LA VITA DELLO SVILUPPATORE

Salve a tutti cari followHz,
quanti di voi o meglio, di noi quando hanno iniziato a giocare ai videogiochi sono arrivati al punto di volerne programmare uno? qualcuno magari a livello casalingo ci è riuscito ma, com’è lavorare da programmatori?


Sviluppare videogiochi oggi, che sia alle dipendenze di un’azienda multimilionaria o di una realtà di medie dimensioni, il più delle volte è un incubo a occhi aperti, e anche mettersi in proprio per fare le cose in casa non è certo una passeggiata, come è stato ben documentato nel famoso “Indie Game: The Movie” uscito nel 2012.
Negli ultimi anni si sente spesso parlare delle condizioni lavorative in cui versano molti sviluppatori che spesso (sempre più di frequente) ricorrono al licenziamento.
Molti dipendenti hanno riportato testimonianze dei periodi sfiancanti di crunch time ai quali ogni azienda sottopone i propri dipendenti a ridosso delle scadenze dei progetti.
Se le condizioni di lavoro sono quelle che sono (la norma in certi casi), non si parla mai del valore economico del lavoro e delle persone che lo svolgono.
A tal proposito, Digital Trends è andata ad intervistare alcuni ex sviluppatori di aziende che hanno sede in città degli Stati Uniti dove il costo della vita è più alto della media. Da questa intervista si evince che chi lavora come sviluppatore in queste grosse aziende, percepisce uno stipendio ai limiti della sopravivenza quando non del tutto inadeguati a far fronte alle esigenze quotidiane, com’è nel caso degli studenti ancora oberati dai debiti del college.
Ora chiudete gli occhi e immaginate di essere uno studente agli ultimi esami o meglio un neo laureato di circa 24-25 anni, avete talento per il disegno e vi si presenta l’opportunità che vi lancerà nell’industria: uno stage retribuito a 12 dollari l’ora nella città più grande e più bella dell’Illinois, Chicago.
Lo stage termina e iniziate a bussare porta a porta in tutte le aziende, finchè ad aprirvi è la NetherRealm Studios che vi propone un contratto di nove mesi per lavorare su Injustice 2.
Ottimo inizio…finchè non si parla di soldi che per inciso sono undici dollari l’ora (uno in meno del tirocinio) ed un contratto a tempo pieno.
Chi è Becca Hallstedt? è la protagonista della storia che vi ho appena raccontato cari followHz, che ha accettato questo contratto perchè (giustamente) faceva curriculum.
La ragazza si è poi spostata in California presso Blizzard Enterteinment, la paga è di 25 dollari l’ora, ma affittare una stanza ne costa 1800.
Signore e signori, ho sentito la necessità di raccontarvi questa storia perchè, quando sento parlare di lavoro (specie se giovanile) sottopagato per’altro in uno dei Paesi più ricchi del Mondo mi sale un po’ di rabbia.
Mi rivolgo adesso in special modo ai giovanissimi: è giusto accettare ogni proposta di lavoro soprattutto quando si è all’inizio, trovate sempre il modo di aggiornarvi, il vostro contributo deve essere indispensabile, siate desiderosi di crescere e diventerete così bravi che una qualsiasi azienda vi vorrà a qualsiasi costo.

(Articolo tratto da: Rolling Stone)

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