DEATH STRANDING: HIDEO KOJIMA ILLUSTRA LE CARATTERISTICHE DEL GIOCO!

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Come riporta BBC.com, recentemente Steffan Powell, inviato del notiziario Radio Newsbeat, ha incontrato Hideo Kojima per discutere della sua attesissima opera, l’Avventura dinamica Death Stranding.

Il grande maestro giapponese del game design ha dunque spiegato che il tema base dietro il gioco è quello della connessione.

“Quella odierna è l’era della connsessione” ha affermato Kojima parlando ai microfoni di Newsbeat. “Attraverso internet potremmo essere connessi come mai accaduto prima, ma ciò che sta accadendo è che le persone si aggrediscono tra loro” 

Newsbeat ha trascorso tre giorni dietro le quinte di Kojima Productions , situati a Tokyo, per poter assistere alle ultime ore di lavorazione di Death Stranding.

Lo studio stesso è alla fine di un corridoio inondato di luce bianca fluorescente, simile, a detta di Powel, all’interno di un’ astronave.

Una volta aperta la porta, le luci si accendono una a una, come un set cinematografico.

All’interno della struttura oltre 100 membri del personale svolgono tranquillamente le proprie mansioni, verificando per due volte che tutto nel gioco funzioni come previsto.

L’aria è calma, è tuttavia la totalità degli sviluppatori è ben concentrata nel portare a termine gli ultimi lavori prima del lancio, ormai prossimo.

Per la prima volta è stato possibile dare sguardo da vicino a un titolo che ha fatto discutere e sospirare la community dei videogiocatori fin dal primo annuncio nel 2016.

In questi quattro anni di sviluppo una cosa è divenuta chiara: il messaggio che Hideo-san ha voluto lanciare alla società moderna tramite la propria opera.

“Il presidente Trump in questo momento sta costruendo un muro”, ha affermato Kojima.

“Poi c’è la Brexit, dove il Regno Unito sta cercando di uscire dalla UE, e sembra che ci siano molti muri e persone che pensano solo a se stessi nel mondo.
In Death Stranding stiamo usando i ponti per rappresentare la connessione – ci sono opzioni per usarli o romperli.

Si tratta di far riflettere le persone sul significato della connessione.”

Kojima ci ha tenuto a sottolineare che il messaggio del suo gioco non è rivolto a nessun paese o comunità specifica: riavvicinare tra loro le persone è un tema universale dal suo punto di vista.


“Quando siamo connessi, abbiamo una responsabilità reciproca.

Ma i social media non sembrano considerare questa responsabilità.

“Prenderci cura del prossimo è ciò che fa stare bene le persone.

Siamo sempre stati così in passato.

“Voglio che la gente lo ricordi e lo senta nel mio gioco.”

Kojima ha poi affermato di essere “molto propenso alla solitudine” e pensa che ci siano “persone simili in tutto il mondo, specialmente i giocatori”.

“Perciò, quando queste persone giocano a questo gioco si rendono conto che esiste gente come loro in tutto il mondo.

Sapere che anche se mi trovo da solo, ci sono altre persone come me le fa sentire a proprio agio.

È quello che vorrei che sentissero quando stanno giocando”.

 

Questa è la prima uscita di Kojima da quando ha lasciato i suo precedente impiego presso Konami per aprire il suo studio.

Il nostro si è fatto un nome creando la serie Metal Gear, giochi che hanno rivoluzionato il settore diffondendo lo stealth gameplay.

Le aspettative per Death Stranding, che verrà rilasciato l’8 novembre, sono contrastanti: alcuni fan non sono sicuri sulla validità di ciò che si troveranno davanti una volta uscito il gioco.

I trailer del titolo mostrano immagini di animali morti su una spiaggia, un bambino contenuto in una bottiglia di vetro e fantasmi  unti di olio.

Molti si sono chiesti, di cosa si tratta?

I fan hanno atteso anni per poterlo scoprire e presto lo faranno.

Ma permettere ai giocatori di connettersi tra loro  non è così semplice come sembra.

