a trovare potenziali pericoli intorno a noi, andrà periodicamente coccolato o rimproverato affinché sia efficiente nel suo compito. La videocamera che ci portiamo sempre a presso, poi, nasconde qualche piccola sorpresa. prima fra tutte la Visuale Notturna, molto utile quando le tenebre avvolgeranno il bosco. Poi, altra peculiarità della videocamera, la possibilità di riavvolgere il nastro delle videocassette per rivivere gli eventi passati e trovare indizi a prima vista sfuggitici. Mentre nei film originali il fulcro dell’azione si incentrava semplicemente sull’esplorazione di luoghi sinistri e sulla fuga da entità misteriose, nel titolo di Bloober Team le cose saranno più movimentate, con un approccio più alla Resident Evil 7. Effettivamente, cari FollowHz, le meccaniche di questo Blair Witch sono molto simili al settimo capitolo della saga dedicata agli zombie: il fatto di dover lavorare coi fusibili per ridare energia alle strutture, il combattimento corpo a corpo, dover usare la torcia per illuminare ambienti poco visibili e claustrofobici… compreso pure il fatto di dover lavorare ad alcuni giochi di logica per superare certi ostacoli. Mentre la saga cinematografica si incentra su scene con lunghi Piani Sequenza questo gioco si strutturerà in vari flashback volti ad approfondire il passato del protagonista, scoprire quali demoni si annidano sotto la sua pelle e creare un legame con lui.

TREMATE, LE STREGHE SON TORNATE

E’ il turno del villan principale del gioco: il bosco di Blair! Insidioso, pericoloso, desolato… eppure allo stesso tempo abitato da qualcosa di invisibile. Dal punto di vista del comparto tecnico l’ambientazione è realizzata in maniera eccellente, dalla nebbia che avvolge tutto ciò che sta all’orizzonte ai rami che ci scricchiolano sotto i piedi al minimo movimento del piede. Rumori quali la risata della vecchia Elly Kedward oppure altri sinistri suoni (contorno principale della saga cinematografica) non mancheranno, non temete. Ogni nuova area del bosco che scoprirete racchiuderà delle insidie oppure i giochi di logica accennati precedentemente. che dobbiate dilettarvi nel cambio di un piccolo fusibile o dobbiate sfidare in combattimento una creatura delle tenebre… l’ambientazione riuscirà sempre a mettervi ansia addosso, abbastanza da rendere frenetica qualsiasi vostra azione. Gli idoli di legno o le pietre marchiate coi simboli arcani tipici delle streghe non aiuteranno di certo a rendere il bosco più accogliente, anzi funzioneranno come monito per tenervi in guardia. Ovviamente, però, non state andando ad affrontare un Predator, bensì le forze del Male in puro stile La Casa di Sam Raimi. Fidatevi però: quando vi troverete faccia a faccia con qualsiasi cosa abiti questi luoghi oscuri pregherete di andare in Guatemala ad affrontare un Predator!

CONSIDERAZIONI FINALI

I ragazzi di Bloober Team non scherzano quando dicono che vogliono terrorizzarvi, questo gioco ne è la conferma. Pur rifacendosi in molti punti a quel The Blair Witch Project che ha dato inizio a tutto nel 1999, il loro titolo gode infatti di un’anima tutta propria. Con una storia che pare un’estensione della saga più che un vero e proprio capitolo di quest’ultima, il gioco sale su un binario autonomo, che passa periodicamente dalla semplice esplorazione del territorio a una trama intrigante e ricca di colpi di scena. Le entità che popolano il bosco utilizzano un modus operandi molto simile a quello visto nei film della saga, con anche delle nuove meccaniche aggiunte proprio da questo capitolo formato videogioco. Pur con un ritmo a tratti lento (ma mai noioso) la storia procede verso una promettente soluzione, ma al contempo ogni passo in avanti vi sembrerà due indietro grazie all’atmosfera creatasi nel corso dell’avventura. Per certi versi questo gioco gode di una scrittura migliore dei deludenti sequel (Il Libro Segreto Delle Streghe- Blair Witch 2 e Blair Witch) che in ogni caso proponevano degli spunti interessanti. Il fulcro del gioco, così come dei film, è la visuale in prima persona che rappresenta l’Obbiettivo della videocamera, grazie alla quale forse riusciremo a portare alla luce l’incontrovertibile prova che le forze del male esistono davvero! Bullet, il nostro fidato amico a quattro zampe, è un compagno fondamentale per l’avventura nonché ben animato e realizzato. Anche se in futuro potremmo non rivedere altri capitoli della saga al cinema, questo gioco porta avanti la storia iniziata nel 1999 con successo. I vari finali poi… non parliamone nemmeno (da me molto apprezzati). Per concludere vi mostriamo di seguito alcuni estratti del Gameplay fatti dal nostro amico Massimiliano:

E, sempre da parte di Massimiliano, un suo giudizio personale sul gioco: 

“Seppur il gioco differisce dal sequel cinematografico e quindi è una storia a sé, il pathos, l’ansia e il senso di smarrimento rimangono immutati. Riprende un filo narrativo coi fattacci del primo film accennando alla scomparsa dei ragazzi nel 1994, nei boschi circostanti il villaggio di Blair. In sostanza, pur non avendo la stessa trama del film, lo trovo una spanna sopra ad esso, facendomi ricordare con lieve nostalgia il primo film della serie.”

Quindi, cari FollowHz, io vi saluto ringraziando Massimiliano per la collaborazione e proponendovi di recuperare la trilogia di The Blair Witch Project se non lo avete già fatto (soprattutto gli ultimi due poiché ricordate che anche un film poco apprezzato dalle masse merita una volta almeno la visione) prima di giocare questo titolo targato Bloober Team! Sia il gioco che i film vi consiglio di goderveli in solitudine e al buio, per sperimentare appieno il brivido che hanno da offrire. Io intanto vi do un forte abbraccio e vi auguro una buona visione.


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