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E’ tutto sotto Control? Ottimo lavoro Remedy!

Salve a tutti cari FollowHz!

Oggi andremo a parlare ed approfondire la nuova opera di Remedy Entertainment, probabilmente uno dei titoli rivelazione del 2019: Control!

Storia e personaggi:

In Control ci ritroveremo a vestire i panni di Jesse Faden, una ragazza all’apparenza semplice, ma che praticamente da subito si ritrova a vivere una serie di eventi per così dire “particolari”, che la porteranno in un batter d’occhio a essere scelta da una pistola per ricoprire il ruolo, da poco vacante, di direttore dell’ FBC e che le sussurrerà, attraverso la voce dell’ormai defunto Direttore, di una minaccia che ha preso quasi il completo controllo della struttura. Bene, se vi sentite confusi non preoccupatevi, perché ciò che accade non ha nulla di normale, infatti le vicende si sviluppano in un susseguirsi continuo di eventi del tutto inusuali, che ci porteranno a capire, non con qualche difficoltà, i motivi di quello a cui stiamo assistendo.

Facciamo però un passo indietro.

L’acronimo sopracitato sta per Federal Bureau of Control, che non è altro che una particolare reinterpretazione della sede della nota agenzia federale statunitense, che però sembrerebbe essere specializzata nella gestione e nello studio del tutto ciò che concerne il paranormale. Quello del paranormale, difatti, sarà il filone principale della storia narrata, nella quale la nostra protagonista si ritroverà ad acquisire dei poteri telecinetici incredibili e si imbatterà in creature e personaggi a dir poco folli, uno fra tutti il custode finlandese Ahti.

La minaccia consiste in un’entità malvagia, detta “Hiss”, che è in grado di corrompere la mente delle persone fino ad assumerne il controllo totale così da espandersi a macchia d’olio all’infinito. Essa, tra l’altro, è anche in grado di donare dei poteri ad alcuni individui più potenti, quali la capacità di generare un campo di forza che funga da scudo, nonché la capacità di usufruire della telecinesi per scagliare oggetti contro dei poveri malcapitati…insomma una cattivaccia!

Il compito di Jesse, in quanto neo Direttore, grazie all’importante aiuto dello staff dell’FBC che è riuscito a sfuggire alle brame del male, sarà quello di evitare innanzitutto che la minaccia fuoriesca dall’edificio e ovviamente tentare in tutti i modi di debellarla definitivamente.

Durante la prima parte della storia ci verrà introdotta la ragione della reale presenza della ragazza all’interno della struttura federale. Non si tratta infatti di un semplice edificio in cui tutti possono intrufolarsi facilmente, in effetti pare che questo si palesi solo e solamente nel momento in cui lo si cerchi, un po’ come il concetto della “Stanza delle Necessità” di Harry Potter, celebre romanzo di J.K. Rowling. Effettivamente Jesse si troverebbe lì in quanto alla ricerca di suo fratello. Senza fare troppi spoiler, la ragazza è stata invischiata in eventi avuti luogo nella sua città natale, che hanno portato alla presa in carico, da parte dell’ente federale, del fratello di Jesse e alla requisizione dell’oggetto incriminato degli inspiegabili eventi. Tanto è vero che questo, identificato come un insospettabile proiettore, avrebbe fatto modo che sia la ragazza, che il fratello, acquisissero delle capacità straordinarie, le stesse che faranno sì che la protagonista sia in grado di far uso di inimmaginabili poteri psichici.

La cornice e la narrazione della storia sono molto solide, convincenti e ben organizzare; tanto da centellinare le informazioni importanti e far venire sempre più la voglia di capire cosa sia realmente accaduto nella Oldest House del Federal Bureau of Control.     

Gameplay e level design:

Per quanto si tratti di un TPS per lo più classico nelle meccaniche di shooting, quello che fa la differenza in Control, sono le straordinarie abilità che acquisiremo durante la nostra avventura. Difatti saranno questi, nonché una magistrale gestione della fisica degli oggetti, i punti forti su cui punta l’intera l’esperienza di gioco. Il motore grafico è in grado di far sì che praticamente qualunque oggetto su schermo possa essere afferrato, scaraventato e disintegrato.