Per diverso tempo le comunità di giocatori sono state afflitte da accuse di comportamento tossico mosse da parte di alcuni utenti e diversi sviluppatori, come Kojima e altri, hanno lavorato negli ultimi anni su un modo per risolvere il problema.

la soluzione proposta da Kojima consiste nel fatto che il proprio gioco possa offrire solo scambi positivi.


“Interagisci con altri giocatori dando solo il pollice in su o un Mi piace, non c’è modo di interagire tramite negativamente”, ha spiegato il game designer.

“Molto presto nel gioco si inizia a ricevere  ringraziamenti da tutto il mondo per aver introdotto oggetti che altri giocatori possono utilizzare.

“Inizierete a pensare agli altri quando giocate e a come potresti essere in grado di aiutarli.”

Potrà funzionare questo suo approccio?

Non sarà adeguatamente testato fino al momento dell’uscita del titolo, quando i giocatori di tutto il mondo daranno inizio ai loro viaggi vestendo i panni di Sam Porter Bridges.

 

Alla domanda se il gioco tanto atteso è di buona fattura, Powell ha risposto che, dopo aver trascorso quasi quaranta ore con una copia avanzata, non è paragonabile a nessuna opera vista precedentemente.

Il motivo è che risulta arduo incasellare questo gioco in uno dei generi videoludici attualmente esistente.

Al suo interno vengono fusi insieme gli elementi del viaggio, dell’avventura e del gioco di ruolo e, come ci si aspetterebbe in un gioco di Hideo Kojima, si fa larghissimo uso di scene modificate per far proseguire la storia.

Vi sono poi momenti di grande drammaticità che quasi toglieranno il respiro, e la vista dei paesaggi che circonderanno il giocatore potranno risultare un giusto premio per molte fatiche incontrate lungo il percorso.

Ma la principale meccanica di gameplay, quella incentrata sulla consegna di messaggi attraversando terreni accidentati, date le dimensioni e la scala della mappa, potrebbe risultare ripetitiva e a tratti frustrante per i giocatori che sono abituati a giochi con un più veloce ritmo.

Questa è un’esperienza che premia la pazienza e la costanza del giocatore.

Nel corso del tempo trascorso presso lo studio Powell ha avuto modo di appurare quanto l’influenza di Kojima fosse ben presente in ogni aspetto del gioco:

Dallo sviluppo concettuale e al lavoro di perfezionamento del gioco, dalla regia degli attori all’opera di montaggio dei trailer.

Non commettere errori, questo è un titolo scaturito dalla visione di un uomo: un approccio ben diverso da quelli con cui vengono realizzati molte altre grandi produzioni, in cui compiti come la creazione di trailer e lo sviluppo di prodotti videoludici sono spesso affidati in appalto ad altre società.

Kojima ha difeso il proprio modo di lavorare, dicendo: “Quando ho presentato il gioco per la prima volta alla squadra di sviluppatori vi fu un riscontro negativo.

“Fu lo stesso quando provai a creare il genere stealth nei primi anni ’90”.

Ma quando il team ha accettato di testare e costruire gli aspetti online di Death Stranding ha iniziato a interagire con esso, Kojima ha affermato che “hanno iniziato a comprendere di cosa trattava il gioco”.

“Da quel momento in poi il processo di sviluppo è andato molto veloce.”

Kojima non desidera solamente che le persone “si  divertano, ma anche che possano  entusiasmarsi, commuoversi e venir sorprese”, ma vuole anche che “riutilizzino le proprie esperienze di gioco nel mondo reale”.

“Devi tornare nel mondo reale ad un certo punto. Non puoi rimanere nel gioco per sempre.

“Voglio creare un’esperienza di gioco che la gente possa usare nel mondo reale, come pensare al modo in cui stabiliamo connessioni per interagire tra di noi.”



Come ormai risulta chiaro, quesot è un gioco molto ambizioso, ma saranno i giocatori a mettersi nei panni di Sam Porter Bridges a decidere se questa opera videoludica avrà raggiunto il suo scopo.

Chiudiamo lasciandovi al filmato tra Steffan Powell di Newsbeat e Hideo Kojima.

Buona visione!

 

(Immagini tratte da BBC Newsbeat).

 

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