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Sedicenne suicida: Non poteva piu giocare a PUBG

Salve a tutti i nostri Followhz.

Questa notizia ci rattrista tutti, perchè è uno spaccato di vita reale e non videoludica. Qui si muore sul serio e non abbiamo un checkpoint che ci fa tornare nel punto in cui possiamo ricominciare.
La dipendenza da videogiochi sta diventando una cosa seria e tra chi minimizza il problema e chi invece lo ingigantisce facendo tutta l’erba un fascio, non si risolve. Servono delle leggi chiare, una seria educazione da parte delle famiglie che devono essere informate sull’attività videoludica ed essere pronti a capire i segnali d’allarme che poi spingono a gesti disperati.

Perchè ho fatto questa introduzione? VI spiego il perchè:
Siamo in India ed un giovane ragazzo giocava compulsivamente a PUBG, il famoso battle royale. Dopo vari richiami per inadempienze scolastiche, la madre gli impone di non giocare più per preparare un esame di inglese ed il ragazzo, ovviamente disturbato e gia dipendente a livello compulsivo, si è tolto la vita.

In tante altre parti del mondo tra cui India e Cina ci sono delle forti restrizioni sui giochi con microtransazioni, addirittura in India ci sono zone in cui non si può più giocare a PUBG.

Che dire? ci vuole più informazione ed educazione scolastica che è davvero importante. Noi in Italia ad esempio abbiamo i nostri Amici di Horizon Psytech di cui vi abbiamo parlato in un nostro articolo che fanno dei corsi scolastici ed anche privati ai genitori proprio per informare su queste nuove dipendenze che non sono meno pericolose di altre più conosciute.
Stiate attenti, Videogiocatori e Famiglie, la Dipendenza è un mostro che vi divora da dentro e bisogna farsi aiutare


Diteci la vostra!

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