Probabilmente il potere che vi ritroverete ad utilizzare più frequentemente sarà il lancio il quale, come suggerisce il nome, vi consentirà inizialmente di afferrare gli oggetti più leggeri (con l’aumentare dell’esperienza sarete in grado di far levitare quelli più grossi e addirittura i nemici) e sfruttarli come corpi contundenti da scagliare contro chiunque abbia la sfortuna di trovarsi di fronte a voi. Così facendo vi accorgerete inevitabilmente dell’incredibile caos che sarete stati in grado di generare all’interno dell’ufficio, piuttosto che della mensa, in cui si è svolto lo scontro, facendovi percepire un piacevole senso di disordine e onnipotenza per ciò che avete fatto; peccato purtroppo per la poca varietà dei nemici, Boss e non. Quest’ultimi in particolare si distinguono solamente per 2 differenti armi che possono impugnare, poi diventeranno corazzati, il che vi costringerà ad utilizzare altri mezzi per arrecargli danno, fino ad arrivare a quelli che saranno in grado di sfruttare qualche potere simile al vostro.     

Insomma, a parte qualche piccolo dettaglio, il comparto del gunplay condito con questi poteri sovrannaturali, rende il tutto incredibilmente soddisfacente ed appagante, un’esperienza non troppo lontana da quanto visto qualche annetto fa con titoli come Infamous, da cui probabilmente, in certi aspetti, il team ha preso spunto.

Ma non è tutto! Infatti, Control, da buon metroidvania, offre una mappa molto ampia e ricca di elementi da raccoglie, che spesso non saremo in grado di raggiungere nell’immediato, vuoi per la mancanza di qualche potere, vuoi perché non abbiamo ancora la chiave di accesso per quel determinato livello di sicurezza. Tutto ciò ci costringerà, qualora volessimo arricchire il più possibile l’esperienza di gioco, a tornare spesso sui nostri passi, magari per risolvere uno strambo enigma.

Gli enigmi ambientali, in particolare, sono stati una sorpresa! Era da tempo che non ci imbattevamo in enigmi così ben studiati, non tanto per la complessità di per sé, quanto perché purtroppo il concetto di enigma, negli anni, è stato spesso bistrattato ed eccessivamente semplificato. Fortunatamente, per quanto riguarda gli spostamenti, non saremo costretti a percorrere lunghissime distanze per raggiungere i luoghi già visitati, infatti la mappa è ricca di punti di controllo, che fungeranno oltre che da hub principale, anche da teletrasporto. Questo menù ci permetterà inoltre di salire di livello, accettare piccole missioni e sbloccare nuovi potenziamenti, per armi e per la nostra Jesse.

Questi potenziamenti ci daranno dei perk per quanto riguarda l’efficienza delle armi, che saranno dettate da ben 5 forme diverse che assumerà la pistola acquisita ad inizio gioco, e che le consentirà, in base al profilo selezionato, di cambiare effettivamente la sua tipologia, passando da cecchino, a fucile a pompa e così via. Ognuna di queste potrà essere inoltre potenziata, come potrà del resto esserlo la nostra protagonista, a cui potremo associare dei potenziamenti che migliorino la salute, la resistenza dello scudo e l’energia che impieghiamo per l’utilizzo dei poteri, che ovviamente non sarà infinita.

Altro elemento interessantissimo dell’opera è senz’altro il comparto platform che mette a disposizione. Utilizzare poteri come lo scatto e la levitazione, a mio modesto avviso uno dei più belli, sia per particolarità sia per le meravigliose animazioni, renderà ancora più apprezzabile l’esperienza offerta; grazie ovviamente anche e soprattutto ad uno studio certosino e minuzioso del level design.

