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DEI E SPIRITI DEL GIAPPONE, LE FIGURE MITICHE CHE HANNO ISPIRATO ŌKAMI! (QUARTA PARTE)

Ben Ritrovati cari FollowHz!

(…riprende dalla puntata precedente)

In questo nuovo episodio delle “Storie Del Corvo” riprendiamo il filo della narrazione da dove lo avevamo lasciato la volta scorsa, quando il il Tempestoso Signore delle piane oceaniche, il nobile Susanoo, si diede a una serie di atti sconsiderati sulla terra e sul cielo, arrivando perfino a inondare dei propri escrementi le sale dei banchetti degli Dèi, e a far morire dallo spavento una ancella di Amaterasu dopo aver scagliato il corpo di un cavallo malamente scorticato giù dal tetto della sala dei vestimenti da cerimonia.

(Immagine tratta da Ukyo-e.org)

Dunque, la storia di queste figure di Dèi e Spiriti che hanno ispirato il videogioco Ōkami prosegue così: per l’Aurea Signora Amaterasu-ō-mi-kami, la vista dell’ancella morta fu il limite oltre ogni sopportazione. Furibonda per questa ennesima bravata da parte del fratello, l’Augusta Signora del Sole decise di abbandonare il proprio posto presso le grandi piane del Cielo, dischiuse il cancello di una caverna, vi entrò e si nascose alla vista del mondo esterno.

Di conseguenza, le celestiali piane del Takamagahara e le distese della terra furono avvolte dal pesante manto dell’oscurità.

Entità maligne, protette dal buio, cominciarono a percorrere indisturbate per il mondo e esalazioni mefitiche spandevano malattie in ogni dove.

Allora ottantamila eccelsi Kami si radunarono in assemblea nei pressi del fiume celestiale della Via Lattea, così da poter trovare un modo per convincere la Sacra ed Aurea Amaterasu a uscire dalla grotta e poter così tornare a illuminare il cosmo.

Fu incaricato il nobile Omoikane, Sommo Maestro del pensiero, di escogitare un piano per far nuovamente uscire l’Area Signora del Sole.

(Immagine tratta da Ukiyo-e.org).

Vennero radunati gli uccelli che annunciano il perpetuarsi della con il loro canto e venne loro ordinato di alzare un coro, poi venne presa della roccia dal fiume celeste e ferro proveniente dalle miniere di montagne celesti, e il nobile Amatsumara, espertissimo di metallurgia, forgiò uno grande specchio che venne posto davanti all’ingresso della caverna.

Dopo che illustri Kami ebbero allestito un sontuoso spazio per sacre celebrazioni, la nobile Signora Ame-no-Uzume, esperta delle arti della musica e danza, salì sopra un recipiente rovesciato e, con la splendida chioma adornata di una ghirlanda, iniziò a danzare e cantare.

La nobile Ame-no-Uzume fu così presa dalla frenesia della sua stessa danza che ne fu stregata, e perso ogni freno inibitore iniziò a denudarsi, prima scoprendo i seni e poi abbassando abbassando le vesti fino a scoprire il sesso, e a quel punto tutti gli Dèi e i Kami Celesti scoppiarono a ridere fragorosamente, tanto da far quasi sobbalzare le piane del Takamagahara.

Tanto fragorose furono le risa dei Kami da giungere alle orecchie della Area Signora Amaterasu, sempre nascosta dietro il grande masso che chiudeva la caverna.

(Immagine tratta da Ukiyo-e.org).

Indispettita, ella parlò tra sè: << Ritirandomi dentro questo antro, ho privato della mia luce le grandi piane del Cielo e la Terra dove dimorano gli esseri mortali. Cosa mai avranno da Ameno-no-Uzume e tutti gli altri Kami per fare tanto baccano invece di piangere e disperarsi?>>

Udendo le sue parole, Ameno-no-Uzume rispose: << Il fatto è, o Augusta Signora, che vi è un spirito talmente bello e luminoso da offuscare la tua luce, e così abbiamo organizzato una degna festa per darle il benvenuto e ci divertiamo a più non posso>>.

Il quel momento gli Augusti Signori Amenokoyane e Futodama avvicinarono lo specchio all’ingresso della caverna, proprio nel punto il cui più forte si poteva udire la voce di Amaterasu.

L’Aurea Signora, vinta dalla curiosità, aprì uno spiraglio e guardò la propria immagine nello specchio.

Per un momento il pensiero che una nuova, splendente Dea Solare avesse preso il suo posto la sopraffece, spingendola ad aprire ancora di più lo spiraglio .

Fu proprio in quel momento che il Sommo Amenotajikaraoo, nobile Spirito dalla grande forza, riuscì ad afferrare l’Aurea Signora per un braccio e tirandola fuori dalla caverna.

(immagine tratta da Ukiyo-e.org).

E fu così che la luce del giorno potè tornare a illuminare le grandi piane de Takamagahara e le distese della Terra, dimora dei mortali.

