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STREETFIGHTER SFIDA FINALE

Salve a tutti cari followHz,
quest’oggi ho l’onore di darvi il benvenuto in una rubrica tutta mia che ogni mercoledì alle 16 vedrà la fusione tra il mondo videoludico e la settima arte.


In questo spazio si parlerà senza peli sulla lingua, di tutti i film ispirati da videogiochi.
Detto questo, per l’esordio ho scelto un titolo famosissimo quale Street Fighter-Sfida Finale un film del 1994, diretto e prodotto da Steven E. de Souza che, nel corso degli anni ha fatto molto discutere gli appassionati della saga videoludica, eccovi un accenno della trama:

A Shadaloo, piccola cittadina costiera in un non ben precisato punto del Sud-Est Asiatico, il generale M. Bison regna come un dittatore. Dopo aver catturato cittadini occidentali, Bison pone un ultimatum alle Nazioni Alleate che lo stanno combattendo: pagare un riscatto di 20 miliardi di $ entro 72 ore o gli ostaggi moriranno. Il colonnello William F. Guile, comandante delle truppe delle Nazioni Alleate, non ci sta e promette agli ostaggi che li salverà. 

Nel frattempo, in Thailandia, Ryu Hoshi e Ken Masters, il primo giapponese dal temperamento mite, il secondo americano di carattere opposto al giapponese, si ritrovano al cospetto del boss della mafia thailandese Victor Sagat: gli stanno infatti vendendo armi potentissime che sono in realtà dei giocattoli, in quanto Ken e Ryu sono dei truffatori. I due vengono scoperti e obbligati a combattere nel giro di combattimenti clandestini di Sagat.
Il tempo stringe e gli ostaggi sono in fin di vita, ma chi ne sta facendo di più le spese è il povero Carlos Blanka: è stato infatti scelto come cavia umana per creare una bestia spietata che conosca solo odio e assassinio. Il dottor Dhalsim, un idealista pacifista, è però contrario al progetto e quindi modifica l’essere permettendogli di riconoscere il bene dal male.
A Shadaloo arriva anche una troupe televisiva composta dalla giovane giornalista cinese Chun-Li Ziang e dai suoi collaboratori Balrog, un ex pugile, ed Edmond Honda, un corpulento hawaiano ex lottatore di sumo.
I protagonisti finiscono nella fortezza di Bison, che tenterà in tutti i modi di difendere il suo impero con l’aiuto del suo braccio destro Zangief e di Dee Jay.

Partiamo dal fatto che se a questo film avessero dato un altro titolo, avrebbero fatto meno danni vista l’enorme quantità di imprecisioni nella caratterizzazione dei personaggi:
pariamo dal più evidente Guile, colonnello statunitense interpretato da Jean-Claude Van Damme (Belga), Honda che da lottatore di sumo Giapponese (nel videogioco), diventa cameraman Samoano.
Passiamo al “capitolo” Ryu e Ken: passi Ryu che tra i due è il più somigliante, ma Ken che nel videogioco viene rappresentato biondo e con i capelli lunghi, nel film è la versione marzialista e tamarra di Ken di Barbie ed è un truffatore.
Vi starete chiedendo quanto tempo sia trascorso dall’inizio del film, giusto? otto minuti, nei primi otto minuti il regista ha smontato e tritato gli eroi della mia infanzia videoludica.
Ero solo in camera che guardavo il film e, al minuto 15, l’ennesimo pugno nello stomaco: un tributo a “Goodmorning Vietnam”, si sente infatti dagli altoparlanti di un carcere, una voce che ricorda Robin Williams nel celebre film che grida a piena voce: Goodmorning Shadaloo… era proprio necessario?

Passiamo al capitolo “cattivoni”: su Vega e Sagat niente da dire, ma Zangief fa persino tenerezza, Zangief sembra il gigante buono, fa talmente ridere che somiglia più a Mr.T dell’ EA Team che al personaggio tosto del videogioco.
Per concludere, come dimenticarsi di Bison: Bison è caratterizzato abbastanza bene, viscido e infame al punto giusto ma ha solo un paio di difetti (colpa però di chi ha fatto i casting e di chi ha coreografato i combattimenti): il primo è che è interpretato da Raùl Julià che, quando l’ho visto non ho potuto fare a meno di ridere perché ho pensato al film “La Famiglia Addams”in cui interpreta Gomez, il secondo (di tipo coreografico): vi ricordate la mossa di Mr. Bison nel gioco, assimilabile ad una sorta di cavatappi? ecco, la fa anche nel film, solo che in quel caso sembra di vedere Superman con degli stivali a propulsione.
And the last but not the least, come dimenticarsi di Dhalsim? quello che nel videogioco è una sorta di santone indiano rappresentato in questo modo nel film.Concludendo, questo film, per quanto mi riguarda è stato un’aspra delusione su tutti i fronti, nonostante tutto però, nello stesso anno venne fuori (suppongo da qualche programmatore pazzo infiltrato in Capcom) un gioco ispirato al film.

 

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