Piccole note dolenti riguardano: il modo in cui è rappresentata la mappa fornitaci come aiuto per l’esplorazione e la gestione del menù dei potenziamenti. La pianta spesso risulta molto poco chiara nella lettura, soprattutto per quanto concerne la distinzione tra i piani, infatti i livelli saranno enormi e ricchi di zone sopraelevate rispetto ad altre, e spesso succederà di non riuscire a comprendere effettivamente quale strada intraprendere per raggiungere la zona desiderata. Se volete un consiglio per migliorare l’esperienza da questo punto di vista, fate come se steste cercando un luogo nella vita reale in mancanza di un navigatore…in poche parole affidatevi ai cartelli con le indicazioni, che risultano essere ben più comprensibili della mappa stessa. Per quanto riguarda l’organizzazione del menù per l’assegnazione dei potenziamenti…beh non c’è assolutamente organizzazione! Gli slot non sono tantissimi e spesso vi ritroverete a dover scartare dei perk di livello inferiore, perché non utilizzati o perché ne possedete uno migliore. Questo processo sarebbe potuto essere reso molto più comodo ed immediato, nel momento in cui avessero dato la possibilità di ordinare i potenziamenti per livello, o magari per tipologia, semplificando tantissimo il lavoro di esclusione di quelli inutili.

Diciamo comunque che questi piccoli difetti non inficiano più di tanto con la fruizione più che appagante del titolo, a meno che voi non possediate assolutamente alcun senso dell’orientamento.  

Ambientazione e grafica:

E’ arrivato il momento di parlare di quello che probabilmente è uno degli aspetti che contraddistinguono particolarmente Control, ovvero lo straordinario lavoro tecnico e artistico svolto dagli sviluppatori della casa Finlandese. Il gioco infatti non è solo bellissimo da vedere, specialmente se siete fortunati possessori di un PC con scheda grafica che supporti il Ray Tracing, ma è una gioia per gli occhi forse soprattutto per quanto riguarda il comparto artistico. Nonostante il susseguirsi degli avvenimenti si svolga unicamente all’interno della Oldest House, ovvero la sede dell’FBC, non si può assolutamente asserire che i singoli ambienti non siamo particolarmente ispirati. Non vi troverete mai innanzi un luogo che possa essere confuso col precedente, ognuno di dipartimenti attraverso i quali vi sposterete sarà molto ben contraddistinto e particolareggiato, passando da ambienti di ispirazione architettonica brutalista ad altri completamente corrotti e degradati da elementi che solo giocando potrete comprendere, o quasi.

Abbiamo trovato parecchio interessante la scelta di inserire in un contesto ricco di tecnologia strumentazioni assolutamente non adeguate, almeno a giudizio puramente estetico, agli standard odierni. Difatti tutte le apparecchiature sembrano essere uscite da un film di spionaggio degli anni Ottanta, tra registratori a nastro, vecchi proiettori cinematografici e schermi a tubo catodico; ciò dovuto e spiegato probabilmente dal primo documento che ritroveremo all’inizio dell’avventura, all’interno del quale è riportata una lista di oggetti proibiti per questioni di sicurezza dettati da accadimenti passati, tra cui spicca qualsivoglia tipologia di congegno “smart” o comunque considerato tecnologicamente troppo avanzato. Tra gli stessi oggetti del potere, ovvero quelli attraverso i quali acquisiremo via via i nostri poteri e non solo, vi sono manufatti di vecchia fattura come, per esempio, un vecchio Floppy Disk da 8 pollici.   

Come già detto in precedenza, l’ottimizzazione del motore grafico che in casa Remedy Entertainment sono riusciti ad ottenere è sicuramente da apprezzare, anche se con qualche episodico calo di frame rate anche con configurazioni di altissima fascia. L’opera infatti setta nuovi standard grafici per l’avvenire, soprattutto per un futuro che punta sempre più verso un fotorealismo di altissimo livello; a tal proposito è ovviamente da elogiare il lavoro svolto in ambito registico e attoriale da parte degli interpreti impegnati, qualche pecca invece in ambito nostrano per quanto riguarda la lingua, infatti il gioco è stato doppiato nelle lingue europee principali esclusa la nostra, e purtroppo i sottotitoli non sempre risultano all’altezza, non tanto per errori di traduzione, quanto per alcune incertezze dei sottotitoli che sporadicamente fanno saltare qualche riga costringendoci a far affidamento sulla nostra conoscenza della lingua inglese.  

Conclusioni:

Quindi che aggiungere cari FollowHz? Control è un gioco valido sotto tutti i punti di vista, per alcuni sarà una sorpresa, per atri un po’ meno, ma su una cosa saremo tutti sicuramente d’accordo: quanto è divertente spaccare tutto?!


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2 0

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