Così, dopo esser giunti a riconciliazione con Amaterasu, le grandi schiere di esseri celesti decisero di dare una giusta punizione a chi aveva offeso l’Area Signora del Cielo.

I Kami riuniti in assemblea imposero al Signore della Tempesta Susanoo il taglio della sua lunga barba, la privazione delle unghie, una lunga serie di doni da pagare fare come risarcimento, abluzioni purificatorie e la via verso l’esilio.

Dopo aver ottenuto asilo e ristoro presso la principessa Ohoke, l’irrequieto Signore delle piane oceaniche si diresse verso un luogo conosciuto come Torikami, dove scorre il fiume Hi, presso le contrade di Izumo.

(Immagine tratta da immagine tratta da Ukiyo-e.org).)

Un giorno vide sulla corrente un paio di bacchette per mangiare e, considerando che più monte dovessero esserci degli uomini, decise di incamminarsi in quella direzione.

Seguendo il corso del fiume, il nobile Susanoo giunse presso una casa nella quale risiedevano una coppia di anziani e una fanciulla, tutti e tre che piangevano disperatamente.

<<Chi siete voi?>> domandò loro il Sommo Susanoo.

<<Io sono un nobile signore di queste lande, mi chiamo Ashinazuchi, figlio dell’Eccelso Ōyamatsumi. Lei è mia moglie Tenazuchi, e questa fanciulla è mia figlia, la principessa Kushinadahime>>.

<<E perché piangete?>> comandò Susanoo.

<<Dovete sapere, signore, che io avevo otto figlie, ma dalla regioni di Koshi è venuta una terribile bestia, un drago dalle otto teste chiamato Yamata no Orochi, il quale ha divorato una mia figlia per ogni anno che è passato di qui. Le prime sette sono finite vittime del suo mostruoso appetito, e quella che vedete è l’ottava rimasta. Siamo disperati, perché questo è il periodo dell’anno in cui quell’essere orrendo viene a farci visita>>.

<<Qual’è il suo aspetto?>> chiese nuovamente il Sommo Susanoo.

<<I suoi occhi sono del colore del magma ardente, sul suo corpo vi sono otto teste e otto code di serpente.

Sul suo dorso crescono alberi e piante rampicanti, e tutto insieme pare di dimensioni colossali. La cosa più terrificante è tuttavia il ventre, sempre umido e grondante sangue>>.

<<Bene>> disse con enfasi solenne il nobile Susanoo. <<Sappi che il mio nome è Susanoo-no-mikoto, fratello della Sacra e Augusta Signora del Sole, Amaterasu-ō-mi-kami. Se mi concederai in sposa tua figlia, la salverò e ucciderò il mostro>>.

Prontamente Susanoo tramutò la fanciulla in pettine che si sistemò nella crocchia della propria pettinatura, poi si rivolse ai due anziani impartendo loro alcune istruzioni.

<<Ora prestatemi molta attenzione. Fermentate del sakè che sia molto forte, il più forte che riuscite a fermentare. Poi alzeremo una palizzata tutta intorno alla vostra casa con otto finestre. All’altezza di ogni finestre ponete delle grosse otri e riempitele del forte liquore, e quel punto non fate nulla, rimanete fermi a guardare>>.

I due anziani fecero come ordinato dal Sommo Susanoo, e quando tutto fu pronto, si misero ad aspettare.

Da una plumbea coltre di nubi spuntò il drago, l’orribile mostro Yamata no Orochi, il quale giunse presso l’abitazione e, sentendo il profumo inebriante del sakè, infilò ognuna delle sue otto teste entro le aperture della palizzata.

Tanto era forte il liquore che, dopo averne trangugiato fino all’ultima goccia da ognuna delle otto otri, il grande drago cadde completamente brillo in un sonno più profondo dell’oceano.

(Immagine tratta da Projectnerd.it )

Fulmineo il Sommo Susanoo afferrò la spada e tranciò, uno dopo l’altro, tutti gli otto colli dell’orrida bestia, seguitando poi macellarne il corpo fino a inondare il fiume Hi di un abisso di liquido vermiglio.

Nel mentre che l’Augusto Signore delle Tempeste continuava a colpire una delle code del drago, la sua spada finì per rompersi. Stupito, Susanoo prese la lama spezzata della sua spada e con questa incise all’altezza del punto dove aveva colpito e, magnifica sorpresa, scopri una magnifica spada affilatissima.

Tale splendido oggetto, noto sotto il nome di Ame no Murakumo, la “Grande Spada Falcia Erbe”.

Così Susanoo, il Tumultioso Signore della Tempesta e delle Piane Oceaniche, ebbe in sposa la fanciulla che aveva salvato, Kushinada-hime e prese dimora presso Suga nelle terre di Izumo, dove ancora oggi vi è un Sacro Santuario a lui dedicato.

(Immagine tratta da Kansai-odyssey.com )

 


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