Gibbous A Cthulhu Adventure – L’ultima eredità dagli anni 90′

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Bentornati cari Followhz,

State pronti per esplorare l’ignoto!

Sono poche le avventure grafiche che riescono nell’intento di riproporre le emozioni vissute nell’epoca d’oro. Gibbous A Cthulhu Adventure è una di queste.

Una delle tematiche trattate come meno attenzione ai dettagli dalla defunta LucasArts era il ciclo horror dei miti di Cthulhu, ultimo rimasuglio delle varie proposte mai portate avanti dalla casa di sviluppo. Unica opera concretizzata risiede nello splendido Day of the Tentacle, che comunque non è fra i titoli ricordati con maggior amore dagli appasionati. Nonostante ciò, la tematica orrorifica ha da sempre vissuto una linfa fondamentale nel mondo videoludico.

Il tentativo più coraggioso messo in atto per creare il su citato connubio si può osservare nell’esperiemento del team Stuck in Attic, che ringraziamo per la meravigliosa opportunità offertaci. Stiamo parlando ovviamente di Gibbous A Cthulhu Adventure, che come suggerisce nel titolo rappresenta una parodizzazione dei famosi romanzi Lovecraftiani.

Questi giovani ragazzi saranno riusciti a riportare in auge un genere che difficilmente riesce a inserirsi nel panorama videoludico odierno? Scopritelo dunque nella nostra recensione, che tra linee critiche e ricordi spensierati vi potrà riportare in un’epoca speciale, con note di un triste e malinconico Halloween.

Gibbous A Cthulhu Adventure Dove ogni storia ha inizio

Gibbous A Cthulhu Adventure


Non esiste storia appassionante senza una città che riesca a incutere timore, paura e terrore psicologico. Gibbous A Cthulhu Adventure fa dunque delle ambientazioni un suo punto cardine, creando scenari dettagliati che tra elementi interagibili e puri contenuti decorativi immette un’atmosfera coinvolgente che incalza ed eleva i dialoghi ad altissimi livelli.

A fare da sostegno è presente anche una scrittura originale e frizzantina, che a patto di un’ironia certe volte fin troppo forzata dà vita a situazioni sorprendenti e che polarizzano l’attenzione del videogiocatore sullo schermo, senza disdegnare sorprese e colpi di scena. Un’ottima cura nella sceneggiatura che, nonostante appaia non all’altezza dei grandi classici, riesce a strappare più di un sorriso.

Gibbous A Cthulhu Adventure: Elementare Followhz!

Gibbous A Cthulhu Adventure


Inutile dire che uno degli elementi più importanti delle avventure grafiche sono gli enigmi, quella risoluzione dei livelli che richiede pensiero laterale e ampia dose di contestualizzazione. Per quanto Gibbous A Cthulhu Adventure basi l’intera sua avventura sugli enigmi, non sempre quest’ultimi mi si sono palesati in forma complessa o inaspettata.

A dirla tutta le varie sfide proposte da Gibbous A Cthulhu Adventure non risultano impegnativa da completare, con un sostanziale livello di difficoltà basso rispetto alle aspettative. Vi basti pensare che raramente sono rimasto bloccato in un particolare capitolo della trama, e non mi è capitato di usare soluzioni o guide in maniera incessante.

Ciò dimostra come quest’esperienza rappresenti una prima prova svolta da Stuck in Attic, che sicuramente avrà modo nell’immediato futuro di portare avanti l’evoluzione delle proprie avventure in modo da perfezionarle con concentrazione e dedizione. Una prima prova che soffre purtroppo di un problema basato sulla console utilizzata.

Gibbous A Cthulhu Adventure…in portatilità

Gibbous A Cthulhu Adventure

 


Nintendo Switch non è ovviamente una delle migliori piattaforme per giocare a un’avventura grafica, e il suo porting sulla console ibrida della Nintendo non ci appare come una mossa completamente azzeccata. Basti pensare all’imprecisione di un puntatore tarato sul mouse e un insieme di glitch e bug nel selezionare elementi nell’inventario, nonché una serie di funzioni dei joycon non sfruttate.

Un porting che dunque non rappresenta la miglior possibilità offerta al giocatore, ma che comunque vi portà far scoprire un mondo all’apparenza dimenticato.

In conclusione, prima di addentrarmi nella sintesi di questa lunga recensione, voglio darvi un importante messaggio risvegliato in me dà questo videogioco. In un’epoca di spettacolarità cinematografica, accettata o rinnegata dalle case di sviluppo senza mezze misure, opere come Gibbous A Cthulhu Adventure ci permettono di comprendere un’essenziale verità. Bastano poche righe di dialogo e degli sfondi ben congegnati per scatenare le emozioni, un mantra ormai dimenticato con la sparizione di questa categoria di videogiochi dal mercato odierno.

In definitiva: Gibbous A Cthulhu Adventure vacilla tra esperimento ben riuscito o piccola esperienza da cui partire per sviluppare un futuro grande videogioco. Sfruttando l’effetto nostalgia, l’avventura grafica approfondisce una delle ultime e meno riuscite tematiche purtroppo negate alla LucasArts, ovvero il ciclo dei miti Lovecraftiani. Un’operazione che viene svolta mettendo in atto un’ottima sceneggiatura rafforzata da splendide ambientazioni e scenari, con dialoghi sempre dettagliati e mai noiosi, lasciando allo spettatore un mordente non indifferente. Un elemento che purtroppo genera un contrappasso che danneggia pesantemente la longevità, identificabile mediante la troppa semplicità di sfide ed enigmi, che purtroppo certe volte non richiedono una dose così alta di pensiero laterale, soffermandosi piuttosto su un problem solving che offre immediatamente tutti i presupposti per essere risolto. La console su cui sperimentare l’esperienza non aiuta, data una scarsa varietà di contenuti offerti nel porting su Nintendo Switch. Un insieme di fattori che dunque ci mostra l’effettivo scopo di Stuck in Attic, che scelgono di sperimentare una prima forma del proprio percorso per far tornare in mente ai fruitori del medium gli splendidi tempi andati.

Pregi:

  • Sceneggiatura ben costruita

  • Dialoghi Interessanti con ampio mordente…

  • Scenari e Ambientazioni articolate e dettagliate

  • Tematica lovecraftiana sviluppata in modo geniale

Difetti:

  • Enigmi fin troppo semplici

  • Porting su Switch per nulla azzeccato

  • … certe volte con un’ironia forzata

  • Appare più come un primo esperimento rispetto che un vero e proprio titolo di punta della compagnia.

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Un semplice esploratore dell'ignoto, eccentrico giovane articolista sempre alla ricerca di un nuovo progetto e di una buona pizza fritta. Le idee sono pane quotidiano per me, nell'intenzione sempre di coniugare le mie classiche giornate con le passioni che mi accompagnano giorno per giorno. Nerd, Cacciatore di Mostri, Stratega ma anche Studente a tempo perso.

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