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VIDEOGIOCHI ANCORA SOTTO ACCUSA

Salve a tutti cari followHz,
negli Stati Uniti (come ne resto del Mondo) si continua a cercare e trovare forzatamente la causa delle stragi nei videogiochi.


Anche stavolta a puntare il dito contro i prodotti videoludici è una persona che non è nuova a “comportamenti” del genere, sto parlando del presidente degli USA Donald Trump che ha puntato il dito contro i videogiochi violenti in merito alle sparatorie che si sono verificate negli scorsi giorni a Dayton (Ohio) ed El Paso (Texas), in cui si contano oltre ottanta persone fra morti e feriti.
Il presidente ha speso anche qualche parola in merito:

“Dobbiamo porre un freno alla glorificazione della violenza nella nostra società. Ciò include i videogiochi violenti e macabri divenuti di uso comune…È troppo facile al giorno d’oggi, per un giovane problematico, circondarsi di una cultura che celebra la violenza.”

per poi proseguire:

“Dobbiamo fermare e ridurre in maniera sostanziale questo fenomeno, a cominciare da subito. I cambiamenti culturali sono complessi, ma ognuno di noi può contribuire alla creazione di un contesto in cui vengano celebrati la dignità e il valore di ogni vita umana.”

Cari followHz, come voi ben saprete, gli Stati Uniti sono molto permissivi relativamente al possesso di armi da fuoco, se però magari qualcuno di voi non riesce a rendersi conto della portata della cosa, ecco spiegata la situazione in numeri: negli Stati Uniti ci sono circa 270 milioni di armi, il 42 per cento di quelle che attualmente esistono nel mondo (nonostante gli americani rappresentino il 4,4 per cento della popolazione mondiale. fonte: ilpost.it).
Tornando alle parole di Trump ed associandole ai freddi numeri, queste stridono con la politica della libera commercializzazione di armi da fuoco da parte degli Stati Uniti di cui abbiamo accennato prima, per giunta la Entertainment Software Association ha risposto alle parole del presidente ricordandogli un incontro dello scorso anno in cui sono stati prodotti numerosi studi scientifici che hanno stabilito la mancata correlazione fra videogiochi e violenza.
Uno degli autori di Torchlight è intervenuto in merito alla questione asserendo che:

“Trump incoraggia e promuove apertamente l’odio e la violenza nei suoi comizi. In tutti i paesi ci sono i videogiochi, in tutti i paesi ci sono problemi legati alle malattie mentali, ma solo negli USA si verificano queste sparatorie.”

L’ex presidente di Nintendo of America Reggie Fils-Aime, ha racchiuso in un grafico molto esaustivo il rapporto che c’è tra prodotti videoludici e violenza

 

Posto cari followHz, che persone ben più autorevoli di me hanno sbugiardato la tesi del presidente USA (come si evince dai tweet sopra riportati), da esponente dell’informazione videoludica, nel mio piccolo ritengo necessario aggiungere due parole:

come saprete, negli Stati Uniti è quasi tutto privatizzato, finanche la sanità che, se la si rendesse pubblica, sarebbe possibile portare degli psicologi prima nelle scuole, poi nelle famiglie, poi caro Donald, ti sei mai accorto che la politica statunitense rende possibile a chiunque di entrare in possesso di un’arma da fuoco? detto questo, sei proprio sicuro che la causa delle stragi sia di matrice videoludica visto che da voi è più facile comprare un fucile che avere accesso alla sanità?

Grazie tante cari followHz e scusatemi lo sfogo.


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