Bentornati cari FollowHz,

State pronti per esplorare l’ignoto!

Si sa che le serie tv spesso appaiono come rischi insormontabili. Landflix Odyssey fonda un platform proprio su questa tematica!

I ragazzi italiani di Fantastico Studio hanno scelto d’ispirare il loro nuovo platform all’universo delle storie seriali televisive, scimmiottando molte delle produzioni dell’epoca moderna e ricalcando la dose della ricerca di sceneggiature che non siano obbligatoriamente forzate. Una sfida aperta lanciata con un guanto bianco delicato e ironico, ma sempre caratterizzato dalla pixel art.

Di conseguenza lo stile di questo videogioco indipendente si fonda sulla voglia di unire la bellezza dell’art direction con una grande quantità di contenuti nerd. Peccato che non tutto sia andato come sperato, con alcune scelte non sempre azzeccate.

Infatti uno degli elementi principali per un platform risulta proprio il suo caldo e accogliente gameplay, che seppur si sviluppi in maniera classica e splendidamente ricercata, non fa altro che elevare la frustrazione verso piani inimmaginabili, con una completa mancanza di attenzione al dettaglio, lasciando certe meccaniche fin troppo al caso.

Landflix Odyssey: Tutta una questione di batteria

Landflix Odyssey


Il plot che spinge il nostro protagonista ad avventurarsi in universi tanto famosi riguarda ovviamente lo strumento di cui ha bisogno per continuare una selvaggia maratona. Infatti la batteria del suo telecomando è scomparsa, e dunque dovrà tentare l’impossibile e cercarla in svariati mondi suddivisi in episodi, incontrando eroi a noi familiari con dovute e ironiche modifiche.

Una descrizione che dunque denota uno studio preciso ed efficace sulle scelte d’ambientazione compiute, che brillano per inventiva e sopratutto capacità d’adattamento. Il comparto artistico diventa dunque pietra miliare di Landflix Odyssey, un connubio tra atmosfere ispirate ed elementi originali.

Vi troverete ad affrontare sempre lo stesso tipo di nemici ma con connotazioni completamente diverse, nonché potendo sfruttare sempre nuovi mezzi per proseguire nella vostra avventura. Tra spade, poteri e armi trash, si viene a definire un tripudio divertente e spensierato, tendente alla monotonia se sperimentato tutto d’un fiato.

Landflix Odyssey: Per un pugno di Pixel

Landflix Odyssey


Bastano davvero poche dimenticanze per rendere Landflix Odyssey a tratti paragonabile a un rage game? Purtroppo la risposta risulta affermativa, e si basa su piccoli trucchi da sviluppatore che da sempre sono stati decantati dai migliori programmatori in circolazione.

Il tutto appare come reso ingiustificatamente complicato, con una player-friendliness che poco traspare dalle varie sezioni di Landflix Odyssey. Imprecisioni, mancanza di certi crismi in svariate meccaniche, senza citare dei tutorial non sempre convincenti.

Oltre ciò, si aggiunge uno studio e analisi delle mappe grossolano, sviluppato forse con una mancanza di cognizione e che certe volte prevedeva una sovrabbondanza di nemici ed elementi a schermo. Senza nulla togliere, sia chiaro, ad alcune fasi di gioco davvero avvincenti, dove la pressione messa in atto da nemici od ostacoli impone movimenti ben calibrati, assecondando i propri doveri in maniera abbondantemente sufficiente.

Lanflix Odyssey: Anima Arcade

Landflix Odyssey

Nonostante i problemi sopra elencati, non possiamo non citare la bellezza dell’anima che risiede in Landflix Odyssey, che cerca di riportare alla mente una delle componenti più interessanti dell’intero ciclo videoludico passato e moderno. L’Arcade, seppur appaia come fondamentalmente abbandonato, in realtà possiede tutt’ora un forte supporto da parte delle fan base incallite, ormai consapevoli del cambio operato per quanto riguarda la “casa” di questi cult.

Infatti da quei freddi ma coloratissimi cabinati si è passati a un mondo più casalingo, un universo che prende il nome di console e che Landflix Odyssey tra gli altri incarna alla perfezione. Senza scopo preciso di poter raccontare trame commoventi e con rifiniture necessarie che non ci saremmo aspettati, non possiamo che descrivere quest’opera come un tributo, che riesce a pieno ritmo ad agire e colpire nel segno, operando nella maniera più completa possibile.

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