GIOCA A FORTNITE INVECE DI ANDARE AL LICEO, IL PADRE: L’HO ALLEVATO PER QUESTO

Salve a tutti cari followHz,
come dico spesso, queste sono notizie che mai vorremmo darvi.


Oggi voglio raccontarvi la bizzarra storia del giovane Jordan Herzog, un ragazzo adolescente che, come molti suoi coetanei gioca a Fortnite (e a quanto pare è anche molto bravo).
Jordan è conosciuto online con il nome di Crimz e, con il sostegno del padre David Herzog, ha deciso di abbandonare il liceo per concentrarsi completamente sulla carriera nel panorama eSports.
Ovviamente questa è una storia talmete assurda da aver fatto in un attimo il giro del Mondo sia per la giovane età del protagonista, sia per il totale appoggio e sostegno dimostrati dal genitore, il cui atteggiamento è stato più volte messo in discussione da molti.
Ora, prima di continuare, è bene dire che qualsiasi giudizio si possa avere nei confronti del panorama videoludico, questa è una scelta che senza dubbio lascierebbe chiunque senza parole.
Il giovane Jordan dedica ai videogiochi dalle otto alle dieci ore al giorno, lasciando una manciata di ore a quella che potrebbe definirsi una scuola online.
Dei due però, a mio avviso, quello che ha corso più rischi è stato il padre, il quale pur di permettere a suo figlio di rincorrere il suo sogno, ha investito la bellezza di trentamila dollari nella postazione da gaming del ragazzo, rinunciando alle vacanze per il semplice motivo che avrebbero potuto interferire con gli allenamenti del giovane figlio e, come se non bastasse, tanto per non far mancare nulla al ragazzo (che ricordiamo avere comunque meno di ventuno anni), il caro babbo gli ha regalato una Maserati con tanto di targa personalizzata.
“L’ho allevato per questo”, afferma il padre di Jordan, un uomo che a quanto pare ha ottenuto una fortuna vendendo e rivendendo mechandise e prodotti legati ai videogiochi. David afferma di aver notato la possibile ascesa degli eSport prima di chiunque altro e di aver messo un controller nelle mani del figlio all’età di appena 3 anni anche per questo motivo. A 7 anni il piccolo Jordan era ormai un esperto di Halo e a 12 ha iniziato a guadagnare denaro in alcuni tornei locali.
Ovviamente il supporto assoluto del padre è stato criticato da molti ma David è convinto che si tratti di semplice pregiudizio legato ai videogiochi. Dal suo punto di vista la ricerca di una carriera nel mondo del cinema, della musica o dello sport non sarebbe stata accolta con tante critiche. Ovviamente il modo in cui David stesso si difende dalle critiche non aiuta.

“È terribile che io lasci giocare mio figlio per 10 ore al giorno? È terribile che voi li facciate giocare a football. Dovrebbe leggere piuttosto che giocare? Mio figlio impara più giocando ai videogiochi di quanto le persone apprendano leggendo”.

Non so davvero cosa dire, a sorprendermi non è l’atteggiamento del ragazzo, ci sta che voglia giocare ai videogiochi, a sorpredermi è il comportamento del padre.
Per capirci: se io da ragazzino avessi detto ai miei di voler intraprendere una carriera da videogiocatore, loro mi avrebbero certamente appoggiato in questa scelta ma, avrei dovuto prima terminare gli studi.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: giocate responsabilmente!!!

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